CONCLUSA LA SESSIONE DEL “CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE (WFP/EB/1.2006) ” CHE HA ANALIZZATO :
– il problema delle possibili interferenze negative degli aiuti alimentari sui mercati locali ;
– la collaborazione del WFP con : altre Agenzie ONU, ONG (Organizzazioni Non Governative), Agenzie bilaterali ecc…per realizzare gli “Obiettivi del Millennio”;
– alcune questioni di Politica Generale ( selezione dei beneficiari per gli aiuti nelle emergenze; -il problema del libero accesso alle popolazioni per portare gli aiuti; – l’acquisto dei prodotti alimentari sui mercati locali da parte del WFP);
– il bilancio del WFP nel 2005 ( ha aiutato 113 milioni di persone in 80 PVS per un valore dei prodotti di oltre 3 miliardi di $ USA);
– il Rapporto mondiale sulla alimentazione scolastica nel 2005;
– i Progetti del WFP in Cina dal 1979 al 2005;
– la drammatica situazione nel Darfur (Sudan);
– gli “Interventi Prolungati di Soccorso e Riabilitazione (IPSR)” in : – Angola, – Pakistan , – Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC);
Dal 20 al 23 febbraio 2006 si è svolta nella sede centrale di Roma la sessione ordinaria del “Consiglio di Amministrazione (EB)” del “Programma Alimentare Mondiale (WFP)”.
L’ EB , dopo aver adottato l’ordine del giorno (odg) della sessione proposto dal Direttore Esecutivo J.Morris, ha eletto, come da Statuto, il Presidente, il vice-Presidente ed altri tre membri (il “Bureau”) che resteranno in carica sino alla nomina dei loro successori.
L’EB ha anche scelto un “Rapporteur” per la redazione del Rapporto della Sessione.
Successivamente l’EB ha iniziato la discussione dell’ odg, con la esposizione orale del Direttore Esecutivo sulle “ Questioni strategiche attuali e future che il WFP deve affrontare”.
J.Morris ha in particolare rilevato che, “sussiste tuttora il grave problema della possibile interferenza negativa degli aiuti alimentari sui mercati locali” (nello Stato indiano del Punjab provocò tumulti sociali e l’abbandono delle coltivazioni per il crollo dei prezzi dei cereali provocato dalle grandi importazioni di prodotti sovvenzionati dagli USA …).
Su questo argomento tuttavia il Direttore Esecutivo ha confermato la posizione del WFP (spesso criticata da molte ONG come la Croce Rossa Internazionale), di “non intervento”, “ essendo gli aiuti alimentari una assoluta priorità in molti PVS (Paesi in Via di Sviluppo)”.
—L’EB è poi passato ad approvare, dopo lunga discussione, il “Rapporto annuale al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) ed al Consiglio della FAO per il 2005”
Tale Rapporto rappresenta anche la risposta del WFP alle iniziative ed alle risoluzioni adottate dall’ONU . Nel 2005 il WFP, ha quindi rafforzato i suoi rapporti di collaborazione (partenariato) con le Agenzie dell’ONU, con le altre Organizzazioni internazionali e con le Organizzazioni della Società Civile, allo scopo di :
– migliorare il coordinamento delle attività nel settore umanitario ed in quello dello sviluppo;
– rafforzare l’azione congiunta intrapresa (per realizzare gli “Obiettivi del Millennio per lo sviluppo”(OMS) ed i cinque obiettivi strategici del Programma);
– difendere la causa dei poveri e delle popolazioni vulnerabili nelle grandi Conferenze Internazionali.
Il WFP, quale membro del Comitato Permanente tra le istituzioni, ha contribuito inoltre a:
promulgare nuovi accordi per migliorare l’intervento umanitario internazionale;
semplificare ed armonizzare la cooperazione dei programmi di sviluppo;
migliorare il funzionamento dei servizi comuni delle N.U. (Centro congiunto di logistica, gestito dal WFP e servizi aerei di aiuto umanitario).
Tale cooperazione operativa, insieme alla attività di sostegno del WFP ad altri organismi ONU ed ONG (Organizzazioni Non Governative) ha permesso di contribuire al soddisfacimento di molte necessità, nei settori della sicurezza alimentare, delle urgenze , della lotta all’AIDS , e dell’ educazione.
