2 Novembre 2004 – Dal 7 novembre si può bere il vino novello, prosit a tutti
Agenews. Ancora pochi giorni e dalla mezzanotte di sabato 6 il vino novello finira’ sulle tavole degli italiani. Scatta da quell’ora, infatti, il via libera del Ministero delle politiche agricole alla consumazione di questo particolare tipo di vino in tutta Italia. Secondo una stima della Coldiretti, saranno 22 milioni (+5% rispetto all’anno passato) le bottiglie da stappare per godersi i 165mila ettolitri di vino giovane Made in Italy, che raggiungera’ per la prima volta il valore di 100 milioni di euro nelle vendite realizzate da circa 400 cantine nazionali coinvolte. Per il novello 2004, che dovra’ essere consumato entro i prossimi 6 mesi, per mantenere le proprie particolari caratteristiche, si preannuncia anche un ottimo livello qualitativo, grazie all’andamento climatico che, secondo la Col diretti, ha consentito la raccolta di uve ben mature e favorito valori ottimali di macerazione carbonica. La produzione italiana raggiungera’ il mercato con 12 giorni di anticipo, rispetto al Beaujolais Nouveau francese, che si potra’ assaggiare solo a partire dal terzo giovedì di novembre, il 18. Il ‘vino da bere giovane’ e’ nato negli anni ‘50 in Francia nella regione Beaujolais ma in tempi piu’ recenti e’ diventato anche in Italia un fenomeno di mercato e di costume che esercita una forte attrattiva soprattutto sul pubblico dei piu’ giovani e meno esperti per la sua leggerezza, la bassa gradazione che è di soli 11 gradi, il bouquet aromatico, la trasparenza del colore rosso rubino.
Il metodo di vinificazione utilizzato è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed e’ profondamente diverso da quello tradizionale: le uve del novello, infatti, non vengono pigiate e successivamente fermentate, come nel caso dei vini tradizionali, ma viene invece effettuata la fermentazione direttamente con gli acini interi in modo che solo una piccola parte degli zuccheri presenti si trasformi in alcool, conferendo al vino il caratteristico gusto amabile e fruttato. La Col diretti, che su questi temi è aggiornatissima, ed è quindi un valido punto di riferimento, fa sapere che anche se in crescita costante, il vino novello continua a rappresentare per quantita’ poco piu’ del 3% della produzione nazionale di vino che, anche se quest’anno si preannuncia di qualita’ ottima, ma contenuta sui 53 milioni di ettolitri, (piu’ elevata delle vendemmie del 2002 e del 2003), risulta tra le piu’ basse degli ultimi trent’anni. Niente paura per i degustatori: di vino ne è piena l’Italia intera.


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