COMUNICATO STAMPA
CASERTA, 11 APR 2006 – Dichiarazione del Consigliere regionale Angelo Brancaccio (DS), Segretario dell’Ufficio di Presidenza.
“L’Italia finalmente volta pagina: la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche segna l’inizio di un percorso di svolta per l’intero Paese. Un successo sofferto e forse proprio per questo più bello. In ognuno di noi c’è tanta gioia e speranza ma soprattutto, come ha sostenuto il nostro leader Romano Prodi, tanta voglia di iniziare a lavorare per cambiare l’Italia. Il nostro partito, primo della coalizione, con responsabilità, serietà e competenza offrirà un utile contributo al governo dell’Italia “raccogliendo – per dirla con le parole di Fassino – le domande, i bisogni, le istanze e le aspettative di tutti gli italiani. Il compiacimento per la vittoria credo, tuttavia, che non ci deve esimere dalla necessità di avviare un’attenta e seria analisi del voto che per quanto riguarda il consenso conseguito dai Democratici di Sinistra in Campania e a Caserta non può non esprimere elementi di perplessità e criticità. Il risultato del 13,24 % dei Ds in Terra di Lavoro è sicuramente in controtendenza negativa rispetto al dato nazionale. Lo stesso, tuttavia, rappresenta un risultato che premia il lavoro difficilissimo che la Federazione casertana ha svolto per recuperare consensi a fronte di scelte, di merito e di metodo, improvvide e illogiche compiute dai dirigenti regionali del nostro partito. Sono stati tante, troppe, le ingerenze e le penalizzazioni che ha dovuto subire la Quercia casertana e che hanno generato un diffuso e crescente malcontento tra la base del partito. L’alto senso di responsabilità di tanti compagni e lo straordinario impegno espresso da alcuni territori ha evitato che il malcontento si trasformasse in una debacle elettorale. Nonostante la presenza di tanti validi compagni, per la prima volta Terra di Lavoro non ha nessun parlamentare diessino. E ciò grazie alle logiche spartitorie e correntizie regionali che hanno sacrificato, tra gli altri, il compagno Gaetano Pascarella penalizzando non l’uomo ma l’intera federazione casertana. Occorre, dunque, avviare una profonda riflessione affinché s’inverta una metodo di gestione incapace di avviare un’opera di innovazione del partito in Campania. Caserta non deve più rappresentare un sostegno a queste logiche ma deve riconquistare autonomia e sovranità nelle scelte che gli copmpetono diventando l’artefice principale di una nuova fase nel partito. L’evidente arretramento dell’Unione in Campania, che in meno di un anno ha perso circa dieci punti, è un campanello d’allarme che deve indurre ad un’immediata riflessione che non può non investire anche il governo della regione. Il risultato in provincia di Caserta, ad esempio, ha palesemente bocciato certe scelte di investire ingenti risorse in alcune parti del territorio a scapito di altre che però rispondono agli appelli elettorali con consensi notevoli e direi generosi. Mi sia consentito, a tal proposito, esprimere un particolare ringraziamento agli elettori del mio Comune, Orta di Atella, che con il 28% ai Ds al Senato, il 43% all’Ulivo alla Camera, il 64% circa alla coalizione dell’Unione sia alla Camera che al Senato, hanno ancora una volta espresso numeri da primato che fanno bene al centrosinistra casertano, campano e, visto il ruolo decisivo assunto dalla nostra regione nella vittoria finale, nazionale. Lo sforzo di ciascuno di noi, dunque, è quello di avviare un confronto serrato nei Ds e tra i partiti della coalizione affinché dalla Città di Caserta, impegnata nel test delle prossime amministrative di maggio, arrivi un segnale di innovazione politica importante: nei metodi, nei programmi e negli uomini”. Angelo Brancaccio


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