Teano, Caserta. Un sistema di parchi all’interno del territorio comunale per valorizzare le risorse naturali e i beni archeologici. Approvata dal civico consesso la perimetrazione proposta dall’assessore all’urbanistica Gian Paolo D’Aiello. Tre per l’esattezza i parchi urbani individuati. Il primo è all’interno del centro abitato e comprende quattro zone verdi accomunate dalla presenza di testimonianze dell’antica Teanum Sidicinum: l’area adiacente la scuola media di viale Ferrovia; lo spazio di borgo Sant’Antonio Abate recentemente sottoposto a vincolo per la presenza di una domus romana; la zona di via Rio Persico e l’area verde racchiusa dalla cinta muraria preromana e dal complesso monumentale dell’ex istituto Regina Margherita. Il secondo parco urbano ricade nella collina di Sant’Antonio. Infine, il terzo è quello del gruppo vulcanico di Roccamonfina: monte Canneto, ai confini del parco regionale Roccamonfina-foce Garigliano.
Calvi Risorta, Caserta. Rischiano l’abbattimento e la consequenziale estinzione gli oltre 1500 ulivi, presenti da sempre nei terreni adiacenti la Cava Fabressa, a causa dei lavori di realizzazione del Piano di Insediamento Produttivo(PIP) che comporteranno, una volta attivato l’esproprio dei fondi, l’espianto di tutte le essenze naturali. Per correre ai ripari, il Comune, attraverso l’Ufficio Tecnico, sta predisponendo un piano di salvataggio per preservare e salvaguardare l’esistenza di tanti alberi di olivo. Il piano consiste, appunto, nell’espiantare le essenze naturali dal luogo dove verranno eseguiti i lavori dell’insediamento produttivo e di reinnestare gli stessi alberi in altri suoli appartenenti agli stessi proprietari terrieri sui quali graverà il maxi-esproprio del PIP. Un’opera, questa, certamente impegnativa e piena di difficoltà ma che cerca di coniugare due differenti interessi e necessità parimenti meritevoli di tutela; da un lato, infatti, il Piano di Insediamento Produttivo, opera da circa 4 milioni di euro in parte ottenuti mediante un mutuo e per la quale è stato stimato un impatto occupazionale di 300 posti di lavoro nei prossimi anni, che rappresenta un volano essenziale per l’economia dell’agro caleno. Mentre dall’altro, la necessità altrettanto rilevante di non cagionare l’estinzione di tanti ulivi, che rappresenterebbero un danno ulteriore per i proprietari terrieri sui quali già grava l’esproprio. «Non si può non considerare – commenta il vice sindaco con delega ai lavori pubblici, Remo Cipro – il legame affettivo rappresentato da queste piante per quegli agricoltori che le hanno innestate e che le hanno viste crescere anno dopo anno, quindi se possiamo rendere, a queste persone, un po’ meno gravoso l’esproprio per questi terreni, restituendo loro gli ulivi presenti sul posto, credo che si debba provare a farlo. Poi però, ci dovranno essere le assicurazioni che tali essenze saranno effettivamente reinnestate in altri fondi, e solo così avremo la giusta motivazione per cercare di porre in essere un piano di salvataggio che comporta, comunque, mille difficoltà e problematiche di ogni genere». (Giuseppe Borrelli, Il Mattino)


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