Sono stati infatti molti i Memorandum di Accordo e di Cooperazione con svariati organismi, in particolare con :
– l’ UNICEF; – il Programma comune delle N.U. sull’AIDS; – la Banca Mondiale (per elaborare strategie per la riduzione della povertà); – la FAO e l’ UNHCR (in particolare per la valutazione dei bisogni per i rifugiati e per gli interventi di urgenza); – le principali ONG internazionali per la partecipazione al Programma “Il partenariato per eliminare la fame tra i bambini”.
Il recente “Summit Mondiale” (settembre 2005) è stata la principale manifestazione internazionale alla quale il WFP ha partecipato attivamente insieme alla FAO ed all’IFAD.
Il WFP ha anche contribuito attivamente alla preparazione della “Conferenza Mondiale sulla prevenzione delle catastrofi” (gennaio 2005 a Kobe, in Giappone).
Questo Rapporto, del WFP all’ECOSOC e alla FAO per il 2005, è stato redatto secondo le nuove procedure di semplificazione approvate dall’EB, durante la sessione annuale del 2004.
Il WFP ha inoltre collaborato per l’ attuazione di altre Risoluzioni dell’Assemblea Generale ONU (in particolare: – Cooperazione con la Lega degli Stati Arabi, – Sicurezza del personale umanitario e protezione del personale delle Nazioni Unite, – NEPAD “Nuovo Partenariato per lo Sviluppo dell’Africa”).

QUESTIONI DI POLITICA GENERALE PER IL WFP :
— L’EB ha poi approvato il documento “La selezione (dei beneficiari) durante le situazioni di urgenza”.
La selezione e quindi l’identificazione dei beneficiari, è un’operazione di grande impegno per il WFP , perché richiede interventi sempre più complessi . L’analisi e la cartografia della vulnerabilità, il cosiddetto allarme rapido e le valutazioni dei bisogni di urgenza, sono i primi elementi utilizzati per tale tipo di aiuti alimentari , utili quindi per stabilire i parametri iniziali di questa selezione.
Si individuano anche metodi di selezione : – su base geografica, per conoscere l’ampiezza di una crisi alimentare; – su base familiare; – su base individuale.
Naturalmente, per definire meglio quali metodi di selezione da applicare, è fondamentale la attiva partecipazione dei beneficiari.
Inoltre, poiché le situazioni di urgenza sono in continua evoluzione, anche il WFP dovrà modificare la scelta dei metodi e delle pratiche di selezione (dei beneficiari). Gli obiettivi dovranno essere chiari e tener conto dell’insieme di molti fattori. Si tratterà di cercare un certo equilibrio nella selezione dei beneficiari, tra gli errori di esclusione (con probabile minaccia per le vite umane) ed altri errori di inclusione (disorganizzazione, etc.).
L’EB ha confermato che gli aiuti del WFP debbono inoltre basarsi soltanto sui bisogni e non favorire alcun tipo di discriminazione (che hanno spesso origini : etniche, di nazionalità, di razza, religione o sesso ecc..).
— L’EB ha successivamente esaminato il documento “Accesso alle popolazioni per fini umanitari e conseguenze per il WFP”.
Quando un dato PVS non è in grado di fornire un aiuto umanitario alla popolazione, il Governo di questo paese può presentare domanda di intervento al WFP.
In tal modo il WFP, in particolare se la richiesta viene avanzata dal Segretario Generale dell’ONU, può anche fornire, insieme all’aiuto alimentare d’urgenza, anche articoli non alimentari e sostegno logistico.
Tuttavia il WFP dovrà assicurarsi che questi aiuti, necessari alla sopravvivenza, arrivino effettivamente ed esclusivamente alle popolazioni in difficoltà. Per questo, il WFP collabora con i governi, con le autorità locali, con altre organizzazioni delle N.U. e con le ONG.
In ogni caso, i negoziati del WFP con le parti in conflitto, andranno fatti in stretta collaborazione con i governi, con l’equipe dei paesi delle NU, i donatori, e con altre istituzioni umanitarie (ONG ecc,) che si occupano di aiuti.
L’EB ha confermato che il WFP, in quanto organismo incaricato dell’aiuto alimentare, deve poter avere un accesso continuo alle popolazioni, senza restrizioni di sorte ed in completa sicurezza, basandosi su diversi principi (di umanità, di diritto internazionale, di neutralità, di imparzialità ecc.) che tutti riconoscono al WFP.
