TURISMO: PACCHETTI TURISTICI E ITINERARI CULTURALI ED ENOGASTRONOMICI PER LA MOSTRA DEL CARAVAGGIO.
In occasione della mostra “Caravaggio – L’ultimo tempo, 1606-1610” in programma dal 23 ottobre al 23 gennaio 2005 presso il Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli, l’Assessorato al Turismo della Regione Campania ha promosso una serie di iniziative finalizzate alla piena valorizzazione turistica dell’importante esposizione artistica, in collaborazione con l’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, la Fiavet (Federazione Italiana Agenti di Viaggio e Turismo), l’Assoristoratori-Fipe di Napoli e provincia.
In particolare, l’iniziativa è articolata in:
pacchetti turistici organizzati dalla Fiavet con gli albergatori napoletani e commercializzati dai principali tour operator italiani e stranieri;
itinerari turistici legati a diversi siti artistici e monumentali di Napoli e della Campania;
itinerari gastronomici con pietanze napoletane seicentesche, proposti dall’Assoristoratori-Fipe di Napoli e provincia.
«Tutte queste iniziative – sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Teresa Armato – vogliono aumentare ancora di più il fascino, già enorme, di quello che si propone come l’evento culturale dell’anno. Il nostro obiettivo è trasformare tale evento culturale in occasione ulteriore di turismo di qualità, attraverso pacchetti turistici appositi, itinerari pensati per arricchire il soggiorno dei turisti e gustose ricette concepite per calarli ancora di più nell’atmosfera della Napoli del Seicento. Mi piace ricordare come lo stesso vulcanico e geniale Caravaggio fosse un assiduo frequentatore delle osterie del Centro Antico cittadino e che il 24 ottobre 1609, nella data che coincide con quella della prima giornata piena di apertura della mostra, egli fu coinvolto in una celebre rissa all’interno di una taverna situata in vico del Cerriglio, poco distante da piazza San Domenico Maggiore».
Ecco, più nel dettaglio, come sono articolate le varie iniziative.
PACCHETTI TURISTICI.
I pacchetti turistici comprendono:
sistemazione per una notte in hotel a tre o quattro stelle con prima colazione inclusa e possibilità di prenotare una notte supplementare;
biglietto d’ingresso per la mostra;
tessera Campania Artecard valida per 3 giorni;
trasferimenti da e per il museo di Capodimonte;
biglietti per i mezzi di trasporto cittadini;
biglietto valido per l’intera giornata per la visita della città di Napoli col City Sightseeing Bus con possibilità di commento in otto lingue.
L’iniziativa è coordinata dalla Fiavet con la collaborazione di gran parte degli alberghi napoletani a tre e quattro stelle.
ITINERARI TURISTICI.
Gli itinerari sono pensati per essere completati in un’intera giornata o in mezza giornata e comprendono i seguenti percorsi:
Centro Antico di Napoli (giornata intera), con partenza da Castel Capuano e arrivo a Palazzo Reale, attraverso via dei Tribunali, il Pio Monte della Misericordia, la Cappella del Tesoro di San Gennaro, via San Gregorio Armeno, la Cappella di Sansevero, piazza San Domenico Maggiore, Santa Chiara, piazza del Gesù, il Maschio Angioino);
Zona Collinare (giornata intera), attraverso la Certosa di San Martino, Castel Sant’Elmo e la Reggia di Capodimonte;
Decumani (mezza giornata), tra la Cappella di Sansevero, Spaccanapoli e le tante chiese barocche e gotiche con affreschi di importanti artisti;
Dal Maschio Angioino al Borgo Marinari (mezza giornata), lungo il Teatro San Carlo, la Galleria, piazza Plebiscito, Castel dell’Ovo;
Scavi archeologici di Pompei (mezza giornata);
Area Archeologica dei Campi Flegrei e Rione Terra (mezza giornata);
Caserta e la Reggia Vanvitelliana (mezza giornata).
ITINERARI GASTRONOMICI: “GUSTANDO… CARAVAGGIO”.
Dalla settimana prossima, in diversi ristoranti di Napoli e provincia aderenti all’iniziativa “Gustando… Caravaggio” sarà possibile degustare piatti e menù del Seicento napoletano, opportunamente selezionati e adattati ai nostri tempi grazie alle ricerche effettuate dai ristoratori con l’ausilio di Carlo Mangoni di Santo Stefano, professore di Farmacologia dietetica e medicina dello Sport presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Tra le varie pietanze incluse nei menù “caravaggeschi” ci sono: torta di pasta dolce con alici salate e scarole, coccio in salsa di ceci, alici “ammollecate” in tortiera, baccalà alla cannaruta, seppie al tegame con uva appassita e pinoli, timpano di vermicelli, maccaroncelli incasciati, involtini di pesce spada con purea di piselli, coniglio in casseruola con salsa d’acciughe, costolette di “porco” impanate in battuto di mandorle, minestra maritata con cardoni selvatici, “porco” in agrodolce, biancomangiare, scagliozzoli, migliaccio.
I ristoranti aderenti all’iniziativa sono:
in città, ‘A canzuncella, La corte del Real Orto Botanico, ‘O core ‘e Napule, Taverna dell’arte, Vecchia cantina, Ciro a Santa Brigida, Rosati, Cantanapoli, La bersagliera, Rosolino – Il posto accanto, Salvatore alla Riviera, Umberto, Al poeta, Don Salvatore, Marechiaro;
in provincia, Casa rossa (Ercolano), Taverna Viola (Pozzuoli), Caruso (Sorrento), Il buco (Sorrento), Tasso (Sorrento), Canonico (Sorrento), Antica trattoria (Sorrento), La lanterna (Villaricca).
«Questi itinerari gastronomici – spiega Massimo Di Porzio, presidente dell’Assoristoratori – Fipe di Napoli e provincia – sono la giusta risposta della ristorazione partenopea a un grande evento di cultura e vogliono dimostrare anche due cose fondamentali: in primo luogo, che quando gli eventi sono programmati per tempo e comunicati alle associazioni, come fatto stavolta dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, gli operatori turistici e i ristoratori rispondono sempre con grande interesse ed entusiasmo; in secondo luogo, che la ristorazione locale affianca sempre la cultura e, aldilà delle valutazioni e dei punteggi delle guide gastronomiche, riesce a proporre ricette tradizionali rivisitate, riprese dai testi classici e da ricordi e storie tramandati di padre in figlio. Iniziative come questa consentono, oltretutto, il confronto continuo tra gli operatori e contribuiscono ad accrescere quella cultura dell’accoglienza che è una tra le grandi risorse del nostro territorio».


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