BASILICATA: DUE IMPRESE INSIEME PER IL RILANCIO DELL’AGROALIMENTARE.

Succhi di frutta in brik e ortaggi surgelati made in Basilicata.
Firmato ieri mattina, 5 agosto, presso il dipartimento regionale alle Attività produttive un accordo di consolidamento e di sviluppo per due realtà imprenditoriali ben conosciute sul mercato: la Jonica Juice e l’Arpor, già operanti nell’area di Policoro.
La “Jonica Juice” (di cui fa parte anche il brand Pfanner) produce semilavorati di frutta , mentre l’“Arpor” del Gruppo Orogel opera nel campo della surgelazione di prodotti ortofrutticoli.
L’accordo: Entrambi i gruppi hanno partecipato all’avviso pubblico regionale per la realizzazione di piani di consolidamento e sviluppo della attività manifatturiere operanti nel settore agroindustriale.
Da oggi, le aziende hanno 60 giorni per presentare la documentazione necessaria per procedere alla sottoscrizione del contratto di consolidamento e sviluppo.
Dopodiché avranno il via libera per l’attuazione dei Piani da realizzare al massimo entro 36 mesi.
Tra gli impegni assunti, creare rapporti privilegiati con i produttori regionali attraverso contratti di conferimento dei prodotti e aumentare il livello occupazionale.
Gli investimenti prevedono un totale di poco più di 36 milioni di euro (24 della Jonica Suice e 12 dell’ Arpor).
A regime la Jonica Juice assumerà per le nuove attività 35 dipendenti, mentre l’Arpor raggiungerà quota 148 unità.
“La Jonica Juice – come ha spiegato il direttore dell’azienda, Gerardo Basile – oltre ad aumentare la quantità del preparato di base dei succhi di frutta del 50%, farà uscire direttamente dall’azienda il prodotto confezionato in brik, installando una nuova linea produttiva. Attualmente abbiamo già accordi annuali di confezionamento con gli agricoltori, ma in futuro i rapporti saranno con le organizzazioni dei produttori (Op) per evitare le intermediazioni commerciali e che si lucri sui prezzi. Inoltre, l’acquisto deve essere certificato da tracciabilità per avere un prodotto garantito”.
Così l’ortofrutta di qualità del Metapontino, come agrumi, fragole, pesche e albicocche potrà essere gustata anche in bric. Perchè non raccogliere quel tappeto di agrumeti ed evitare che camion carichi di frutta pagata a basso prezzo si dirigano ai mercati del Nord? Sono state queste alcune delle riflessioni di Basile che punta molto sulla qualità del prodotto. Remunerare il prodotto e chiudere la produzione agricola sul posto: sono questi alcuni degli obiettivi prefissati.
Non è mancata l’idea di una collaborazione tra le due aziende per il succo d’uva.
L’Arpor acquista il succo d’uva per utilizzarlo come dolcificante in alcune produzioni come le composte di marmellate, mentre la Jonica Juice lo produce come bevanda e lo esporta soprattutto all’estero dove c’è l’abitudine di consumarlo.
Così anche le uve del Vulture, ma non solo, potrebbero trovare un consumo diverso sul mercato, oltre a quello in bottiglia.
L’Arpor ha già fatto investimenti per 6 milioni d euro, senza l’apporto del pubblico, per incrementare la redditività dello stabilimento.
“Vogliamo raddoppiare le nostre produzioni – ha detto il presidente di Jonica, Rodolfo Bertolini. Abbiamo tre stabilimenti (Piemonte, Campania e Basilicata) e il Sud per noi è importante. Il futuro è il semilavorato e l’imbottigliato”.
“Il core business dell’Arpor è lo spinacio – ha dichiarato Maurizio Tortolone, vice presidente Orogel e presidente Arpor. Il mercato internazionale è difficile, ma noi siamo molto attenti. Vogliamo crescere come fatturato e giornate lavorative. Orogel – ha sottolineato è una cooperativa formata da un gruppo di agricoltori e il nostro valore aggiunto è la qualità. La nostra società di ricerca ha puntato sul carciofo e qui abbiamo già messo a coltura decine di ettari. Viviamo una realtà di globalizzazione e la nostra attenzione è di qualificare il prodotto. Bisogna stare attenti ai costi di produzione e il rilancio occupazionale va fatto tenendo conto delle dinamiche del settore. La carta vincente per crescere è di puntare sulla disponibilità del prodotto in loco”.
Due le linee che saranno introdotte: per verdure a foglia fresca e il grigliato, sempre più richieste da consumatori attenti alla qualità e alle proprietà organolettiche.
I commenti: <Il consolidamento dei due stabilimenti avrà riflessi positivi sui due grandi bacini di produzione come il Metapontino e la Val d’Agri, confermandone la vocazione agroindustriale in un’ottica di sviluppo integrato del territorio e rafforzando anche la rete dei produttori regionali”.

