Il problema dell’occupazione al centro del dibattito il 27 aprile scorso durante il forum partenariale intermedio del progetto “Comment – La conoscenza come motore del cambiamento” della Regione Campania incentrato sul tema “Strategie per lo sviluppo dell’occupabilità locale: fattori culturali e strutturali dell’occupabilità”. Un forum virtuale che ha visto collegate via satellite e interagire tra loro tre diverse realtà del territorio campano: Napoli, Salerno e Benevento, per un giorno più vicine, grazie alle attrezzature informatico-satellitari messe a disposizione da ITS, partner del progetto, che hanno reso possibile il collegamento delle sedi di fruizione della Provincia di Salerno e di Sannio Europa con il centro di contribuzione e servizi netStre@m di Napoli. Da questa sede i relatori hanno fatto i loro interventi, mostrando i documenti di supporto alla videoconferenza e comunicando in modo bidirezionale con gli spettatori presenti nelle altre due sedi. L’evento, trasmesso integralmente in diretta tv sul canale satellitare Denaro tv (878 di Sky), ha visto l’intervento di illustri relatori, tra cui Massimo Angrisano, responsabile del progetto della Regione Campania, prof. Riccardo Marselli dell’Università di Napoli “Parthenope”, Silvana Gargiulo, responsabile di progetto del partenariato di Avellino, Pina Fiorenza, coordinatrice della area pubblica amministrazione di Sannio Europa, Gerardo Giordano dell’Associazione Centro la Tenda di Salerno, e Giuseppe Baldassare del partaneriato Talenti.
SINTESI DEGLI INTERVENTI
Ad aprire il dibattito è stato Massimo Angrisano, responsabile del progetto della Regione Campania e moderatore dell’evento, che ha spiegato le ragioni, gli obiettivi e lo stato di avanzamento di Comment. “Questo progetto – ha detto Angrisano – è stato pensato con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di occupazione al fine di migliorare l’occupabilità, attraverso la realizzazione di azioni strategiche e innovative affiancandosi agli attuali strumenti di sviluppo dell’occupazione. L’approccio avviene tramite un lavoro di rete, a livello di partenariati locali, che si attivano per realizzare gli obiettivi del progetto condividendo esperienze, risorse e competenze diverse. Tale indagine sarà propedeutica all’individuazione delle strategie per l’occupabilità utili a costituire un modello di sviluppo anche per altre realtà territoriali”.Poi è stato il Prof. Riccardo Marselli dell’Università di Napoli “Parthenope” a spiegare la linea seguita dal partenariato Tess nell’indagine sull’occupabilità nel territorio tornese-stabiese. “Il concetto tradizionale dell’occupabilità – ha detto Marselli – ha subito una profonda trasformazione. Da una visione incentrata sulla domanda di lavoro che trova corrispondenza in un offerta adeguata siamo passati ad una diametralmente opposta in cui lo studio sull’offerta di lavoro deve essere base trainante per formare una domanda appropriata alle esigenze specifiche del territorio. Quattro sono gli elementi che bisogna tenere in debita considerazione al momento di tale indagine: il grado di competenza necessario a trovare lavoro e a conservarlo, il tipo di apprendimento richiesto, le reti sociali e culturali che si sviluppano sul territorio, la certificazione delle competenze. Oggi rispetto al passato sono richieste competenze che non corrispondono più alle caratteristiche del mercato tradizionale ma che coinvolgono elementi di tipo cognitivo e comportamentale il cui apprendimento avviene nell’ambito della partecipazione a reti sociali e culturali. Oggi si rileva una frattura tra percorsi formativi/educativi e percorsi occupazionali, sia in termini di tempi di transizione che di corrispondenza dei contenuti”. E’ stata quindi la volta di Silvana Gargiulo, responsabile di progetto del partenariato di Avellino che ha fornito alcuni interessanti dati ricavati dall’indagine ancora in corso sul territorio irpino. “Dai primi dati relativi al periodo compreso tra il 18 gennaio e l’11 marzo 2005 – ha detto Gargiulo – si rileva la presenza di attività lavorative irregolari (pregresse o in essere) svolte dagli utenti intervistati presso