L’accesso del WFP a queste popolazioni, è quindi fondamentale per poter valutare le situazioni, distribuire gli aiuti e seguire l’andamento di queste stesse operazioni utilizzando mezzi logistici adeguati (depositi sicuri e mezzi di trasporto soddisfacenti).
Purtroppo, il WFP trova spesso molte difficoltà, per fare transitare l’aiuto dai paesi vicini ed oltre le linee del fronte.
Secondo l’EB, l’accesso alle popolazioni che hanno bisogno di aiuto, dovrebbe essere una condizione preventiva per ogni azione umanitaria da parte del WFP .
— L’EB ha proseguito i suoi lavori esaminando il documento : “Acquisto dei prodotti alimentari negli stessi “Paesi in Via di Sviluppo” (PVS)” .
L’EB ha richiesto al Segretariato di approfondire l’analisi dell’impatto che tali acquisti possono avere sullo sviluppo di un dato PVS, tenendo presente, in particolare, la sicurezza alimentare (con una speciale attenzione ai gruppi più vulnerabili) e lo sviluppo economico del Paese.
L’EB chiede comunque, dove possibile, al WFP, di incoraggiare gli acquisti nei PVS.
In ogni caso, l’EB desidera essere messo al corrente del lavoro che il WFP sta facendo (in stretto contatto con i Governi nazionali, con la FAO e l’IFAD) per valutare continuamente la capacità di questi mercati locali, sub regionali e regionali dei PVS a fornire prodotti alimentari.
Il WFP, tra il 2001 ed il 2004, ha acquistato ogni anno nei PVS, circa 1,25 milioni di tonnellate di prodotti. La politica del WFP, nel caso di acquisti nei PVS, dovrebbe comunque evitare che un aumento eccessivo dei prezzi sui mercati locali, possa compromettere la sicurezza alimentare dei poveri (per le maggiori difficoltà ad acquistare…).
Per approfondire questo problema il WFP ha realizzato 6 studi su acquisti alimentari locali e regionali (Africa del Sud, Bolivia, Burkina Faso, Etiopia, Nepal ed Uganda).
Questi studi hanno mostrato che, dove è possibile acquistare nei mercati locali e regionali, l’operazione risulta più economica e rapida.
Le conclusioni di queste analisi possono essere le seguenti :
lo sviluppo dei mercati deve essere considerato un obiettivo implicito, (in quanto il WFP, in particolare nelle operazioni di urgenza, deve soddisfare prioritariamente bisogni alimentari impellenti) ; – i contributi dei paesi donatori in moneta non dovrebbero essere legati a condizioni particolari; – è bene favorire la crescita delle capacità dell’industria agricola artigianale per fabbricare prodotti per i bisogni dei vari PVS (ad esempio biscotti ad alto valore energetico ecc…); – occorre rafforzare la capacità dei servizi per gli acquisti nei PVS, tramite la specializzazione di funzionari (od anche di persone qualificate locali )preparati per tali operazioni.
L’EB ha richiesto, quindi, al Segretariato di proseguire la sua analisi dell’impatto che può avere l’acquisto locale, sub-regionale e regionale degli alimenti specialmente nei mercati non bene sviluppati. L’EB richiede inoltre di lavorare intensamente con i Governi, con la FAO, l’IFAD ed altri istituzioni per meglio valutare le capacità di questi mercati dei PVS a partecipare agli acquisti del WFP.
Il WFP prega comunque i paesi donatori di concedere finanziamenti per acquisti sui mercati locali, senza restrizioni.
L’EB chiede, inoltre, al segretariato di continuare ad essere tenuto al corrente degli acquisti dei prodotti nei PVS in tutte le Sessioni Annuali del WFP.
RISORSE, QUESTIONI FINANZIARIE E DI BILANCIO DEL WFP
L’E.B. è poi passato ad esaminare il documento “Modalità di accertamento dei rapporti sulle perdite di prodotti alimentari dopo la consegna, presentati all’EB: Rapporto del Revisore dei conti”. Il documento evidenzia che il livello delle perdite segnalate, dopo la consegna degli aiuti del WFP al progetto, in un dato PVS, non sono molto grandi, (naturalmente rispetto al volume dei prodotti alimentari gestiti).
