ULTIM’ORA.
– GLI AGGIORNAMENTI AGE SULL’INFLUENZA AVIARIA IN ITALIA E ALL’ESTERO

08/03/2006 – 19:15
AVIARIA: FRANCIA; POLIZIA SPARA AD ANATRE VICINE AD OCA MORTA
(AGE) PARIGI – Agenti di polizia hanno sparato ad alcune anatre che erano appoggiate su un’ oca morta sulle rive del fiume Yonne, a Sens, nel centro della Francia. L’oca e le due anatre uccise sono state poi recuperate per essere sottoposte ad esami. Un terza anatra, ferita, è scivolata nel fiume e non è stata ancora ritrovata. I poliziotti – secondo quanto si è appreso – hanno voluto sparare alle anatre per evitare ogni rischio di contaminazione, nel caso in cui l’ oca fosse morta per l’ influenza aviaria. Sarebbero stati sparati sei colpi d’ arma da fuoco (AGE) RED-CENT
07/03/2006 – 20:39
AVIARIA: VIA LIBERA SENATO A DECRETO AGRICOLTURA
(AGE) ROMA – L’assemblea di Palazzo Madama ha dato il via libera al decreto legge sull’agricoltura. Si tratta del primo esame dopo il rinvio da parte del presidente della Repubblica per mancanza della copertura finanziaria. Dal decreto é stata stralciata la parte relativa al condono previdenziale del comparto agricolo. Il decreto legge passa ora all’esame della Camera. E’ stato approvato a maggioranza per alzata di mano. (AGE) RED-CENT
06/03/2006 – 17:20
AVIARIA: CIAMPI, DL NON COPERTO PER 1.819,5 MILIONI EURO
(AGE) ROMA – La decisione del presidente della Repubblica di rinviare alle Camere il decreto legge che contiene aiuti per prevenire l’epidemia aviaria è motivata in particolare dal fatto che sul fronte della previdenza agricola “la quantificazione degli oneri finanziari per il triennio 2006-2008 è largamente inferiore alle risorse necessarie”. E’ quanto si legge nelle due cartelle inviate da Ciampi al Parlamento. All’appello, infatti, mancano 1.819,5 milioni, dal momento che la sanatoria dei contributi agricoli, già cartolarizzati, comporta un onere pari a circa “2.550 milioni di euro” a fronte di un onere indicato nel decreto per il triennio pari a “730,5 milioni di euro, al quale è rapportata la copertura”. (AGE) RED-CENT
06/03/2006 – 16:43
AVIARIA: AUSTRIA; VIRUS RISCONTRATO ANCHE SU GATTI
(AGE) VIENNA – Il virus dell’influenza aviaria H5N1 é stato identificato anche su dei gatti in Stiria, secondo quanto reso noto a Graz dal responsabile per la sanità, Hans Seitinger, che citava i risultati del laboratorio austriaco di Moedling, vicino a Vienna. A quanto pare i test sono risultati positivi su due o tre animali: i gatti risultano contagiati ma sono ancora vivi. In Stiria sono stati segnalati un paio di settimane fa i primi casi di virus in Austria, ma su dei volatili. (AGE) RED-CENT
05/03/2006 – 16:54
INFLUENZA AVIARIA: CIGNO TROVATO MORTO IN POLONIA
(AGE) E’ arrivata anche in Polonia l’influenza aviaria. Un cigno trovato morto nel Nord del paese, è risultato infatti positivo al virus H5N1. Lo ha annunciato la tv pubblica. Una cellula di crisi ha instaurato nell’area una zona di sicurezza di 3 chilometri intorno al luogo dove è stato trovato morto il cigno. Negli ultimi giorni erano stati individuati casi d’influenza in Germania e Slovacchia, vicino alla frontiera polacca. (AGE) RED-RU
01/03/2006 – 19:25
AVIARIA: ROMA; ANATRA TROVATA MORTA, NEGATIVA A VIRUS H5N1
(AGE) ROMA – E’ risultata negativo al virus H5N1 l esame sull anatra morta ritrovata ieri a Villa Pamphili. Lo comunica in una nota l’assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia. Prosegue intanto il piano di sorveglianza predisposto dalla Regione Lazio, Protezione Civile e enti locali. “Sono più di 500, solo 200 raccolti nel corso delle ultime due settimane, i volatili morti esaminati dai laboratori dell Istituto Zooprofilattico di Roma, le cui strutture sono state inseriti nel Piano di sorveglianza sull aviaria predisposto dalla Regione Lazio -spiega Battaglia- Dall inizio di questa settimana è stato realizzato un sistema di accettazione dei campioni che permette agli addetti al prelievo di compilare la scheda di invio al laboratorio via internet”. “Su tali campioni l Istituto Zooprofilattico è in grado, entro le 24 ore, di assicurare con metodiche di biologia molecolare all avanguardia, una risposta certa circa l assenza o presenza del virus influenzale H5N1. Ad oggi nessun campione prelevato nella nostra regione ha dato esito positivo”, aggiunge l’assessore. “E inoltre attivo anche un Piano di monitoraggio sugli allevamenti di pollame, dove dall inizio di ottobre sono stati effettuati più di 100 controlli per un totale di 2200 campioni -spiega Battaglia- Ed è sotto controllo attivo anche le popolazioni di uccelli selvatici presente in alcune zone umide laziali, con un operazione che prevede la cattura dei migratori, l identificazione e la registrazione tramite un anello posto sulla zampa degli uccelli e il successivo prelievo di campioni per l influenza aviaria. Alla luce di questi dati possiamo affermare che nella nostra Regione non ci sono rischi né per la salute dei cittadini, né per la sicurezza dei nostri allevamenti”.
