CHI AFFRONTA L’EMERGENZA ANTINCENDIO IN CAMPANIA
di Laura Caico
Quando scoppia un incendio, il pensiero corre subito alla vulnerabilità di boschi e foreste, esposte all’azione fraudolenta dei piromani e all’irreparabile perdita che ettari di bosco divorati dal fuoco costituiscono per il patrimonio naturale della collettività; ciò che, invece, non risalta è la quantità di verde sottratto alla furia distruttrice di un incendio grazie al lavoro di prevenzione svolto durante il periodo invernale e alla rapidità di intervento delle strutture preposte, resa possibile dall’adozione di una lungimirante strategia regionale. In Campania, in materia antincendio, sono competenti, oltre alla Regione, il Corpo Forestale dello Stato, le Comunità Montane e la SMA, partner dell’amministrazione regionale, dotata di attrezzature tecnologiche all’avanguardia per monitorare il territorio, prevenire atti dolosi e studiare attentamente l’evolversi dei più svariati agenti atmosferici, come i Radar Meteo per la rilevazione a distanza di fenomeni perturbativi ad alta quota: nell’anno passato che ha portato la Campania in testa alle classifiche per il maggior numero di incendi appiccati, si è registrato un ottimo risultato nella salvaguardia del verde a rischio, raggiungendo la terzultima posizione per gli ettari effettivamente bruciati, grazie proprio all’utilizzo di questi modernissimi sistemi. Nelle 19 sedi operative che costituiscono il cuore campano della SMA (isole di Capri e Ischia, Cellole, Vairano Scalo, Rotondi, Sperone, Conza della Campania, Meta di Sorrento, Gragnano, S.Salvatore Telesino, S. Bartolomeo in Galdo, Sarno, Prignano Cilento, Bracigliano, Eboli, Fisciano, Tramonti, Varcaturo, Marano) esistono, appunto, sofisticate apparecchiature con cui viene attuato il Progetto Smartland, sul “territorio intelligente”; servizi tecnici di rilevamento incendi boschivi (programmati sulla base di un modello americano di previsione distribuito dall’USDA, United States Department of Agriculture), servizi di Metereologia (con una cinquantina di centraline meteo dotate di sensori di temperatura e umidità relativa, di velocità e direzione del vento, precipitazioni, radiazioni solari, pressione atmosferica), servizi tecnici satellitari, la cartografia di vulnerabilità sismica, la Carta Rischio Incendi statica e dinamica (elaborata con modello a indice spaziale e analisi delle variabili incrementanti il rischio di incendio) e la creazione di un web portal per comunicazioni esterne, interne e di servizio a tutti gli operatori qualificati. Il personale SMA, proveniente in larga maggioranza dalla platea storica dei Lavoratori Socialmente Utili, ammonta a 568 unità (a cui si aggiungono 24 unità specialistiche); tutte le risorse umane ricevono una formazione per un monte complessivo di 480 ore di lezioni frontali e tirocinio, distribuite nell’arco di sei mesi invernali. Fra le attività preventive sono compresi, la manutenzione ordinaria e pulizia dei viali tagliafuoco, il censimento delle fonti di approvvigionamento idrico, il ripristino del regolare deflusso delle acque in canali e alvei intasati dal degrado ambientale, la messa in sicurezza a breve termine del patrimonio boschivo con tagli della vegetazione non controllata, uso di igniritardanti e il pattugliamento delle zone boschive; se viene avvistato un incendio scatta automaticamente il Piano d’intervento A.I.B. (Anti Incendio Boschivo) e la SMA Campania entra in azione autonomamente (in caso di ridotta estensione dell’incendio con operazioni di spegnimento fuoco e successiva bonifica del sito) o congiuntamente ad altri operatori in caso di incendio di vaste proporzioni, quando si rende necessario l’intervento di un contingente maggiore, proveniente dalle squadre di altri enti. (Laura Caico)


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