Soddisfatta dell’accordo anche l’assessore all’Agricoltura, Vilma Mazzocco per due motivi: uno perchè si supporta l’economia del settore primario che avrà l’opportunità di inserirsi in un contesto industriale di trasformazione di prodotti agricoli dinamico e di riconosciuta qualità imprenditoriale e due per l’approccio nuovo, di collaborazione interdipartimentale che va in una direzione strategica nuova.
“Con queste iniziative – ha spiegato in una nota il presidente della Regione, Vito De Filippo – daremo forza al settore manifatturiero della trasformazione sviluppando in regione la produzione di beni ad alto valore aggiunto incrementando la competitività della filiera agro-alimentare lucana, attraverso il potenziamento e la valorizzazione degli investimenti in infrastrutture impianti e strumentazioni avanzate e al tempo stesso daremo certezze al mondo agricolo che avrà un rapporto privilegiato garantito dagli accordi, per il conferimento dei prodotti”.
INFO
Iranna De Meo
giornalista free lance
Mobile + 39 347-9553076
referente Basilicata per l’Arga Campania-Calabria-Basilicata

———————————–
COLDIRETTI: DOPO LE INTESE ISTITUZIONALI E SULL’OCCUPAZIONE SI DEVE PROCEDERE AI CONTRATTI TERRITORIALI CON LE IMPRESE.
Coldiretti Basilicata prende atto della firma dell’intesa che da il via libera ai piani d’investimento di Arpor e Jonica Juice negli stabilimenti di Policoro.
Dopo le intese istituzionali e sull’occupazione, però, ora si deve procedere ai contratti territoriali con le imprese agricole lucane.
Sottoscritti gli accordi tra Regione Basilicata e le due aziende agroalimentari Jonica Juice e Arpor per il potenziamento della produzione negli stabilimenti di Policoro.
12 milioni di euro il contributo massimo concedibile dalla Regione Basilicata alla Jonica Judice, azienda che produce e conserva succhi di frutta e ortaggi, a fronte dei 24 milioni di euro, l’importo complessivo dell’investimento.
Altri 4,8 milioni di euro circa saranno erogati dalla Regione Basilicata alla cooperativa Arpor del gruppo Orogel che opera nel settore della surgelazione di prodotti ortofrutticoli, come contributo massimo concedibile per il potenziamento dello stabilimento di Policoro.
Il dibattito in questi giorni si è concentrato sui 183 nuovi posti di lavoro previsti ma, per nessun motivo, si devono dimenticare la difesa della qualità delle produzioni regionali, la tutela del Made in Basilicata e il coinvolgimento e la centralità che, visti anche i forti investimenti regionali, spettano di diritto alle aziende agricole del territorio nel rilancio del settore agroalimentare lucano.
Coldiretti Basilicata è conscia del forte appeal che vanta oggi il Made in Italy ed in particolare l’agroalimentare lucano, sui mercati internazionali. È necessario, quindi, guardare al potenziamento o insediamento di strutture agroindustriali, non solo nell’ottica dell’opportunità occupazionale ma soprattutto nella prospettiva di collegamento con il territorio e con le produzioni che dovranno essere alla base della filiera agroalimentare da implementare.
“Dopo le intese istituzionali e occupazionali – ha affermato il direttore Coldiretti Basilicata Giuseppe Brillante – si deve procedere ai contratti territoriali con le imprese agricole. Restiamo ancora in attesa di essere coinvolti nella formulazione dei piani gestionali di utilizzo delle produzioni agricole del territorio lucano sia dalla due strutture industriali che dalla Regione Basilicata.
Per evitare che l’investimento regionale si traduca nell’ennesimo sfruttamento di contributi comunitari e del buon nome del nostro territorio è indispensabile che i piani industriali recuperino subito la formulazione di contratti con le imprese agricole lucane sulla base della qualità dei prodotti ma anche nel rispetto della remuneratività dei costi di produzione oltre che del valore dell’origine territoriale della produzione agricola.
E’ necessario incidere sulle regole di rispetto del legame territoriale in quanto è l’unico strumento per fare sistema e poter dar vita al progetto di costruzione della piattaforma logistica per l’ortofrutta lucana previsto dai FAS (Fondi Aree Sottoutilizzate).”
Per informazioni:
Giuseppe Brillante – 335.7241902
Rocco Cillo


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.