(AGE) RED-CENT
01/03/2006 – 12:44
AGRICOLTURA: SI’ SENATO A DL,SONO LEGGE MISURE AVIARIA
(AGE) ROMA – Il Senato ha definitivamente approvato il decreto legge sull’agricoltura che contiene, tra l’altro, le norme a sostegno del settore agricolo colpito dall’emergenza aviaria. (AGE) RED-CENT
24/02/2006 – 16:42
AVIARIA: DOCUMENTO UE, VALUTARE INTRODUZIONE ETICHETTE CARNI
(AGE) VIENNA – “E’ importante verificare accuratamente la possibilità di etichettare la carne fresca di pollame distribuita nei Paesi dell’Unione europea”: è quanto testualmente si legge nel testo del documento approvato dai 25 ministri della Salute dell’Unione Europea riuniti a Vienna per discutere dell’influenza aviaria. Il passaggio del documento sdogana così la misura introdotta dall’Italia sulla quale l’Europa aveva avviato una proceduta di infrazione. Ora, nel quadro dei programmi di comunicazione sulla fiducia dei consumatori, anche gli altri Paesi dell’Unione valuteranno come “prioritaria” la necessità di introdurre la misura. Per il ministro della Salute Storace si tratta di un “grande passo in avanti”. Nel documento, composto da 12 punti in tutto, si sottolinea che l’influenza aviaria resta una questione di sanità veterinaria, e che è estremamente difficile per le persone contrarre la malattia. Tuttavia i ministri dell’Unione hanno sancito la necessità di veicolare messaggi “aperti, trasparenti, chiari e consistenti dati dalle autorità veterinarie e sanitarie sui rischi per gli animali e per la salute pubblica”. Per il resto i ministri hanno avviato un programma di impostazione per la prossima riunione del 24 e 25 aprile, che sarà preparatoria per le decisioni che saranno assunte a giugno. Il punto del documento che invita gli Stati membri a considerare la necessità di introdurre le etichette sulla carne, secondo il ministro della Salute, Francesco Storace, deve essere interpretato come “la volontà dell’Europa di non restare sorda alle esigenze di salute”. Solo la Svezia aveva detto no all’introduzione delle etichette. Storace parlerà ora con il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, per ipotizzare campagne di informazione anche nelle scuole. (AGE) RED-CENT
23/02/2006 – 17:49
AVIARIA: UE, BRUXELLES CONFERMA CASO SOSPETTO IN FRANCIA
(AGE) BRUXELLES – La Commissione europea ha confermato, oggi a Bruxelles, di essere stata informata dalle autorità francesi di un probabile caso di virus di influenza aviaria del ceppo ad alta virulenza H5N1, in un allevamento di tacchini nel dipartimento dell’Ain, vicino a Lione, nell’est della Francia. Bruxelles tiene a precisare che l’allevamento “é già situato in una zona di protezione che era stata creata con la scoperta, la scorsa settimana in quell’area, del virus H5N1 in anatre selvatiche”. Le autorità sanitarie sono intervenute dopo che l’allevatore ha segnalato a veterinari che nella sua azienda di 11.000 tacchini la mortalità era diventata anormalmente alta. Secondo Bruxelles “domani si dovrebbero conoscere i risultati definitivi dei test effettuati su campioni di tacchini”. Le autorità francesi – precisa la Commisione europea – “hanno reagito velocemente ai primi casi sospetti e stanno applicando il piano di emergenza nazionale in linea con la direttiva europea sull’influenza aviaria”. Nell’area intorno al focolaio inoltre, sono state estese le zone di sorveglianza e di protezione, mentre i movimenti di volatili e di altri prodotti sono stati ulteriormente limitati non solo nelle aree sotto controllo ma anche in quelle circostanti. Vengono anche applicate – prosegue la Commissione Ue – misure rigorose di bio-sicurezza, come la disinfezione di allevamenti e mezzi di trasporto. (AGE) RED-CENT
AVIARIA, DAL GOVERNO ALTRI 100 MILIONI PER IMPRESE IN CRISI
Roma, 23 febbraio 2006
– Il governo ha raggiunto un accordo con il presidente della Conferenza Stato-Regioni Vasco Errani, con le associazioni datoriali e con il sindacato per lo stanziamento di ulteriori 100 milioni di euro nel 2006 “per interventi di sostegno al reddito nei confronti di lavoratori delle imprese operanti nei settori in difficoltà per la crisi dell’influenza aviaria”.
Lo ha reso noto il ministro del Welfare Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il provvedimento ha valore retroattivo dal primo gennaio 2006.
