7/8 maggio 2010 – L’ARGA Campania a Melfi (Basilicata)per le “Piccole Vigne”

LA NOTA
di Gianpaolo Necco

L’anno scorso l’incontro con i produttori delle piccole vigne a Castelvenere (Bn), in piena estate, mi fece pensare ad una scampagnata fuori città con pranzo e visita ai luoghi sanniti. Non fu così.
L’uditorio nell’affollata sala delle riunioni della proloco del piccolo comune era composto soprattutto da produttori di vino, aziende a conduzione familiare che con la riunione chiedevano un certificato di nascita per chi come loro, produceva al di sotto delle 30mila bottiglie di vino.
Ovvio che la “certificazione in vita” la chiedevano agli enti locali, cioè soprattutto Provincia e Regione, Camera di Commercio compresa.
L’evento non fu sottovalutato e oggi per quelle piccole vigne, i vignaioli sono in cammino verso un futuro meno incerto, anche se ancora irto di insidie tra le quali, cito a memoria, il prezzo dell’uva (troppo basso), la tentazione di trasformare i vigneti in terreni per l’edilizia, in assenza di una commercializzazione organizzata, (guidata almeno da esperti in marketing) che riuscisse a far varcare i confini locali alla produzione, dirigendola verso mercati non troppo lontani ma certo più redditizi.
Questa estate tornerò a Castelvenere e vediamo se la cosa ha avuto sbocchi.

La visita a Melfi del 7/8 maggio ha avuto le stesse motivazioni e lo stesso obiettivo, ma in Basilicata il discorso si fa un pò più complesso.
I nove vignaioli che hanno cantine e vigneti nelle contrade intorno alla città, riuniti presso la cantina Carbone,(ardita la cavea sotterranea nel cuore della città), nel riproporre quanto già sentito nel Sannio, mi hanno fatto pensare ad una marcata assenza delle istituzioni nel loro settore; la sensazione è che siano stati messi in disparte da quelle che sono le vie della programmazione agricola di settore fatta rispettivamente da Comuni, Province e Regione e, naturalmente, Camera di Commercio.

Una programmazione che non dovrebbe riguardare solo quel settore, ma per farlo crescere anche altri, come quello del turismo, per esempio.
In sostanza, il rapporto con chi può cambiare le cose,(le istituzioni a tutti i livelli), dovrebbe essere molto forte invece sembra tenue e forse non c’è quell’attenzione che pur si dovrebbe alla vulcanica terra del Vulture, dove nasce l’Aglianico noto in tutta la penisola e fuori di essa; anche se si deve soprattutto alla
imprenditorialità dei singoli vignaioli, alla loro voglia di fare il vino perchè lo amano, come si fa per le persone care, e ad una tenace volontà di proseguire, nonostante tanti ostacoli che alla fine sono gli stessi che hanno i sanniti.
Qui non si vogliono soldi a sostegno di una conduzione “assistita”, ma idee e fatti per una commercializzazione sostenuta coralmente.
Come intervenire è presto detto: l’uva è sottopagata, i fondi europei, se arrivano, registrano un ritardo enorme e, quando si arriva alla spartizione, non soddisfano le attese e le istanze di tutti.
Melfi, capitale del Vulture, soffre un abbandono inspiegabile, un isolamento istituzionale che qualcuno prima o poi dovrà decidersi a rompere.