L’ EB ritiene che saranno necessarie maggiori assicurazioni in merito all’esattezza dei rapporti sulla perdita dei prodotti alimentari. Per migliorare la conoscenza di tali perdite dopo la consegna, e migliorare i rapporti fatti a questo scopo, sarà opportuno che vengano formulate specifiche raccomandazioni.
E’ opportuno ricordare che il WFP ha consegnato, nel 2004, aiuti alimentari a circa 113 milioni di persone, in 80 paesi (valore totale circa 3 miliardi di $ USA). Il WFP è cosciente che gli aiuti alimentari non arrivano, spesso integralmente, ai beneficiari, per varie cause (manutenzione o trattamento inadeguato dei prodotti, furti, deterioramento, conflitti civili, catastrofi naturali, ecc…).
Secondo le regole del WFP, queste perdite, quando siano superiori al 2% del volume dei prodotti alimentari conservati in un dato paese, debbono essere fatte conoscere all’EB (nell’ultimo rapporto del giugno 2005, tali perdite risultarono modeste: 4,6 milioni di dollari, pari allo 0,37%). L’EB vuole identificare e sorvegliare meglio l’andamento di queste perdite, per rassicurare la fiducia dei donatori verso il WFP.
L’EB ha successivamente esaminato il documento:”Seguito dato alle Raccomandazioni del Revisore dei conti” .
Si tratta di 18 raccomandazioni concernenti:
– “l’esame delle norme applicabili ai rapporti finanziari”: n. 1 Raccomandazione (il Revisore aveva proposto per il WFP l’utilizzazione di “norme contabili internazionali” invece di quelle comuni dell’ ONU: il WFP ha accettato questa raccomandazione ed ha preparato un rapporto per l’EB, durante la seconda sessione ordinaria del novembre 2005, che lo ha approvato);
– “aggiornamento del sistema mondiale e della rete d’ informazione del WFP”(si tratta di n. 9 Raccomandazioni di cui 3 applicate che mirano a migliorare: -la valutazione dei rischi e la comunicazione degli scopi e degli orientamenti della direzione, la semplificazione di WINGS, la scelta di una società per le modifiche al sistema informatizzato, gestione degli investimenti nelle tecnologie dell’ informazione con una stima dei costi del progetto, gestione delle risorse umane per contabilizzare i tempi di lavoro del personale su un dato progetto…);
– “Bilancio dell’azione dell’ Ufficio di sostegno (a Dubai) e dell’ equipe di rapido intervento e di sostegno per la tecnologia dell’ informazione e le telecomunicazioni (FITTEST)” : n. 8 Raccomandazioni .
RAPPORTI DI VALUTAZIONE SU ALCUNI PROGRAMMI DEL WFP :
Rapporto mondiale sull’alimentazione scolastica nel 2005.
Si tratta di un documento, redatto in molte lingue, per spiegare il lavoro del WFP in oltre 40 anni, per rendere possibile il miglioramento dell’educazione in molti PVS.
Sinteticamente il Rapporto può essere riassunto :
-nel 2004, sono state fornite razioni alimentari ad oltre 16 milioni di bambini, in 72 PVS;
-nel 2005 il WFP si è impegnato maggiormente e, nel corso dei prossimi anni, spera di fornire razioni alimentari ad altri 50 milioni di bambini (attualmente non secolarizzati);
-i “Programmi di alimentazione scolastica” del WFP non si limitano soltanto alla fornitura di alimenti ma sono anche importanti per il lancio di altre iniziative (come ad esempio : prevenzione di malattie quali malaria, tubercolosi ed AIDS ; sicurezza alimentare; fornitura di acqua potabile ecc..).
Il Direttore Esecutivo J.Morris, che ha presentato questo rapporto, si è tuttavia rammaricato che i fondi disponibili non siano stati sufficienti in questi ultimi anni, per cui, progetti e razioni alimentari, hanno dovuto subire riduzioni. Per questo auspica impegni più stabili da parte dei paesi donatori, al fine di promuovere una alimentazione scolastica universale nei PVS.
Il WFP ha riferito in cifre allarmanti la situazione dei bambini nei PVS, ed in particolare che : – circa 100 milioni di bambini, in età scolare, non frequentano la scuola, – oltre 300 milioni di bambini nel mondo vanno a letto senza ricevere cibo a sufficienza.
Secondo il WFP, il costo annuale dei pasti scolastici, per bambino, si aggirerebbe sui 29 Euro.