Le imprese interessate dal provvedimento, ha spiegato Maroni, sono quelle, tra le altre, di allevamento di pollame, di produzione di mangimi per animali, di confezionamento di generi alimentari, in particolar modo di volatili, e di commercio all’ingrosso di carne fresca di volatili. (Ansa)
19/02/2006 – 14:58
INFLUENZA AVIARIA: TROVATO IN UMBRIA UN UCCELLO INFETTO DAL VIRUS
(AGE) ROMA – E’ arrivata anche in Umbria l’infezione del virus dell’influenza aviaria. Il ministro della salute Storace ha reso noto oggi che il virus è stato isolato in un germano reale trovato morto ed infetto da virus altamente patogeno. Salgono così a dieci i casi nei quali il virus H5N1 è stato isolato in volatili selvatici in Italia. Il volatile è stato trovato morto il 13 febbraio nella provincia di Perugia, nel comune di Panicale. Il Ministero della salute ha informato della positività dei test fatti all’animale il presidente della Regione Umbria. (AGE) RED-RU
15/02/2006 – 20:34
AVIARIA: ALLARME IN GERMANIA, TRE VOLATILI CON H5N1
(AGE) BERLINO – L’allarme aviaria è scattato anche in Germania dove sono tre finora i casi accertati di infezione dal virus H5N1, tutti sull’isola baltica di Ruegen, una delle mete preferite dei vacanzieri tedeschi nell’estremo nordest del paese. Dopo i due cigni trovati positivi ieri sera, oggi è stata la volta di un astore rinvenuto anch’esso morto sull’isola, a pochi chilometri dal luogo del ritrovamento dei cigni. Mentre gli esperti ritengono che si tratti solo della punta di un iceberg e che altri casi emergeranno presto, le autorità sono intervenute con tempestività e fermezza imponendo misure severe di controllo e prevenzione. In primo luogo è stato imposto l’isolamento totale in luoghi chiusi di uccelli e volatili d’ogni tipo sin da oggi nel Meclemburgo, il Land nordorientale di cui fa parte l’isola di Ruegen, mentre la stessa misura restrittiva scatterà da venerdi nel resto della Germania. Il confinamento dei volatili in stie e pollai doveva partire dal primo marzo, ma il precipitare della situazione ha costretto in poche ore le autorità ad anticipare il provvedimento. Parlando in serata a Berlino al termine di una riunione della cellula di crisi incaricata di monitorare gli sviluppi della vicenda, il ministro dell’agricoltura e per la tutela dei consumatori Horst Seehofer (Csu) ha definito la situazione in Germania “molto seria”. Egli ha tuttavia invitato la popolazione a non cedere al panico, sottolineando che non vi sono pericoli reali per la popolazione. I casi di infezione hanno riguardato infatti finora solo uccelli selvatici. “Non vi sono rischi per le persone, e chi non tocca animali infetti non corre alcun pericolo di contagio”, ha affermato da parte sua il ministro della sanità Ulla Schmidt (Spd), che ha aggiunto: “Se cucinata, la carne di pollo e di altri volatili si può mangiare tranquillamente”. Nella lotta contro l’influenza aviaria – ha sottolineato il ministro Seehofer – è stato fatto finora “tutto quello che era ed è umanamente possibile”. Oltre all’isolamento in luoghi chiusi degli animali, Seehofer ha lanciato un pressante invito a evitare l’organizzazione di mercati e mostre di volatili. Controlli rafforzati sono stati disposti alle frontiere, in particolare di quelle con paesi già colpiti o maggiormente a rischio. Come già avvenuto in Italia e altri paesi colpiti dal virus H5N1, anche in Germania si teme ora un contraccolpo sui consumi di pollame. Per questo oggi i produttori e i commercianti del settore hanno lanciato un appello ai consumatori, assicurando che non esiste alcun pericolo per la carne di pollo, tacchino e altri volatili.
15/02/2006 – 10:45
AVIARIA: ACI CASTELLO, COSTITUITA UNITA’ DI CRISI
(AGE) CATANIA – L’ amministrazione comunale di Aci Castello ha istituito un’ unità di crisi per l’ emergenza aviaria, presieduta dall’ assessore alla Sanità, Francesco La Rosa. Il sindaco Silvia Raimondo, ha inoltre diramato l’ ordinanza che dichiara zona di protezione da influenza aviaria il territorio del comune di Aci Castello. (AGE) RED-CENT
(AGE) RED-CENT
14/02/2006 – 20:02
AVIARIA: NUOVI CASI SOSPETTI, MA E’ PSICOSI A TAVOLA
(AGE) ROMA – L’Italia rastrellata dai controlli (sono stati più di 11 mila da ottobre solo quelli dei Nas), scopre qualche caso sospetto scopre nuovi casi sospetti in Puglia e Sicilia. Ma il paese, almeno a vedere i dati che arrivano dai mercati, è entrato di nuovo nel pieno della psicosi da aviaria. Nel 8 italiani su 10 non mangiano più il pollo, nonostante gli appelli. Le carni di pollo provenienti dagli allevamenti italiane sono controllate e sicure, sforzano di dire i politici così come i virologi, i medici e i documenti ufficiali che giungono da tutte le organizzazioni sanitarie come l’Oms. “I cittadini possono mangiare polli e affini, uova e derivati, in assoluta sicurezza. Anzi queste carni e questi cibi sono particolarmente vantaggiosi dal punto di vista nutrizionale”, è l’appello lanciato oggi in una nota dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). “La sicurezza delle carni avicole è totale – rileva la SIMG – e l’organizzazione sanitaria è perfettamente in grado di fronteggiare qualsiasi emergenza, basta con l’intervistare mamme che dicono che non danno più carne di pollo ai bambini”.
Intanto il ministro della Salute Francesco Storace, in due audizioni nella commissioni Affari Sociali della Camera e Sanità del Senato, ha confermato l’efficienza del sistema dei controlli, apprezzato dall’Ue così come dalla Fao che oggi ha denunciato il mancato arrivo di fondi promessi: solo 26 dei 130 milioni di dollari chiesti dalla Fao per le misure di prevenzione e controllo dell’ influenza aviaria. Con i 26 milioni di dollari ora disponibili la Fao ha avviato progetti in Asia e Africa e ha promosso azioni di coordinamento internazionale delle indagini sull’ aviaria.
BERTOLASO COMMISSARIO:
se l’influenza aviaria dovesse diffondersi fino a richiedere un intervento straordinario con uomini e mezzi, il presidente del Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato d’emergenza e nominerà il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso commissario ad hoc, con il compito di gestire e coordinare le attività. Lo prevede il ‘Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale’ approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Intanto 250 mila euro sono stati utilizzati per acquistare materiale di protezione come mascherine, tute, guanti e gambali per i NAs per potranno andare anche ad altri operatori.
UNA POLEMICA PRONTA A SCOPPIARE.
“Tutto il paese, comprese le regioni, si sta muovendo con sensibilità e consapevolezza” per quello che riguarda l’ aviaria. Tutti, ha però precisato il ministro della Salute, Francesco Storace, uscendo dalla commissione Sanità del Senato, “tranne una regione”. Storace non ha voluto precisare ulteriormente. “Non so quando lo dirò”, ma, ha ammesso, “é un caso abbastanza antipatico: ci sono atteggiamenti sbagliati come quello di pensare che una regione sia un protettorato”.
