Il 6 luglio, giovedì, alle ore 18, sarà presentato presso l’azienda Finagricola di Battipaglia il brevetto internazionale Micosat f, il fertilizzante eco-compatibile. Interverranno al convegno, Vincenzo Longo ricercatore del Cnr di Pisa, Giusto Giovanetti Direttore scientifico Ccs, Giuseppe D’Argenio ordinario di Gastroenterologia della Federico II, a moderare Domenico Maisto presidente dell’Ordine Agronomi provincia di Salerno.
Migliora la qualità dei terreni e dei prodotti coltivati, eliminando residui tossici come la diossina, aumentando la presenza di antiossidanti il tutto abbattendo fortemente i costi di produzione e bonifica. Micosat F un «consorzio» di microrganismi, batteri e funghi a servizio dell’ambiente.
Un “consorzio” di microrganismi, batteri e funghi, brevettato a livello internazionale e iscritto nel registro dei fertilizzanti, come concime biologico unico in tutta Europa, il Micosat F viene prodotto dal Centro colture sperimentali (Ccs) di Aosta. E’ stato messo a punto dal ricercatore Giusto Giovanetti, che da anni è impegnato nella valorizzazione dei prodotti naturali per sviluppare le produzioni agro e ortofrutticole.”Il consorzio microbiologico – spiega Giancarlo Moschetti docente di microbiologia alla Facoltà di Agraria – è una sintesi che in natura esiste da sempre. Utilizza organismi della rizosfera, cioè che vivono in simbiosi con le radici, per produrre un miglioramento sia nei contenuti chimici degli alimenti, quindi un più basso contenuto di nitrati e nitriti, nel terreno, agendo come filtro ed eliminando gran parte degli inquinanti del suolo”. Le qualità del Micosat F si manifestano anche sulla salubrità degli alimenti. Il consorzio, aiutando le piante a vivere meglio, aumenta il contenuto di antiossidanti agendo come un vero e proprio processo biotecnologico naturale. Aumenta la capacità delle piante di assorbire i sali minerali dal terreno. Rende più efficienti le concimazioni effettuate nel rispetto del regolamento dell’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale, permettendo di ottenere le stesse produzioni dell’agricoltura tradizionale.
I microrganismi utili di Micosat F creano una filiera assimilativa capace di estrarre i nutrienti naturalmente presenti nel suolo spesso in forme non disponibili per i vegetali, per poi fornirli alla pianta soddisfacendone i bisogni nutrizionali. Serve quindi, ad aumentare la gradazione alcolica e zuccherina delle viti e a migliorare la qualità organolettica dei pomodori, capace di smaltire anche la diossina.
”I risvolti della scoperta per la salubrità dei prodotti e per la salute sono notevoli – spiega Giusto Giovannetti – perché il consorzio microbico svolge infatti un importante ruolo di filtro biologico delle sostanze potenzialmente cancerogene provenienti dalla polluzione, sostanze in grado di attraversare senza ostacoli la filiera produttiva agricola e giungere alla nostra tavola senza trovare alcun ostacolo“.

Nando Cirella


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