L’arrivo di tanti giornalisti locali e non (tra cui noi dell’Arga guidati dal vice presidente Luciano Pignataro), enologi, sommelier, promoter in marketing, esperti in agronomia, ha fatto sì che intorno al tavolo di discussione non ci fossero più solo i vignaioli ma anche altre persone che si occupano quotidianamente delle problematiche legate al vino.
Lo scambio di informazioni, a mio avviso, è risultato il giusto viatico per percorrere il cammino non più da soli ma con il sostegno di ogni singola professionalità; cioè di noi tutti venuti nel melfitano a tastare il polso dei proprietari delle piccole vigne. Gente abituata a far da sè ma non più disposta ad accettare di restare inascoltata.
Nelle piccole comunità, purtroppo, è come stare in un condominio: accade spesso di dover fare i conti col vicino, col concorrente, coi prezzi al ribasso, con i costi dei materiali occorrenti che salgono un giorno sì e l’altro pure, con una mano d’opera che, anche se minima, perchè si tratta di aziende per lo più a conduzione familiare, ha un suo costo che spesso mangia per intero i guadagni, con l’invenduto che non si deprezza ma non porta contanti se non in un futuro impossibile da attendere se non si vuol soccombere.
Nonostante queste prospettive, a Melfi ho registrato una comunità d’intenti, un afflato tra i vignaioli, che dà forza alle loro istanze. Quelle di uno diventano di tutti.
Un atteggiamento che dovrebbe far riflettere chi comanda nei palazzi istituzionali e governa i cordoni della borsa pubblica.
La nostra visita, a mio avviso, è servita a questo: noi giornalisti dobbiamo occuparcene scrivendone, estendo le informazioni in ogni direzione, smuovendo coscienze e azioni. Ce lo impone il lavoro che facciamo ma ci spinge anche l’amore verso quello che ancora ci dà la terra, grazie al sacrifico di questi piccoli e coraggiosi imprenditori delle vigne ma anche di quelli che coltivano la terra in generale.
Ma gli altri, gli esperti che stavano con noi, e anche alcuni amministratoori pubblici, sono quelli che dovranno lavorare più costantemente e forse duramente nei propri ambiti per le aziende e le cantine, cercando contatti e soluzioni le più idonee a dare fiducia ai piccoli vignaioli, perchè anche per loro, come per i primi, il vino da queste parti resta il loro futuro.
E, dopo quanto visto e udito, meritano a pieno titolo il “certificato in vita”.

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7 e 8 maggio 2010 Melfi
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Una delegazione dell’Arga Campania “Francesco Landolfo” guidata dal Vicepresidente Luciano Pignataro e composta da Gianpaolo Necco, Pasquale Carlo e Monica Piscitelli saranno alla due giorni di Melfi per partecipare alla manifestazione “Piccole Vigne a Melfi”.
La due giorni è stata organizzata da Pignataro, responsabile Slow Food vini Sud, con la sponsorizzazione del Comune di Melfi e la collaborazione di Mauro Erro.
Le cantine partecipanti :
1. Camerlengo
2. Carbone
3. Colli cerentino
4. Eleano
5. Eubea
6. Grifalco
7. Laluce
8. Macarico
9. Musto carmelitano.
Le tappe del programma.
– Venerdì 7 maggio
Arrivo previsto verso le 18 all’albergo Il tetto p.zza IV novembre
Ore 19,30 cena presso il ristorante la grotta Azzurra
Sabato 8 Maggio
– Ore 9.00 Visita guidata della città di Melfi
– Ore 11.30 degustazione dei vini delle nove piccole cantine del Vulture
presso la bottaia dell’azienda Carbone in via Nitti, 48
– Ore 13,30 pranzo presso la struttura storica “ex ospedale” adiacente alla
cattedrale.
Il pranzo è preparato dallo chef Francesco Rizzuti, dell’osteria Marconi di Potenza. La preparazione del pranzo sarà motivo di formazione di un gruppo di giovani allievi dell’istituto alberghiero di Melfi che avranno l’opportunità di svolgere uno stage con lo chef lucano emergente.
INFO
Per saperne di più sulle vigne:
Azienda Vinicola Carbone soc agr a r.l.
via Vittorio Emanuele, 84
85025 Melfi (PZ)
tel/fax +39 0972 237866
mob. + 39 348 2338900
www.carbonevini.it
skype: sara-carbone
La partecipazione all’evento è solo su prenotazione, posti limitati.
Rivolgersi a:
info@lucianopignataro.it


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