CONTROLLI. Da ottobre, cioé da quando sono stati disposti controlli più serrati con le ordinanze contro l’ aviaria, i Nas ne hanno realizzati 11.681. In oltre un quinto dei casi, cioé in 2.487 casi, sono stati disposti dei sequestri. Lo ha riferito il ministro della Salute, Francesco Storace, prima in commissione Affari sociali della Camera e poi al Senato, in commissione Sanità, nelle sue relazioni sull’ aviaria. Un dato che ha colpito l’ attenzione dei parlamentari, come Rosy Bindi, che ha sottolineato proprio quanto frequentemente siano state scoperte irregolarità. I controlli dei carabinieri della sanità hanno permesso di togliere dal mercato tonnellate di alimenti importati irregolarmente da zone infettate dall’ aviaria, come la Cina e il sud-est asiatico, ma anche altri alimenti per i quali non esistevano le autorizzazioni. Cibi, quindi, sospetti per la salute, passati alle maglie dei controlli “grazie” all’ emergenza aviaria. “Prima – ha spiegato il ministro – c’ era una briglia dei controlli più lenta”.
ETICHETTA MADE IN ITALY.
La tracciabilità delle carni, vanto dell’Italia per la sicurezza alimentare non piace all’Unione europea. Ma il ministro della Salute rispedisce al mittente le critiche. “Ho risposto alle autorità europee – ha detto il ministro – dicendo che se l’Ue deve adottare un provvedimento non è certamente quello di sanzionare l’Italia, bensì di estendere l’etichettatura anche a tutti gli altri paesi europei”. (AGE) RED-CENT
14/02/2006 – 11:43
AVIARIA: ABRUZZO; NEGATIVI TEST SU ALTRI DUE CIGNI MORTI
(AGE) PESCARA – E’ ufficiale la negatività al virus H5N1 delle analisi sui due cigni morti trovati nei giorni scorsi nel laghetto artificiale di Capodacqua, un invaso artificiale nei pressi di Capestrano (L’Aquila). La negatività è stata confermata sia dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, sia da quello di Padova. La prima struttura ha poi fornito la notizia all’assessorato regionale alla sanità della Regione Abruzzo. Risultato negativo ai test sull’aviaria anche il volatile acquatico indicato ieri come gallinella d’acqua e raccolto lungo il fiume Aterno in provincia dell’Aquila. Una fonte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ha definito “certa” la sua negatività ma non ha voluto precisare se si sia trattato di una “gallinella” (si parla genericamente di “volatile acquatico”). Viene sottoposto ai test in queste ore anche un altro animale, un cigno, rinvenuto morto in provincia di Pescara (si tratta di un altro esemplare ritrovato nel pescarese rispetto a quello già riscontrato come negativo). Per questo quarto volatile considerato a rischio in Abruzzo nell’ambito dei controlli di questi giorni contro l’aviaria e posto sotto esame all’Istituto di Teramo, un risultato è atteso entro oggi. (AGE) RED-CENT
14/02/2006 – 10:31
AVIARIA: CARCASSE DI POLLI E VOLATILI TROVATE NEL COSENTINO
(AGE) COSENZA – Alcune carcasse di polli e di un volatile sono state trovate dai carabinieri nel cosentino che hanno provveduto ad attivare le aziende sanitarie che eseguiranno accertamenti per stabilire le cause della morte degli animali. A Diamante i carabinieri hanno trovato dieci carcasse di polli mentre a Rossano è stato trovato un cormorano morto. A Rende, infine, è stato trovato un pollo ed un colombo entrambi uccisi dai morsi di un cane randagio. Le carcasse degli animali sono state prelevate dal personale delle Asl ed inviate all’istituto zooprofilattico dove verranno eseguite le analisi. (AGE) RED-CENT
13/02/2006 – 21:13
AVIARIA: TROVATI A SIRMIONE UN CIGNO E UN GABBIANO MORTI
(AGE) BRESCIA – Un cigno e un gabbiano sono stati trovati morti oggi a Sirmione. Il cigno è stato trovato in una zona del lago vicino al centro, mentre il gabbiano in una spiaggia di Lugana di Sirmione. Le segnalazioni sono giunte alla polizia municipale che ha attivato il servizio veterinario dell’Asl. Sarà l’ istituto zooprofilattico di Brescia ad occuparsi delle analisi sugli animali per stabilire le cause della morte. (AGE) RED-CENT
13/02/2006 – 19:14
AVIARIA: FVG; VOLATILI TROVATI MORTI, NON C’ E’ ALLARME
(AGE) TRIESTE – Giornata intensa, quella di oggi, sul fronte degli ‘allarmi’ aviaria in Friuli Venezia Giulia. Molte, infatti, sono state le telefonate alle Aziende sanitarie o al numero verde appositamente istituito dal Ministero della salute di cittadini che hanno trovato volatili morti in varie zone della regione. Complessivamente sette gabbiani sono stati trovati morti in val Cavanata (Grado), un cigno tra Pordenone e Porcia, un altro volatile nella pedemontana friulana. Ma la situazione non deve preoccupare i cittadini. “Il Friuli-Venezia Giulia – ha infatti detto all’ Ansa l’ assessore regionale alla Salurte, Ezio Beltrame – non ha mai interrotto i controlli anti-aviaria disposti a suo tempo dal ministero della Salute. Fino ad oggi – ha aggiunto – questi controlli hanno dato esito negativo”. “Già alla fine dello scorso gennaio – ha proseguito Beltrame – avevamo concordato col ministero di proseguire i controlli a campione che, comunque, sono tesi a verificare, a monte, l’ eventuale passaggio di fauna selvatica infetta”. Una soglia di attenzione, dunque, già molto alta, e volta soprattutto alla tutela degli allevamenti, visto che non si è mai registrato un caso di contagio dalla fauna selvatica all’ uomo. “Appaiono, dunque, eccessive e immotivate le moltissime telefonate giunte questa mattina ai servizi veterinari delle sei Aziende sanitarie della Regione – ha riferito l’ assessore – che, occupati a sedare timori ingiustificati, hanno avuto in qualche caso difficoltà a svolgere i loro normali compiti, un lavoro sereno e tranquillo dietro le quinte che garantisce un totale controllo