Comunicato Stampa del 3 febbraio 2006
Attività di Vigilanza: il Consorzio Tutela ferma un giro di mozzarelle di bufala false e contesta la frode in commercio ottenuta mediante l’utilizzo di segni mendaci. Indagini in corso anche per vendita di prodotti non genuini
Nei giorni scorsi uomini del reparto ispettivo del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop hanno posto sotto sequestro ben 2 quintali di involucri e confezioni in polietilene per confezionare mozzarelle in pezzature da g. 250 e 500.
Il sequestro è avvenuto all’interno di una azienda casearia della provincia di Salerno, ed ha impedito la commercializzazione di non meno di 30 quintali di falsa mozzarella di bufala.
Infatti il sequestro – notificato in giornata di oggi alla Procura della Repubblica di Sala Consilina – è scattato in virtù della violazione dell’articolo 1 del decreto ministeriale del 21 luglio 1998, che fa divieto di uso della dicitura “mozzarella di bufala” per le mozzarelle comunque prodotte, anche con latte bufalino, ma non sottoposte al sistema di certificazione che consente la concessione d’uso della Denominazione di Origine Protetta.
A fronte di questa contravvenzione di carattere amministrativo, è stato anche rubricato il reato di frode in commercio (ex articolo 515 Codice Penale), poiché l’utilizzo di incarti con la scritta “Mozzarella di Bufala” tendono oggettivamente ad accreditare presso il pubblico un prodotto non tutelato come prodotto Dop: un atto di confusione strumentale alla frode, per altro sanzionato penalmente dall’articolo 517 del codice penale (Vendita di prodotti con segni mendaci).
Contestualmente al sequestro, è stato anche effettuato un prelievo di mozzarella al fine di accertare l’effettivo utilizzo di latte bufalino e l’eventuale utilizzo di latte di vacca. Per tanto, il campione prelevato è stato inviato ai laboratori dell’ Istituto centrale repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e Forestali di Salerno. L’indagine è volta anche ad accertare l’eventuale reato di vendita di prodotto non genuino (articolo 616 Codice Penale).
Dal Consorzio il direttore Vincenzo Oliviero ricorda:”A costo di essere noioso, ma devo ancora dire che è possibile produrre lecitamente mozzarella con latte bufalino senza per questo avvalersi del marchio a denominazione di origine protetta, ma nella confezione deve usarsi la forma aggettivale ovvero al sostantivo Mozzarella può seguire l’aggettivo bufalina o la dicitura prodotta con latte bufalino.” L’uso del genitivo “Mozzarella di Bufala” è esclusivo appannaggio del prodotto a denominazione di origine protetta da noi tutelato.”


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