La giornata del pesce celebrata ieri ha dato un esito positivo, non pochi quelli che hanno affollato mercati, mercatini, piazzole e stand dove è stato esposto il prodotto del mare in tutte le sue specie, ma c’è di più. A Ma zara del Vallo si sono addirittura riunite ben 19 marinerie per “La giornata del pesce di mare italiano”. Sembrerà strano ai più ma non agli addetti ai lavori che in questo grosso settore importante per l’economia del paese quanto la carne, c’è una grossa anomalia: il pesce italiano non ha un marche che permetta di convalidare la bontà del prodotto, la provenienza e la freschezza. Mentre questo accade per i frutti di mare, per il pesce di mare questa soluzione ancora non è stata adottata. Questo lo rende sempre precario agli occhi del consumatore che se proprio non è un esperto difficilmente saprà distinguere un pesce pescato oggi da quello di tre giorni fa. Per quanto riguarda la Campania, un appello ai legislatori regionali è venuto da Ma zara, ma ci sarà senz’altro qualcuno disposto a fare la sua parte, anche se per farlo sarà necessaria l’intesa col governo centrale. Alla sua quarta edizione la manifestazione ha affrontato anche l’annosa questione riguardante le 550 specie ittiche del mar Mediterraneo: allo stato solo una sessantina hanno una commercializzazione regolare. Intanto, è stato approvato e avviato il “Gourmet del mare”, un progetto pluriennale destinato ai ragazzi degli istituti alberghieri che avranno la possibilità di fare stages a Procida e a Bagnara Calabro con il proprietario del Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, Alfonso Iaccarino. Molti i porti che partecipano all’iniziativa: Ancona, Anzio, Bagnara, Cetraro, Gaeta, Licata, Mazara, Menfi, Palermo, Pantelleria, Porto Palo, Procida, Sciacca, Taranto, Termoli, Torre Annunziata, Torre del Greco, Viareggio. Ne mancavano alcuni, ma il grosso c’era e la pescata, dunque, è stata buona.

Categorie: Mare e Pesca

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.