della situazione”. In questo contesto, secondo l’ assessore, avrebbe anche poco senso l’ istituzione in Friuli-Venezia Giulia di un’ area protetta, come avvenuto in Slovenia, dove è stato individuato un volatile selvatico infetto, e nella vicina Austria, distante solo una decina di chilometri dal luogo del rinvenimento, a circa 200 chilometri dal confine italiano. Sono finora sei gli animali che sono stati o saranno segnalati all’ istituto zooprofilattico di Padova, secondo quanto preannunciato dai servizi di sanità animale delle sei Aziende sanitarie del Friuli-Venezia Giulia: tre gabbiani comuni e un gabbiano reale nella riserva naturale di Val Cavanata, vicino Grado (Gorizia), un cigno morto individuato a Porcia (Pordenone) e un airone trovato ad Attimis (Udine). A consigliare analisi più approfondite – è stato precisato – non un sospetto mirato da aviaria, ma la considerazione delle specie colpite in rapporto alla casistica già nota. Notizie confortanti giungono intanto dalle numerose riserve naturali del Friuli-Venezia Giulia (in particolare le lagune di Grado e Marano) veri e propri santuari ornitologici e tappe di passo di moltissimi uccelli selvatici e oggetto di un costante monitoraggio svolto anche attraverso un sistematico rilievo statistico delle feci dei volatili, intensificato dopo l’ allarme aviaria. Nessun caso, neanche lontanamente sospetto, è emerso finora, ha sottolineato il direttore della riserva di Marano Glauco Vicario, lamentando, per contro, un crollo del numero dei visitatori. “Una psicosi eccessiva sta rischiando di intasare i centralini degli organi preposti ai controlli ha osservato, tra gli altri, il responsabile dei serizi di sanità animale di Udine, Oreste Battilana – causando solo perdite di tempo”. (AGE) RED-CENT
13/02/2006 – 18:28
AVIARIA: WWF, STOP A PSICOSI DEL ‘SELVATICO’, BENE STORACE
(AGE) ROMA – Stop alla psicosi del “selvatico” bene i provvedimenti presi finora, piena condivisione della tempestività e dei contenuti dell’iniziativa del ministro Storace. Così il Wwf sull’allarme aviaria in Italia. Secondo l’associazione, però, resta aperto il nodo sulle condizioni di pericolo per eseguire gli abbattimenti e sull’urgenza dei controlli degli allevamenti rurali sparsi in Italia. Il Wwf si mette a completa disposizione delle Autorità preposte e “applicherà rigorosamente tutte le indicazioni fornite dall’ Ordinanza Ministeriale fornendo l’esperienza creata in 40 anni di gestione di fauna selvatica e delle aree protette e in oltre 15 Centri recupero”. Ecco la situazione secondo la mappa del Wwf:
1 – ABBATTIMENTO ANIMALI, SCARSA CHIAREZZA: occorre chiarire cosa vuol dire “situazione di pericolo”, la parola pericolo per i non addetti ai lavori – afferma il Wwf – potrebbe provocare comportamenti indiscriminati con il rischio di aprire una vera e propria ‘caccia all’untoré senza tener conto delle conseguenze ecologiche di abbattimenti inutili e inadeguati.
2 – TAVOLO TECNICO: il Wwf chiederà questa chiarezza contro gli abbattimenti incontrollati e improvvisati in natura. “Si rischia di uccidere animali selvatici sani e squilibrare la popolazione selvatica favorendo paradossalmente – dice il Wwf – la propagazione del virus”.
3 – STOP ALLA PSICOSI DEL SELVATICO: Opportuno evitare in tutti i modi il contatto tra fauna selvatica e domestica. “Finora tutti i casi di pericolo che si sono verificati per l’uomo – spiega il Wwf – sono scaturiti da condizioni di estrema promiscuità tra uomo e domestico, ma mai a causa del contatto con specie selvatiche”. Le aree naturali rappresentano una cintura di sicurezza che allontana l’uomo e le specie domestiche dal contatto con gli esemplari potenzialmente malati. (AGE) RED-CENT
U.N.A.G.A.
UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI GIORNALISTI AGRICOLI, DELL’AGROALIMENTARE, AMBIENTE E TERRITORIO
(Gruppo di specializzazione della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana)
L’AVIARIA COME IL METANOLO: LA CRISI DI UN SETTORE ED UN INFORMAZIONE ECONOMICA DA CRONACA NERA
Come per lo scandalo del metanolo che vent’anni fa mise in ginocchio la vitivinicoltura italiana, ma che in seguito ebbe la forza di riscattarsi alla grande così dovrà essere per l’avicoltura che in questi giorni, anche per colpa di un’informazione che cerca lo scandalo a tutti i costi sta subendo un vero tracollo.
Le parole sono di Mimmo VITA Vicepresidente vicario dell’UNAGA, l’unione delle associazioni dei giornalisti agricoli, dell’alimentazione e dell’ambiente che aggiunge “a differenza del metanolo, colpa di qualche furbo disonesto nostrano, quella dell’aviaria è una vicenda che nasce da fuori e colpisce il comparto avicolo italiano, tecnologicamente tra i più avanzati e controllati del mondo”.
L’UNAGA mette in evidenza, tra l’altro, che il prezzo della carne avicola oggi è quanto mai competitivo quindi conviene comprarla e che mai come oggi – lo affermano all’unisono ministri, professori universitari ed operatori del settore, la carne di pollo e di tacchino è stata così sicura.
Ciò cui stiamo assistendo è il dilagare di una psicosi collettiva con consumi di carni bianche diminuiti del 70% con prezzi precipitati fino al 45%. Il comparto registra perdite di 6 milioni al giorno con 30 mila posti di lavoro andati in fumo. Il ministro Alemanno allerta la Ue mentre oggi vari editorialisti scrivono del problema. Massimo Gramellini su La Stampa sottolinea come solo in Italia la reazione sia stata tanto emotiva e che, passata la bufera, non ci saranno più polli italiani costringendoci a “importare quelli cinesi da cui è partita l’infezione”. Beppe Severgnini sul Corriere della Sera scrive che la spiegazione all’emotività è una sola: la superstizione!
