L’Arga all’ inaugurazione dell’archivio della canzone napoletana a Napoli.
L’Arga della Campania, rappresentata da Gianpaolo Necco, ha partecipato alla inaugurazione dell’archivio della canzone napoletana che rimarrà aperto al pubblico fino al 13 agosto. Poi le visite riprenderanno dal 1° settembre ma con una telefonata di prenotazione alla Rai 0817961111. Per l’occasione proponiamo un puntuale e interessante articolo scritto da Pietro Gargano (pubblicato su Il Mattino)
“E’ Nato nella sede Rai di via Marconi, a Napoli l’archivio della canzone napoletana – Un juke-box digitale per ’O sole mio – Il primo segmento del sognato museo-sistema della canzone napoletana è all’ingresso della sede Rai in via Marconi, in una sala a destra, dove un tempo si apriva l’ufficio abbonati: sei postazioni computerizzate con cuffie e possibilità di ascolto collettivo per scolaresche o gruppi di appassionati. Basta un clic e si può scegliere il brano, l’interprete o l’autore, come in un motore di ricerca su Internet. Si chiama Archivio sonoro della canzone napoletana ed è il risultato di quattro anni di lavoro. Sono disponibili 18.000 incisioni; in un triennio, si spera, supereranno le centomila. L’arco cronologico delle canzoni copre otto secoli, dal Canto delle lavandaie del Vomero e «Jesce sole» ai motivi contemporanei, per fare un esempio, dei 24 Grana. Lo spartiacque è l’uso della lingua napoletana, in tutto o in parte. Molte le ragioni per essere soddisfatti. La prima: è stata preferita la sostanza alla spettacolarità, al culto tanto in voga dell’apparenza; il ricercatore, il curioso, il turista, il giovane voglioso di accostarsi alla tradizione e ai mille rivoli che da essa partono, troveranno in questa essenziale sala una solida base di partenza.
La seconda: si comincia a mettere al riparo dalla distruzione un patrimonio di suoni purtroppo deperibile. Basta un gesto distratto per ridurre in pezzi un 78 giri raro, magari un’ultima copia. Èstato questo il movente centrale dell’iniziativa. La terza: in una città e in un tempo in cui sinergie e alleanze non sono invero molto praticate, attorno a questo progetto si è costituito un meccanismo di solidarietà e di azione. A parte la Rai – che ha aperto il proprio archivio e ha cooperato con la Regione Campania, col Comune e la Provincia di Napoli – a parte la Discoteca di Stato, hanno portato preziosi materiali molti collezionisti privati, e solo per il piacere di contribuire all’impresa. Altri, sulla scia, potranno farsi avanti. Agli intervenuti alla cerimonia di apertura – semplice, come la sala e l’idea di partenza – è stato donato un cd con una registrazione del secondo Festival di Napoli che ebbe per regina Maria Paris. La canzone col maggiore numero di versioni disponibili è, ovviamente, «’O sole mio». Il cantante più presente è Sergio Bruni, con più di seicento incisioni. Tra le curiosità, Bertrand Plastic, un finto punk belga, che s’impegna a storpiare «Maria Marì». I curatori hanno anche realizzato antologie, dai brani celebri destinate al turista a compilation più raffinate, tematiche (otto quelle dedicate a Di Giacomo e a Carosone) o di tendenza, come quelle sulle Nuove e vecchie compagnie folk e su Nino (D’Angelo) e i suoi fratelli. L’obiettivo, centrato, è mettere a disposizione tutto quanto possibile in modo ordinato e fruibile: le scelte appartengono invece al gusto di chi prenderà la cuffia e comincerà ad ascoltare. L’obiettivo finale sarebbe rendere disponibile on line il materiale raccolto. Intanto gli enti locali hanno assicurato che nei loro siti telematici daranno almeno l’elenco completo dei titoli; gli aggiornamenti serviranno pure a verificare se si sta lavorando o no. Il prossimo passo, chi sa quanto lontano, è dare un’interfaccia visiva alla raccolta di suoni – magari da allargare ai brani strumentali – ricorrendo ai filmati, alle foto, alle copielle, ai fascicoli di Piedigrotta. L’augurio, con la consapevolezza dei rischi della nostra scena culturale, è che si conservi lo spirito dell’avvio. L’Archivio sonoro non deve restare un’isola bella ma separata da tutto il resto. Bisognerà farlo vivere con continue iniziative e soprattutto raccordarlo a quanto già accade – il Trianon teatro della canzone, i premi nel nome di Carosone e di Bruni, le iniziative per Roberto Murolo – e a quanto accadrà. Insomma, bisognerà mettere da parte egoismi e rivalità, come si è fatto ieri a Fuorigrotta. Non sarà facile.” (Pietro Gargano, Il Mattino)


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