il Centro per l’Impiego di Avellino che a vario titolo si rivolgono al CPI. Tra le motivazioni più ricorrenti annoveriamo la ricerca tour court di lavoro con l’iscrizione alle liste di disponibilità, la comunicazione della cessazione di un rapporto di lavoro e la consequenziale richiesta dell’indennità di disoccupazione, la comunicazione di acquisizione di un titolo di studio o di una qualifica professionale. Da un’attenta lettura si evince che la presenza di lavoro irregolare è piuttosto estesa, e trova terreno fertile per una sua maggiore e preoccupante diffusione, in particolari settori produttivi quali l’edilizia, il commercio e l’agricoltura, settori che si caratterizzano per una loro intrinseca chiusura e staticità, investendo prevalentemente soggetti esposti a condizioni di precariato, come gli “stagionali”, gli adulti a rischio di esclusione socio-lavorativo o persone che si affacciano per la prima volta nel mercato del lavoro”.Dopo il breve intervallo è stata Pina Fiorenza, coordinatrice della area pubblica amministrazione di Sannio Europa a prendere la parola per fare un ‘introduzione al tema dell’occupazione legato allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile nell’area sannita.Successivamente Gerardo Giordano dell’Associazione Centro la Tenda di Salerno ha parlato delle possibilità di sviluppo del Terzo Settore portando come esempio l’esperienza nel partenariato di Salerno.Sul fenomeno dell’immigrazione all’interno della realtà produttiva della filiera bufalina si è incentrato infine l’intervento di Giuseppe Baldassare del partenariato Talenti. “L’immigrazione è fenomeno complesso e di grandissima rilevanza, economica e sociale, – ha spiegato Baldassarre – tanto nell’intera regione Campania, quanto, soprattutto, nelle due aree provinciali in esame, quelle di Caserta e Salerno, dove l’entità e la distribuzione dei flussi sembrano adattarsi molto bene alla geografia produttiva ed alla distribuzione della domanda di lavoro, soprattutto in agricoltura. In tutte queste aree ed, ancor più, nei sistemi produttivi “locali” (DOP) legati alle attività della filiera – soprattutto nel settore “primario” e nell’allevamento – il peso della manodopera immigrata è, anche “documentalmente”, molto consistente, con un profilo di etnie e nazionalità sempre più definito e con una prevalenza di condizioni che, per quanto non del tutto “regolari” e con livelli di visibilità e di apertura ancora modesti, sembrano configurare, tuttavia, un profilo di “continuità” e di “stabilità” di questi soggetti, e dei relativi apporti, all’interno delle aziende. In questa prospettiva, quindi, l’occupabilità diventa un obiettivo ed una sfida che deve poggiare su diversi fattori: dal riconoscimento e dalla valorizzazione dei requisiti e delle capacità soggettive degli individui/lavoratori immigrati, all’emersione e allo sviluppo delle strutture produttive e dei profili di domanda, fino alla crescita ed alla riqualificazione delle condizioni sociali e dei percorsi, istituzionali e procedurali, che devono “governare” l’accoglienza, la regolarizzazione e la normalizzazione dei nuovi residenti”.
NOTE SUL PROGETTO COMMENT
Il progetto “Comment – La conoscenza come motore del cambiamento” si pone come obiettivo quello di migliorare l’occupabilità, attraverso la realizzazione di azioni strategiche ed innovative in grado di affiancarsi e rinforzare l’impatto degli attuali strumenti di sviluppo dell’occupazione. Il progetto interessa l’area amministrata dalla Regione Campania, intervenendo su cinque ambiti territoriali, che includono tutte le province. Per ciascun territorio viene sviluppata una specifica strategia messa a punto da cinque partenariati che lavorano in rete sotto la regia ed il coordinamento generale della Regione Campania. Il forum ha rappresentato un’occasione di confronto tra le strategie implementate dai diversi partenariati e un momento di riflessione sullo stato di avanzamento del progetto e del lavoro intrapreso dai soggetti in esso coinvolti. Per maggiori informazioni sul progetto consultare il sito www.progettocomment.org


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