La nostra memoria deve andare a tutte le altre disgrazie che hanno colpito quel “più bel giardino del mondo” che è ritenuta l’agricoltura italiana ed è proprio di questi giorni l’anniversario di quel dramma che vent’anni fa si materializzò nel termine di “vino al metanolo”.
A ricordarla, questa tragedia, da cui derivò una grande riscossa, un libro di 400 pagine, scritto da Paolo Massobrio per Rizzoli: IL TEMPO DEL VINO. Lo annuncia oggi Magazine del Corriere della Sera in un articolo di Davide Perillo sui vent’anni che hanno rivoluzionato il mondo del vino in Italia. Ieri a Roma il presidente di Symbola, Ermete Realacci, insieme a Paolo Bedoni, presidente Coldiretti e a Floriano Zambon, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, presente il ministro per le Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, ha ricordato questi vent’anni di rinascimento. Lo scandalo del vino al metanolo porta la data del 18 marzo 1986 e il libro di Massobrio ripercorre proprio quegli anni, fino ai giorni nostri, con un libro-diario ricco di aneddoti, spunti, riflessioni, ma soprattutto personaggi, spesso scomodi e sconosciuti, che hanno dato vigore all’enologia italiana. Il Tempo del Vino sarà in tutte le librerie d’Italia a partire dall’8 marzo; la presentazione ufficiale è prevista per l’11 marzo ad Acqui Terme (AL), nell’ambito di GOLOSARIA, la rassegna enogastronomica del Salotto di Papillon. Ma un’anteprima si terrà a Pescara il 7 marzo all’Enoteca Visaggio e poi a Torino il 4 aprile alla Piazza dei Mestieri.
Dall’emergenza dell’aviaria se ne dovrà uscire e bene, proprio come la vicenda del “vino al metanolo” ha insegnato. Ma bisogna farlo presto e il mondo dell’informazione, come affermano all’UNAGA, ha una grande responsabilità quella di documentare prima ancora che prestarsi allo sparare denunce isteriche.
16 Febbraio 2006 UNAGA
Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoli, Agroalimentari, Ambiente e Territorio
National Union of Journalists Agricultural Associations – Agri-food, Environment, Territory
Il Segreterio nazionale Italia
The National secretary of Italy
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INFLUENZA AVIARIA: Summit alla Regione Campania.
Rafforzare ulteriormente il Piano di sorveglianza varato nei mesi scorsi dalla Regione, questo il segnale lanciato da Andrea Cozzolino assessore all’Agricoltura e Angelo Montemarano assessore alla sanità della Regione Campania. In particolare, dal tavolo di concertazione, si è deciso di intensificare la mappatura delle aree a rischio infezione, già censite e monitorate da oltre tre mesi, dove effettuare, in caso di necessità, interventi di biosicurezza. Su questi siti, in particolare, in caso di segnalazioni, interverrà una squadra di pronto intervento addestrata e attrezzata al controllo e alla prevenzione della diffusione del virus.
Oltre a interventi di carattere specialistico seguiranno, da parte dei comuni, identificazioni e censimenti dei piccoli allevamenti avicoli, che viste le dimensioni potrebbero sfuggire a i controlli ed essere un rischio per il diffondersi del virus.
“Non c’è – dichiarano gli Assessori Cozzolino e Montemarano – nessun allarme. Dai controlli effettuati fino ad oggi, dai competenti uffici delle Asl non è emerso alcun elemento di preoccupazione. Il provvedimento che stiamo per adottare in Giunta e la creazione del Nucleo operativo nascono solo con l’obiettivo di tenere sotto controllo la situazione e di coordinare gli interventi di sorveglianza”.
Prevista, inoltre, una campagna mirata per garantire un’informazione corretta per evitare psicosi collettive che, allo stato, non hanno nessun fondamento, deviando il consumatore e distruggendo conseguentemente un settore importante per la zootecnia Campana. Verrà istituito un numero verde dedicato al caso e una brochure informativa sarà distribuita ai cittadini. Previsti, anche, corsi di formazione e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per il monitoraggio costante della situazione.
Faranno parte del Tavolo tecnico-operativo: il Servizio veterinario della Regione, i Dipartimenti di prevenzione delle Asl e l’ Istituto zooprofilattico di Portici, i settori dell’Assessorato all’Agricoltura – in particolare il Sesirca, l’IPA e Forestazione caccia e pesca -, l’Osservatorio epidemiologico regionale e la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli. Anche Franco Roperto preside della facoltà di Veterinaria, dichiara la sua completa disposizione a mettere le competenze specifiche della facoltà in materia di patologia aviare e sicurezza alimentare a servizio di aziende, cittadini, e per garantire una giusta e completa informazione.
Iniziative anche dalla Coldiretti Campania volte alla prevenzione e all’informazione, tiene a precisare il presidente Vito Amendolara -“Non c’è nessun allarme per l’influenza aviaria. Le voci incontrollate e imprecise non fanno altro che danneggiare gravemente un comparto già fortemente in crisi come quello degli allevatori avicoli e creano infondate psicosi nelle famiglie”. Assicura la coldiretti che finora non c’è stato e, certamente, non ci sarà alcun caso di influenza aviaria negli allevamenti avicoli della Campania, viste le stringenti norme di sicurezza che vengono attuate, che scongiurano un ipotetico contatto con i volatili presenti in azienda e quelli selvatici eventuali portatori del virus. Inoltre la Coldiretti ha messo a disposizione di tutte le aziende un pool di veterinari ed esperti coordinati da Alessandro Fioretti, ordinario di patologia aviare alla facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli, pronti a consigliare gli allevatori che dovessero avere dubbi o necessitino di una consulenza specifica.