Il Programma “cibo per l’istruzione” del WFP comprende non soltanto l’alimentazione scolastica dei bambini, ma anche l’istruzione degli adulti ed i servizi pre-scolari.
Numerose ricerche mostrano come l’alimentazione e l’istruzione rappresentano il più efficace investimento economico per il futuro dei PVS.

In particolare, nelle situazioni di emergenza, i pasti forniti dal Programma “Cibo per l’istruzione”, sono fondamentali e consentono di non interrompere l’insegnamento anche in presenza di conflitti armati.
Il cosiddetto “pacchetto essenziale” negli interventi del WFP nei PVS, comprende :
– istruzione di base, – pasti scolastici, – acqua potabile, – servizi igienici separati, – integrazione alimentare con micro-nutrienti, – trattamenti contro i parassiti intestinali, – orti e giardini scolastici e, – competenze di base (salute, igiene e stile di vita, prevenzione della malaria e dell’AIDS).
Inoltre, dove è stato possibile portare a casa le razioni di cibo da parte dei bambini, è stato rilevato che l’iscrizione scolastica e la frequenza ai corsi, (in particolare per le bambine ), sono cresciute.
Il WFP, come già ricordato, vuole rafforzare la sua collaborazione con le altre agenzie ONU, con la Banca Mondiale, il NEPAD, le ONG, i governi dei PVS, con le chiese e le organizzazioni della società civile.
Grazie al sostegno dei donatori, in 28 PVS i programmi di alimentazione scolastica hanno raggiunto il loro scopo e tale aiuto quindi non è più necessario. Comunque sono ancora molti i bambini che necessitano di integrazioni alimentari a scuola.
L’EB ha poi esaminato il Rapporto : “Valutazione dell’aiuto del WFP alla Cina (dal 1979 al 2005)”.
Si tratta di una valutazione indipendente, richiesta dall’Ufficio competente, dopo una missione ed una valutazione dell’ultimo “Programma Paese(Cina)”.
Sinora il WFP ha consegnato alla Cina circa 4 milioni di tonnellate di prodotti alimentari per un valore di oltre un miliardo di dollari USA, (nell’ambito di 67 progetti e di un “Programma Paese”)
Il Governo cinese ha, da parte sua, contribuito con oltre 1,16 miliardi di dollari, mentre l’IFAD ha concesso prestiti per circa 150 milioni di dollari.
Durante il periodo preso in considerazione (1979-2005), circa 30 milioni di persone hanno beneficiato di questa assistenza. Questi aiuti alimentari, insieme a contributi tecnici e finanziari, hanno migliorato la le condizioni di vita dei beneficiari (povere famiglie di molte zone della Cina). Il governo cinese ha preso a suo carico i costi del trasporto marittimo e la totalità dei costi del trasporto terrestre.
La buona cooperazione tra le istituzioni delle N.U. di Roma, ha realizzato programmi di alta qualità nei settori di : -educazione, -formazione, -sanità e, -creazione di redditi.
Il “Programma Paese”, nel periodo 2001-2005, ha dato buoni risultati negli investimenti finalizzati per: – infrastrutture produttive, – settori formazione, – infrastrutture sociali e – micro-credito.
Anche nel settore dell’alimentazione scolastica, il WFP, malgrado le risorse finanziarie limitate, ha svolto una buona attività. Circa quattro milioni di beneficiari (87% del totale previsto per le attività di base), hanno ricevuto un’assistenza (circa 230.000 tonnellate di prodotti alimentari).
Tuttavia la cessazione progressiva dell’assistenza del WFP ha compromesso le capacità dell’ufficio WFP, in Cina, per seguire le attività del 2004 – 2005.
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-In Cina il WFP : – dal 1979 al 1982, ha fornito aiuti alimentari di urgenza ai rifugiati dell’Indocina (Vietnam, Cambogia e Laos) ed a persone colpite da catastrofi naturali;
– dal 1983 al 1990 ha contribuito allo sviluppo settoriale (progetti per le foreste, la pesca, l’agricoltura e l’industria lattiera); – poiché il Governo aveva dato priorità all’agricoltura ed alla produzione totale, ha contribuito molto, con vasti progetti;
– dal 1991 al 1996 il WFP, nel contesto dello sviluppo agricolo integrato, ha contribuito con le attività “viveri contro lavoro” e “miglioramento dei sistemi di provvista di acqua e di conservazione dei suoli”.
