La notte delle stelle cadenti e ognuno può esprimere un desiderio ma non ricevere un miracolo.
E’così tutti gli anni: tutti con la testa in su a guardare le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo, e c’è la possibilità di esprimere un desiderio che, puntualmente si sogna ma non si avvera. Nell’articolo che segue, scritto dalla giornalista Cecilia Donadio per Il Mattino, c’è tutta la favola della notte più attesa dell’anno. La sua lettura che proponiamo ringraziando la collega, regalerà l’incanto di un desiderio, almeno di uno.
“Stelle. Il rito celeste di San Lorenzo – Quest’anno non ci sarà la luna piena a disturbare migliaia di cacciatori di stelle cadenti. Il San Lorenzo 2004 porta con sé una notte di novilunio abbastanza scura che darà risalto allo sciame lacrimoso delle Perseidi. Purché ci si tenga alla larga dalle inquinanti luci cittadine, si sia disposti a una notte in bianco e si sia pronti a sparare il proprio desiderio alla velocità della luce, prima che la scia luminosa sparisca nel nulla, come leggenda vuole affinché il desiderio diventi realtà. Già, quella sana abitudine a fantasticare l’irrealizzabile che, secondo gli psicologi, gli italiani stanno perdendo a vantaggio di un desiderare molto concreto, della serie «Stella, mia bella stella, fa che con il mio stipendio riesca ad arrivare alla fine del mese!». Oppure, «Stella, stellina, fai che il Napoli diventi una squadra normale». Come se non bastasse, analisti, sondaggisti e scienziati, per definizione poco inclini alle romanticherie, ci costringono a tornare con i piedi per terra anche sul fronte astronomico, spiegando che il San Lorenzo celebrato dai poeti e dalla Chiesa è in realtà un fenomeno particolare destinato ad una graduale evoluzione. La Terra infatti ogni anno di questo periodo incrocia l’orbita e le polveri della Swift-Tuttle, una vecchia cometa che gira intorno al Sole e i cui detriti, entrando nell’atmosfera terrestre a 40 km al secondo, si incendiano, tracciando strisce luminose di spazzatura stellare. Essendo però il passaggio collegato in qualche modo alla posizione dell’asse terrestre, complicati calcoli astrofisici deducono che con il passare degli anni la «notte delle stelle» sia destinata a cambiare data. Insomma, tempo un altro millennio e il 10 agosto diventerà il 26 e la notte di San Lorenzo quella di San Ludovico IX. Già quest’anno abbiamo uno slittamento di due giorni: «La maggiore entità del fenomeno si avrà nella mattinata del 12 a un’ora non visibile in Italia – spiegano dall’Unione Astrofili Italiani – quindi per noi il picco massimo sarà nelle notti tra l’11 e il 12 e fra il 12 e il 13». Ed è in queste date che l’astrofisica Margherita Hack consiglia di rifugiarsi nelle cinguettanti e tenebrose oasi Lipu (la Lega per la protezione degli uccelli), lasciate aperte per l’occasione. Spogliata brutalmente del suo carattere religioso, che identifica nelle stelle cadenti le lacrime del supplizio di Lorenzo, penalizzata dalla scarsa propensione al desiderio (colpa anche della crisi economica), la festa si tiene però stretto il suo cotè pagano e nei comuni turistici offre la possibilità di legare al 10 agosto iniziative di grande suggestione. A Ravello la lunga notte comincia alle 22 con una caccia al tesoro su tutto quanto fa spettacolo ideata da Lina Wertmuller e con il tradizionale «Concerto all’Alba» che inizierà alle 4 del mattino sulla terrazza di villa Rufolo: protagoniste, l’orchestra del Teatro dell’Opera di Cracovia e le musiche di Dvorak, Tcaikovskij, Borodin. Minori risponde con «Nessun dorma: la notte dei desideri», musica, balli, teatro e poesia, dal tramonto all’alba. Montecorvino Rovella propone invece, a partire dalle 21 nei giardini di villa Budetta, un’energetica rappresentazione della «Cavalleria Rusticana» con assaggio di prodotti tipici e vino, a lume di candela. A Castelvolturno si balla con Sonia Saviano e «Le Ballet Classique»; a Fisciano processione e canti in piazza, e un po’ ovunque «Calici sotto le stelle», organizzati da aziende e produttori vinicoli. Infine, ingresso libero all’Arenile di Bagnoli. Per brindare al desiderio che fu. “ (Ceciclia Donadio, Il Mattino)


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