Anche da Legambiente Campania l’invito a non esasperare la situazione Michele Buonuomo presidente spiega –“vanno intensificati i controlli da parte delle Asl sugli allevamenti, che in una fase eccezionale come quella attuale non possono essere episodici e soprattutto rendere noti i risultati, questo è l’unico modo per certificare la sicurezza dei nostri polli, tutelare il lavoro di centinaia di aziende avicole e la salute dei cittadini”.
Nando Cirella
IL VIRUS E LE CONSEGUENZE.
INFLUENZA AVIARE. Istruzioni per l’uso e aggiornamenti Age.
Il virus dell’influenza aviare che ha ucciso cigni in quattro regioni italiane, Abruzzo, Puglia, Calabria,Sicilia,torna a far parlare di sé. Il fenomeno che si sta espandendo a macchia di leopardo, anche se esclusivamente su volatili selvatici, ha reso di nuovo drammatica la situazione e stavolta è coinvolto anche il nostro paese.
Il ministro della salute Storace ha fornito un numero telefonico (1500) che tutti possono contattare per ogni segnalazione o informazione sul caso.
Si ritiene opportuno, a questo punto, riprendere per la seconda volta (le due note furono pubblicate sul sito www.argacampania.it ),due interventi raccolti dai giornalisti Andrea Nunziata e Nando Cirella che, appena l’influenza aviare cominciò ad avere risonanza internazionale e il virus a prendere consistenza spargendosi per le diverse zone del mondo, a novembre dell’anno scorso, intervistarono rispettivamente Fulco Pratesi, presidente del WWF e il prof. Alessandro Fioretti, ordinario di patologia aviare.
Ma questa rubrica seguirà giorno per giorno la situazione grazie all’Age (agenzia giornalistica europea) fornendo aggiornamenti in tempo reale.
VIRUS POLLI
1- Pratesi a Storace: stop precauzionale alla caccia. (AGE) ROMA – ”Fugare ogni dubbio sulla possibilita’ di contagio tra animali e uomo legato all’attivita’ venatoria” seguendo ”il principio precauzionale” per frenare la diffusione del virus dei polli ed evitare ”che dalle popolazioni selvatiche questo venga trasmesso ai nostri volatili da cortile e da allevamento”. Lo chiede il presidente del Wwf, Fulco Pratesi, in una lettera al Ministro della Salute, Francesco Storace. ”Oggi l’uso dei richiami vivi per la caccia – scrive Pratesi – puo’ rappresentare un potenziale pericolo per la salute di noi tutti e vorremmo essere rassicurati sul fatto che possano rappresentare quel momento di contatto tra i migratori selvatici e la fauna domestica che l’Oms chiede di evitare e quindi se non sia il caso di evitare precauzionalmente tutto cio’ fin da ora”. Pratesi ricorda come ”vi puo’ essere un pericolo e un contatto tra animali potenzialmente infetti e portatori di virus e l’uomo considerando la caccia alle anatre selvatiche fatta oggi in Italia e quanto inoltre fatto all’estero dove sappiamo si recano a caccia migliaia di nostri cacciatori dalle foci del Danubio in Romania, alle aree umide del Montenegro, alle paludi dell’Egitto”. Pratesi chiede chiarimenti anche per la questione del rischio contatto per i cacciatori. AGE – Andrea Nunziata
2 – Influenza aviaria: cos’è ? Alessandro Fioretti, ordinario di patologia aviare: Non viene trasmessa ingerendo carne avicola o uova.
L’influenza aviare è una malattia infettiva che colpisce volatili selvatici e domestici, causata da ceppi di tipo A del virus influenzale. Spiega Alessandro Fioretti ordinario di Patologia aviare del Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, della Facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli, la malattia, fu identificata per la prima volta in Italia oltre 100 anni fa, tutti gli uccelli sembrano essere suscettibili all’infezione, sebbene alcune specie mostrino una più elevata resistenza di altre. L’infezione causa un ampio spettro di sintomi, che vanno da una forma lieve ad una malattia altamente contagiosa e rapidamente fatale, che si manifesta in gravi forme epidemiche. Quest’ultima è conosciuta come “influenza aviare altamente patogena” ed è caratterizzata da un inizio improvviso, una severa sintomatologia ed una rapida morte, con un tasso di mortalità che può raggiungere il 100%. I virus coinvolti nella maggior parte di queste epidemie appartengono ai ceppi H5 ed H7. Fa notare Fioretti, che la prima considerazione da fare al riguardo è quella relativa alla terra natale della pandemia, ovvero al Sud est asiatico. In effetti sin dalla fine degli anni cinquanta autorevoli osservatori dell’OMS identificarono in questa zona del pianeta il più probabile serbatoio di virus influenzali nuovi che potessero diffondere all’uomo. Le ragioni di queste deduzioni e dell’attuale sviluppo del ceppo H5N1 e del suo successivo passaggio all’uomo con le gravi patologie respiratorie, che in alcuni casi hanno portato alla morte, sono numerose, e da ricercare nella notevole promiscuità nella quale vivono uomini ed animali domestici, nella enorme diffusione di mercati di animali vivi, nello scarso controllo degli allevamenti dal punto di vista igienico sanitario, ed, infine, in una popolazione malnutrita e poco attenta a premunirsi ed evitare contatti infettanti con virus che derivano da animali ammalati. E’ ben noto che la stragrande maggioranza dei casi umani di Influenza aviare registrati in quelle aree siano da ricondurre alla stretta convivenza con pollame infetto, al consumo e manipolazione di volatili morti di malattia e macellati senza alcun controllo veterinario. Completamente diverso è lo scenario offerto dall’avicoltura italiana, tra le più avanzate del mondo zootecnico, dominata da stringenti controlli di filiera, con particolare attenzione alla biosicurezza, al controllo delle varie fasi di allevamento e alle malattie infettive del pollame attraverso intensivi ed aggiornati piani di profilassi. Allora, ci si chiede come mai , l’influenza aviare desta incombenti inquietudini da parte di importanti organismi di controllo sanitario mondiali, quali l’OMS, l’OIE e la FAO, anche se questa si è sviluppata già da alcuni anni? Molto probabilmente ci si è resi conto che, come per altre malattie infettive, esiste un valido serbatoio del virus costituito dai volatili selvatici migratori, soprattutto gli Anseriformi (anatidi di cui fanno parte cigni,oche e anatre) che oltre a non ammalarsi, costituiscono un potente veicolo di distribuzione degli agenti virali, percorrendo migliaia di chilometri lungo i flussi migratori e quindi favorendo la distribuzione e diffusione del virus su enormi distanze, magari sino a noi.