– dal 1997 al 2000, insieme all’IFAD ed al Ministero dell’Agricoltura, ha contribuito allo sviluppo rurale integrato (in partenariato, per l’esecuzione dei programmi).
Tutti i rapporti di valutazione, hanno evidenziato risultati molto positivi per il periodo 1979/2000 con : – aumento della produzione alimentare, – espansione delle infrastrutture produttive e, – miglioramento delle condizioni di vita dei beneficiari.
I risultati dei progetti di sviluppo, lanciati all’inizio degli anni ’80 ed appoggiati dal WFP, hanno portato a spettacolari aumenti annuali medi dei redditi degli agricoltori (oltre il 15% tra il 1978 ed il 1994). Tuttavia, anche se ad un ritmo più lento, i redditi degli agricoltori sono sempre in forte aumento, anche per la continua richiesta di mano d’opera, (in particolare nel settore industriale ed in quello delle costruzioni).
L’EB è poi passato ad esaminare “Il Rapporto sintetico sui metodi di selezione dei beneficiari degli aiuti negli interventi di soccorso “.
Questo esame tematico, è stato realizzato su richiesta dell’Ufficio di valutazione OEDE, del WFP.
Tale esame fa riferimento a 5 casi di studio realizzati in : Etiopia, Sudan (Darfur), Kenya , Malawi, Myanmar.
Il WFP, negli ultimi 10 anni ha preso due misure importanti ai fini della selezione dei beneficiari: – ha aiutato gli organi di selezione dei beneficiari,( mettendo a punto metodi efficaci ); – selezione e distribuzione, attuate con la collaborazione delle comunità.
Per il WFP, la selezione dei beneficiari è molto importante nei diversi contesti del soccorso.
Sono comunque gli amministratori locali, in quanto responsabili dell’operazione, che prenderanno le decisioni sulla scelta dei beneficiari degli aiuti alimentari.
LA SITUAZIONE NEL SUDAN E L’IMPEGNO DEL WFP –
L’EB ha poi analizzato la situazione nel Sudan, dove circa 7 milioni di persone continueranno ad aver bisogno di aiuti alimentari nel 2006.
L’enorme numero di persone che hanno abbandonato le loro abitazioni, a causa del conflitto nel Darfur, si apprestano a farvi ritorno, dopo la firma dell’accordo di pace del 2005.
La produzione complessiva di cereali nel Sudan, nella stagione 2005 – 2006, è stata comunque migliore rispetto alla media registrata negli ultimi anni: essa viene calcolata, infatti, a circa 5,3 milioni di tonnellate ( oltre il 50% in più rispetto alla precedente stagione).
Nonostante questi dati positivi, nel Darfur occidentale e nel sud del paese, ( per venti anni hanno sperimentato una terribile guerra civile), queste popolazioni (sfollati, profughi, persone molto vulnerabili, ecc.) avranno ancora bisogno di aiuti alimentari.
Le cause dell’insicurezza alimentare per questi circa 7 milioni di persone, sono facilmente rilevabili nelle difficoltà che continuano ad avere per accedere al cibo, ( grave problema degli sfollati : circa due milioni di persone; scarse infrastrutture; iniqua distribuzione dei redditi e, sistema di mercato molto debole).
Il WFP ha contribuito ad un progetto per il ripristino di strade importanti del sud (indispensabili per gli scambi tra l’Uganda ed il Kenya).
Per il 2006, il WFP prevede la distribuzione di 700.000 tonnellate di alimenti. Verranno anche forniti aiuti alimentari per : – attività di ricostruzione, ed – il lancio di speciali programmi per le persone più vulnerabili.
Nel programma Operazione Speciale S.O. 10181.3 (provvista di servizi aerei per fini umanitari nel Sudan), il WFP prevede di investire circa 27 milioni di dollari per l’acquisto di aerei ed elicotteri oltre ad un cargo .
Un’altra Operazione Speciale (SO 10368.0) mira a riparare le strade ed a togliere le mine per renderle di nuovo accessibili ( in particolare per le operazioni di emergenza).
Si tratta di un progetto di circa 183 milioni di dollari, iniziato nel gennaio 2005 e che terminerà il 31 dicembre 2006, di cui oltre 100 milioni sono già disponibili ed in parte utilizzati.
Un’altra Operazione Speciale (SO 10412), mira invece a migliorare il trasporto fluviale dei viveri.
