L’assessore al turismo della Regione Campania, Teresa Armato, ha un debole per le filiere. Ne parla spesso quando vuol mettere insieme più comparti turistici sì da produrre effetti positivi, economicamente parlando, si ricorda la destagionalizzazione delle località delle costiere sorrentina e amalfitana . L’ultima filiera nata, in ordine di tempo è quella termale alla quale sono stati destinati 150 milioni di euro per rinnovare e integrare l’intero sistema termale, che, lo ricordiamo, è il quinto in Italia con il 13,3% di incremento di visitatori, con ottime possibilità di scalare ancora la classifica perché non provincia campana che non annoveri tra le sue località quelle che si occupano e vivono di terme. Grazie all’antichità, dunque, la Campania si giova delle terme e cerca di trarne il massimo vantaggio. Infatti, il progetto “filiera termale”è stato approvato dalla giunta regionale in uno col disegno di legge regionale per la ricerca e l’utilizzazione delle acque minerali e termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente, presentato dal suo collega assessore Gianfranco Alois. L’annuncio alla presenza del presidente nazionale di Federterme,, Costanzo Iannotti Pecci e numerosi sindaci e amministratori locali.Provvedimenti economici, quindi, utili per la ristrutturazione degli stabilimenti, il miglioramento dell’accoglienza, la realizzazione di strade e opere urbanistiche,, nuove piscine,restauri delle terme antiche. Sono coinvolte nel progetto tutte le province campane e i 18 comuni sedi elle terme più conosciute: Bacoli, Barano d’Ischia, Casamicciola, Castellammare di Stabia, Contursi, , Forio, Ischia, Lacco Ameno, Mondragone, Montesano sulla Marcellana, Napoli, Pozzuoli, San Salvatore Telesino, Serrara Fontana, Telese, Torre Annunziata, Vico Equense, Villamaina. Tra le novità, anche l’istituzione di un club del benessere e la Terme card per realizzare pacchetti turistici agevolati. Previsto lo svolgimento di spettacoli ed eventi musicali in alcune strutture per ricreare l’atmosfera di fine secolo nelle terme, abitudine molto praticata dai nostri nonni, prima della guerra. Non mancano tre milioni di euro per la formazione di addetti termali, dal fisioterapista all’operatore socio assistenziale al manager per il turismo termale. Significativa la dichiarazione di Armato, in proposito:” Le terme della nostra regione hanno una storia che viene da lontano, soprattutto per quello che riguarda il valore terapeutico, scientificamente dimostrato. Bisogna andare avanti e far fare un ulteriore salto di qualità al settore, rilanciando e riposizionando le nostre terme sul mercato turistico nazionale e internazionale”.


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