L’interrogativo, a questo punto è se la situazione debba o meno spaventarci, ma la risposta non può essere fornita sull’onda di notizie catastrofiche inevitabilmente seguita da risposte emotive incontrollate, infatti, spiega Fioretti, paura e preoccupazione sono emozioni inadatte ad affrontare una questione complessa che va gestita con professionalità e razionalità. La cosa importante da ricordare è che proprio la veterinaria italiana ed il mondo produttivo avicolo hanno gestito egregiamente negli ultimi anni il problema influenza nelle regioni a maggiore densità avicola (dal 1999 in Veneto e Lombardia), pur se confrontandosi con ceppi virali differenti dall’incriminato H5N1 asiatico. In questi anni i danni zootecnici prodotti nel nostro paese dall’influenza per il comparto avicolo, sono stati notevoli, comportando l’adozione di misure drastiche (abbattimento di milioni di volatili) che mai hanno generato problemi alla salute umana, anche fra coloro che più direttamente hanno vissuto il problema (allevatori, macellatori, veterinari, etc.)
Per quanto concerne il pericolo di trasmissione con gli alimenti dell’infezione, aggiunge l’accademico, che è bene ribadire che “mai” sinora questa si sia verificata tramite ingestione di carne avicola e/o uova, poiché anche nei casi registrati in Asia è sempre stato fondamentale il contatto diretto con animali vivi infetti. I volatili, una volta infettati, eliminano in grandi quantità attraverso le feci e le secrezioni respiratorie, il virus, che può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di questi per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Al contrario invece, è sensibile all’azione del calore (almeno 70°C) di fatti, viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti. Inoltre l’importazione di alimenti avicoli e di uccelli ornamentali e da voliera dall’Asia e da tutti i Paesi interessati è nulla anche perché bloccata da una recente risoluzione CEE. Conclude Fioretti, facendo presente che, oggi è più opportuno iniziare seriamente a controllare il problema nel sud est asiatico, valutare e sorvegliare le popolazioni di uccelli selvatici che potenzialmente potrebbero diffondere in Europa il virus (ma questo viene già fatto da anni, basterebbe solo potenziare questi studi), continuare il prezioso programma di controllo dell’Influenza nel settore produttivo avicolo non abbassando la guardia ed infine ben vengano anche le scorte di vaccini e di farmaci antivirali, ricordando però che queste ultime riguardano uno scenario preoccupante e grave, che è ancora lontano e soprattutto non inevitabile nel breve periodo, come invece alcune informazioni distorte tendono ad illustrare. Nando Cirella
3 – Sulla base delle informazioni fornite dai media e sui dati dell’Age si può già provare a descrivere un diario, cominciando dall’inizio della vicenda, ripercorrendone sinteticamente le tappe.
15 dicembre 2003 – l’influenza aviare (virus H5N1) compare a Seul nella Corea del Sud;
21 gennaio 2004 – il Vietnam annuncia i suoi primi decessi umani;
26 gennaio 2004 – la Thailandia conferma la sua prima vittima umana;
18 agosto 2004 – la Cina riconosce di aver identificato il ceppo mortale del virus;
30 gennaio 2005 – primo decesso in Cambogia;
20 luglio 2005 – l’Indonesia conferma i suoi primi tre morti;
30 luglio 2005 – il virus raggiunge la Russia, il Kazakhistan, la Mongolia e la Romania;
8 ottobre 2005 – la Turchia conferma di essere stata colpita;
15 gennaio 2006 – contagio a Cipro;
3 febbraio 2006 – alcuni casi in Nigeria;
2-11 febbraio 2006 – casi segnalati in Italia.
4 – Vademecum essenziale sull’epidemia, le cose essenziali da conoscere. Suggerimenti su come comportarsi in presenza di sospetti casi di influenza aviare.
Come si manifesta l’influenza aviaria negli animali? Non ci sono sintomi specifici. Dipendono dal ceppo virale e dal tipo di volatile.
Come si infetta l’uomo e quali sono i sintomi? L’uomo può infettarsi solo con il contatto diretto con animali infetti – vivi o morti – e/o loro secrezioni come feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie.
E’ utile la vaccinazione antinfluenzale? Sì. La vaccinazione antinfluenzale è utile.
Le carni di pollame acquistate in macelleria ed al supermercato sono sicure allo stesso modo? Sì. Sono sicure quelle che hanno il bollo sanitario.
Congelando il pollame si uccide il virus? No. Il congelamento non è in grado di distruggere il virus.
Cosa fare in caso di ritrovamento di un volatile morto? In tal caso si raccomanda di non toccarlo e di tenersi a distanza, quindi di segnalarlo al telefono del ministero (numero telefonico:1500).
Cosa fare in caso di comparsa di sintomi di malattia nel pollame domestico e di mortalità di pollame negli allevamenti? Occorre avvertire il servizio veterinario delle Asl, senza avvicinarsi alla carcassa.
Quali sono le specie di volatili sensibili alla malattia? Oche, anatre, pavoncelle, gabbiani, cigni.
In Italia ci sono pericoli di trasmissione della malattia all’uomo? Allo stato attuale no.
Cosa fare nei piccoli allevamenti per prevenire la malattia? Impedire il contatto tra animali selvatici e animali allevati.


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