La maggior parte dei progetti del WFP nel Sudan, sono molto complessi perché riguardano operazioni di emergenza, anche se si cercano di individuare nuove opportunità per promuovere una certa autosufficienza .
Esiste inoltre un progetto per assistere i rifugiati provenienti dall’Eritrea (parte orientale del paese) ed un “Programma Paese” che si basa su progetti “alimenti per l’educazione” ed “alimenti per il lavoro”. Tuttavia, per realizzare questi progetti nel Sudan, occorrono Operazioni Speciali di cui si è precedentemente accennato (servizi aerei, riparazione delle strade, trasporti fluviali).
QUESTIONI OPERATIVE
-PROGETTI SOTTOPOSTI ALL’ EB DEL WFP (per approvazione) :
Alcuni “Interventi Prolungati di Soccorso e di Riabilitazione (IPSR)”:
L’EB è poi passato ad esaminare i seguenti progetti di “Intervento Prolungato di Soccorso e Riabilitazione (IPSR)” :
1) – Angola 10433.0 : “Aiuto alimentare per l’educazione e la salute destinato alle comunità colpite dalla guerra “.
Come è noto, nel 2002, fu firmato tra il Governo dell’Angola e l’UNITA (Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola), un “Memorandum di Accordo”( dopo 27 anni di guerra civile ! ).
Il WFP ha quindi, dal 2002, orientato la sua assistenza umanitaria verso un Programma di sviluppo a lungo termine.
Durante il precedente IPSR per l’Angola, il WFP aveva già cercato di rafforzare i mezzi di sussistenza per queste popolazioni tanto provate dai lunghi anni di guerra.
Dall’aprile 2006 al marzo 2009, il WFP, tramite questo nuovo IPSR, fornirà aiuti alimentari (circa 110.000 tonnellate) ad oltre 700.000 persone. Anche il Governo contribuirà con circa 10 milioni di dollari USA, in particolare per rafforzare il programma di alimentazione scolastica.
In tal modo, il WFP, ispirandosi alle Raccomandazioni della sua missione di valutazione ( febbraio 2005), sta realizzando nuovi partenariati : – con il Governo, – con altri organismi delle NU, e, – con altre ONG (Organizzazioni Non Governative) presenti sul territorio.
Questo IPSR si inquadra inoltre anche nel Documento di strategia del Governo per la riduzione della povertà e della fame.
Le priorità di questo IPSR (nelle zone di intervento e per i gruppi beneficiari identificati )corrispondono a 3 obiettivi strategici per il WFP :
rafforzamento dei programmi per la sanità delle madri e dei bambini (programmi di arricchimento degli alimenti) ;
coordinamento rafforzato con l’UNICEF per i programmi di alimentazione scolastica;
approccio fondato sui mezzi di sussistenza con attività: “viveri contro lavoro” e “viveri per la creazione di attività in partenariato con ONG specializzate”.
2) – Pakistan 10504.0: “Interventi di Soccorso e riabilitazione dopo il sisma che ha colpito l’ Asia sud- orientale”.
Si tratta di un progetto di due anni (dal 1 aprile 2006 al 31/3/2008 che riguarda circa un milione di persone, vittime del sisma dell’8/10/2005 , nell’Asia meridionale.
Tale sisma ha sconvolto l’esistenza di circa 3,5 milioni di persone (con migliaia di feriti) . La maggior parte delle scuole è stata distrutta, migliaia di persone costrette a ricostruire le loro case e richiedere aiuti alimentari. Circa 2,3 milioni di persone avrebbero bisogno di un aiuto alimentare, finché non abbiano di nuovo raggiunto l’autosufficienza alimentare (infatti hanno perso le loro colture, il bestiame e le riserve di alimenti e di sementi).
In una precedente operazione di urgenza era prevista la distribuzione di viveri a circa un milione di sopravvissuti, di cui: 5.000 negli ospedali, 250.000 nei campi e 745.000 che vivono in regioni montagnose ed isolate (accessibili con fuoristrada, con elicotteri o con muli). Inoltre, il WFP, ha dato un’alimentazione complementare a 150.000 bambini sotto i 5 anni, ed una alimentazione scolare di urgenza ad altri 150.000 bambini nelle scuole sotto le tende.
Il Governo ha dichiarato che la fase di riabilitazione (IPSR) inizierebbe il 1 aprile 2006 (a questa data prenderà fine l’operazione di urgenza).
