Incendi in Campania: l’assessore all’agricoltura Aita invita i Comuni a provvedere a manutenzioni straordinarie
Ancora un po’ di giorni caldi e poi si archivierà anche questa estate che proprio in questi giorni sta dando qualche dispiacere di troppo a chi è impegnato nella lotta agli incendiari. Non sono pochi, infatti, gli ultimi falò che hanno rubato ettari di terreni boschivi per colpa dei soliti piromani. Da qui la considerazione dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania, Vincenzo Aita, che attraverso la stampa lancia un appello agli amministratori locali. Aita, infatti è dell’avviso che i
comuni devono tenere alta l’attenzione nei loro territori a rischio incendi. Anche perché sono oltre 40 giorni che non piove, il sottobosco è tutto stoppie, facile esca degli incendi, ed è necessario riprendere le manutenzione di strade e cunette, creando zone anti fiamme, perché il piromane può colpire dovunque. Per ora però, si possono contare pochi danni. Ma la stagione non è finita, e l’allarme dell’assessore Aita diventa più pressante, dopo gli interventi di aerei nazionali nei giorni scorsi, e già dalle 7 del mattino, a Maiori, quando i venti soffiavano forte in costiera, e tutto rendeva difficili gli interventi, così come appariva difficile tenere sotto controllo la situazione. Dopo questa ultima esperienza, Aita chiama in causa, come già detto, le amministrazioni pubbliche cui compete la pulizia delle zone al bordo delle strade a forte circolazione. Ma Aita fornisce anche informazioni sull’andamento complessivo della stagione antincendi: come per esempio le telecamere a infrarossi, che in costiera sorrentina hanno permesso di individuare i piromani che erano in azione, oppure che gli incendi, rispetto all’anno precedente, sono diminuiti di oltre il 50% . Nel 2003, infatti, ci furono 3800 incendi, fino ad oggi siamo a 1600. Negli ultimi tre anni ogni incendio bruciava tre ettari e 30 di territorio, ora intervenendo rapidamente, si riesce a ridurre il territorio ad un ettaro e cinquanta a incendio. Molto si deve alle squadre delle comunità montane anche nelle zone più difficili, quindi l’assessore è portato a credere più alla volontà dolosa degli incendi in costiera, sviluppatisi sul ciglio della strada, e nonostante che là il controllo sia costante. Aita non pensa a speculazioni ma proprio a piromani pazzi, a gente in preda a raptus o che vuole la gloria di un giorno sui giornali (effimera, oltre che nociva in questi casi…). Non ci sono altre ipotesi. Gli operai forestali, in gran parte stabilizzati e assunti, guadagnano comunque e hanno l’interesse ad evitare roghi, altrimenti prenderebbero inutili rischi, come accadde due anni fa con uno di loro che ci rimise la pelle.
Sugli incendi prende posizione anche il Wwf che avanza la proposta di telecamere all’infrarosso nei boschi dei Lattari, come già accade in penisola sorrentina. Non solo, ma chiede pattuglie che percorrano le aree a rischio, quelle più vicine alle strade statali e per tutta la costiera amalfitana. Gli ambientalisti sono convinti che i piromani oggi sanno bene come e quando agire, perché seguono le previsioni meteorologiche, e l’inizio settembre, rimane tradizionalmente quello più pericoloso. Infine l’ultima proposta: una unità permanente di crisi, perché in costiera non è più possibile registrare fenomeni di così grave entità. L’anno prossimo potrebbe esser l’anno zero: e cioè che in tutto il territorio della penisola amalfitana non ci saranno incendi: lo si può preconizzare guardando le statistiche.


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