Comunicato Stampa del 20 febbraio 2006
Attività di Vigilanza: il Consorzio Tutela ferma un giro di mozzarelle di bufala false e contesta la frode in commercio ottenuta mediante l’utilizzo di segni mendaci.
E’ la secondo operazione nel giro di un mese.
Sequestrati anche 40 chilogrammi di Mozzarella taroccata al Carrefour di Pontecagnano (Salerno).

Nei giorni scorsi uomini del reparto ispettivo del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop hanno posto sotto sequestro ben 264 quintali di involucri e confezioni in polietilene per confezionare mozzarelle in pezzature da g. 250 e 500.
Il sequestro è avvenuto all’interno di una azienda casearia della provincia di Salerno, ed ha impedito la commercializzazione di non meno di 35 quintali di falsa mozzarella di bufala.
Infatti il sequestro – notificato venerdì scorso alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania – è scattato in virtù della violazione dell’articolo 1 del decreto ministeriale del 21 luglio 1998 – noto come Decreto Pinto – che fa divieto di uso della dicitura “mozzarella di bufala” per le mozzarelle comunque prodotte, anche con latte bufalino, ma non sottoposte al sistema di certificazione che consente la concessione d’uso della Denominazione di Origine Protetta.
A fronte di questa contravvenzione di carattere amministrativo, è stato anche rubricato il reato di frode in commercio (ex articolo 515 Codice Penale), poiché l’utilizzo di incarti con la scritta “Mozzarella di Bufala” tendono oggettivamente ad accreditare presso il pubblico un prodotto non tutelato come prodotto Dop: un atto di confusione strumentale alla frode, per altro sanzionato penalmente dall’articolo 517 del codice penale (Vendita di prodotti con segni mendaci).
Per gli stessi motivi, è stato effettuato un sequestro di 40 kg di mozzarella presso il Carrefour di Pontecagnano, notificato venerdì alla Procura della Repubblica di Salerno.
Il Carrefour di Pontecagnano si approvvigionava di mozzarella dallo stesso caseificio cilentano che ha subito il sequestro degli incarti.
Contestualmente ai sequestri, sono stati anche effettuati 3 prelievi di mozzarella (2 al Carrefour e uno al caseificio), al fine di accertare l’effettivo utilizzo di latte bufalino e l’eventuale utilizzo di latte di vacca.
Per tanto, i campioni prelevati sono stati inviati ai laboratori dell’ Istituto centrale repressioni frodi del Ministero delle politiche agricole e Forestali di Salerno. L’indagine è volta anche ad accertare l’eventuale reato di vendita di prodotto non genuino (articolo 516 Codice Penale).
Ai primi del mese di febbraio gli uomini della vigilanza del Consorzio avevano effettuata una operazione simile, in un caseificio attivo nella giurisdizione della Procura di Sala Consolina.
Dal consorzio si sottolinea, ancora una volta, come l’uso del genitivo “Mozzarella di Bufala” è esclusivo appannaggio del prodotto a denominazione di origine protetta Mozzarella di Bufala Campana.


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