Questo IPSR, di breve durata, interesserà soprattutto le famiglie che soffrono di insicurezza alimentare con attività:”viveri contro lavoro” e “creazione di posti di lavoro”. In tal modo, circa700.000 persone senza casa riceveranno dei viveri quando saranno rientrati per ricostruire le loro case e le infrastrutture comunitarie. Inoltre, l’alimentazione scolastica permetterà la frequenza alla scuola di circa 750.000 bambini. Questi interventi riguardano soprattutto villaggi molto lontani finché le infrastrutture essenziali e gli scambi commerciali non saranno ristabiliti.

3) – R.P.D.C. (Repubblica Popolare Democratica di Corea) 10488.0 :” Aiuto alla ripresa per i gruppi vulnerabili nella R.P.D.C.”-
Si tratta di un IPSR che interessa circa 2 milioni di persone per la durata di due anni (dall’ 1/4/2006 al 31/3/2008). Il WFP fornirà circa 150.000 tonnellate di prodotti per un costo di circa 71 milioni di dollari (il costo totale per il WFP sarà comunque di 103 milioni di dollari USA.
Come è noto, la RPDC, negli anni ’90, ha sperimentato grandi penurie alimentari (catastrofi naturali, degrado economico generale, ecc.). Pur essendo migliorata la situazione alimentare del paese, la RPDC è tuttora dipendente dell’aiuto esterno per far fronte ai bisogni dei suoi 23 milioni di abitanti.
Il WFP, prevede quindi un deficit alimentare per il periodo 2005-2006, variabile da 150 a 350.OOO tonnellate. In particolare le regioni a scarsa attività industriale sono maggiormente dipendenti dalla distribuzione pubblica. La valutazione nutritiva nazionale (realizzata da Governo, UNICEF e WFP), ha evidenziato che quasi il 40% dei bambini di età inferiore ai 6 anni, presentavano un ritardo nella crescita, mentre un terzo delle madri soffriva di malnutrizione e di anemia. Forse, secondo il WFP, sarebbero necessari, per questi gruppi vulnerabili, alimenti con aggiunta di integratori,.
Nell’agosto 2005, il governo aveva chiesto al WFP di passare a delle attività di sviluppo (viveri contro lavoro, alimentazione scolastica, produzione locale di alimenti). Questo IPSR, rifacendosi alle operazioni d’urgenza, mira provvisoriamente ad appoggiare questa nuova strategia del governo perché le 150.000 tonnellate di prodotti verranno fornite ai circa 2 milioni di beneficiari ( per promuovere varie attività tra cui : salute della mamma e del bambino, produzioni locali, l’educazione attraverso l’alimentazione scolastica: “progetti e viveri per lo sviluppo comunitario”). D’altra parte, i sistemi di distribuzione pubblica del le razioni alimentari per persona e per giorno, sono passate dai 200 – 250 grammi di cereali nel 2004 ai 500 grammi nel 2005.
Come è stato detto precedentemente, dalla fine degli anni ’80 e fino agli anni ’90, la RPDC che dal 1953 aveva dotato il paese di una base industriale (60% della popolazione con lavoro in settori non agricoli), aveva dovuto interrompere questa evoluzione positiva.
Infatti, la Federazione di Russia e la Cina, avevano bruscamente interrotto i vantaggiosi accordi economici alla RPDC ed avevano preteso pagamenti in monete convertibili.
Le catastrofi naturali del 1995-96, i problemi ecologici, etc. hanno portato al declino il settore agricolo.
La RPDC ha sofferto contemporaneamente di politiche che hanno permesso :
– una eccessiva deforestazione,
– una utilizzazione di terreni in pendio, (che hanno provocato una grande erosione dei terreni).
Inoltre il settore agricolo ha risentito della scarsezza di sementi, concimi chimici, carburanti e pezzi di ricambio.
La crisi del paese, anche se in questi ultimi anni in lento miglioramento, ha fatto gravi danni anche al settore dei trasporti e delle miniere : infatti la produzione del carbone è simile quella degli anni ’70, mentre la produzione di elettricità è inferiore a quella dell’inizio degli anni ’80.
Lelio Bernardi
(delegato per l’UNAGA presso la Federazione Internazionale dei Giornalisti Agricoli-IFAJ)

Categorie: Il Contadino

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