Il Giffoni Film Festival ricorda la Shoah
Saranno presenti all’evento il Prefetto, dott. Claudio Meoli,
il Questore di Salerno, dr. Carlo Morselli e l’Ispettore Giampietro Morrone
Domani, venerdì, 27 gennaio 2005 si celebra la Giornata della Memoria, per ricordare, appunto, le atrocità e lo sconcertante odio razziale che ha costretto milioni di ebrei a svuotarsi del proprio essere individui per trasformarsi in semplici numeri tatuati su di un braccio. Migliaia sono state le esistenze spezzate, devastate, annientate ed anche dimenticate di questa triste storia del nostro secolo. Il Giffoni Film Festival ha voluto, anche quest’anno, ripercorrere quella drammatica esperienza, attraverso cinque giorni di proiezioni di film ma anche di incontri con chi, la tragedia dello sterminio nazista, l’ha vissuta in prima persona.
Domani l’ultimo incontro, al quale assisteranno centinaia di studenti giunti da tutta la Regione, in occasione della rassegna Movie Days, che in questi cinque giorni ha registrato oltre 2000 presenze.

Presenzieranno all’evento: Michele Aiello Presidente Associazione Giovanni Palatucci di Campagna; Carmine Granito, componente dell’ Associazione Giovanni Palatucci di Campagna; Miriana Tramontina Presidente Cepis e diretta testimone (ha conosciuto Palatucci da bambina e sua zia lo ha aiutato a salvare molte persone).
Parteciperanno, inoltre, con la loro autorevole presenza: il Dr. Claudio Meoli, Prefetto di Salerno; il Dr. Carlo Morselli, Questore di Salerno e l’Ispettore Giampietro Morrone, Pres. Ass. Nazionale Polizia di Stato di Salerno che ripercorreranno le tappe di questa drammatica storia dell’umanità.

Nel corso della giornata verrà proiettato, inoltre, il film “Jona che visse nella balena” (regia di Roberto Faenza), storia di un bambino che viene costretto dai nazisti a trasferirsi in un campo di smistamento tedesco, assieme ai suoi genitori. Il piccolo deportato quindi, imparerà a conoscere la fame, il freddo e le sofferenze, e le vessazioni degli altri ragazzini e si creerà, per sfuggire all’orrore della realtà che sta vivendo, un mondo tutto suo .

Durante la seconda parte della giornata, invece, verrà esaminata la figura di Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, che salvò, con il suo operato, oltre 5000 ebrei mediante un ingegnoso stratagemma. Essendo responsabile dell’Ufficio stranieri infatti, quando la via dell’emigrazione non era possibile, inviava gli ebrei presso il campo di concentramento di Campagna affidandoli alla protezione dello zio Vescovo. Giovanni dunque si rendeva conto che quel campo, pur con tutti i disagi dell’internamento, offriva un rifugio agli ebrei assai più sicuro delle terre jugoslave e, d’intesa con lo zio Vescovo, mise in opera ogni espediente per avviare là i profughi minacciati da immediati pericoli.
“Ho la possibilità di fare un po’ di bene, e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare”. È quanto scriveva l’8 dicembre 1941 Giovanni Palatucci in una lettera inviata ai genitori. Quel “po’ di bene”, come soleva definirlo, lo portò, però, ad una morte atroce. Il 13 settembre 1944 infatti, Palatucci venne arrestato dalla Gestapo e tradotto nel carcere di Trieste; il 22 ottobre poi fu trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove trovò la morte a pochi giorni dalla Liberazione e a soli 36 anni, ucciso dalle sevizie e dalle privazioni o – come fu anche detto – a raffiche di mitra.
Domani il Giffoni Film Festival, a conclusione di una cinque giorni ricca di appuntamenti, ricorderà, appunto, questa figura eroica che, con coraggio ed abnegazione ai valori cristiani, ha scelto di salvare migliaia di vite, sacrificando la propria.

“Mai come quest’anno – ha dichiarato il direttore artistico del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi – alla luce di dichiarazioni sconcertanti che vogliono negare l’esistenza delle deportazioni, delle umiliazioni, delle camere a gas e della Shoah in tutto il suo orrore, abbiamo voluto dedicare a questa tragedia non una singola giornata, ma una settimana intera di riflessioni. Per noi – conclude – le celebrazioni hanno certamente un senso, anche se nella nostra storia abbiamo sempre tenuto conto debitamente di questa pagina buia, scegliendo spesso film che hanno riproposto il dramma di tanta gente costretta a soccombere e a morire per la follia di altri esseri umani”
Il Presidente del Gff, Carlo Andria, accoglierà di buon grado le autorevoli presenze che parteciperanno domani all’evento, a riprova anche dell’importanza assegnata a questo appuntamento che ripercorrerà un momento storico difficile ed imparagonabile in tutta la storia dell’umanità.

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