“Vesuvinum”,I giorni del Lacryma Christi
12,13 e 14 settembre
Palazzo Mediceo
Ottaviano(Na)

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IL CONSUNTIVO
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Ottaviano 15 settembre
si chiude la prima edizione di Vesuvinum , I Giorni del Lacryma Christi – Premio Amodio Pesce : i tre vincitori.
Primi Cantina del Vesuvio, Cantine Astroni e De Falco Vini.
Si è chiusa al Castello Mediceo di Ottaviano la tre giorni delle Strade del Vino e dei prodotti tipici del Vesuvio dedicata al Lacryma Christi.
Oltre cinquanta aziende in una non stop di degustazioni, convegni, approfondimenti e confronti sul futuro del Lacryma Christi e del territorio del vulcano piu’ famoso del mondo.
Momento centrale della manifestazione è stato il concorso enologico dedicato ad Amodio Pesce, Enologo di fama e papà dei vini del Vesuvio.
I dieci giurati, scelti tra sommelier Ais, enologi e giornalisti, guidati da Roberto Di Meo Presidente Assoenologi Campania , con il coordinamento di Giulia Cannada Bartoli, giornalista e sommelier, hanno valutato 101 campioni di Lacryma Christi Rosso, Bianco e Rosato.
Molto positivo il riscontro: oltre il 95% dei vini ha superato la soglia dei 60/100, di questi più del 50% è andato oltre i 75/100, mentre circa il 40% si è attestato oltre gli 80/100.
Ai vincitori una medaglia d’oro consegnata dalla moglie Lucia e dai figli Giacomo ed Antonio.
I premi:
Lacryma Christi Bianco Vesuvio Doc: CANTINA DEL VESUVIO – TRECASE
Lacryma Christi Rosato Vesuvio Doc: CANTINE ASTRONI – NAPOLI
Lacryma Christi Rosso Vesuvio Doc: DE FALCO VINI – SAN SEBASTIANO AL VESUVIO
La manifestazione ha acceso i riflettori su un vino ed un territorio di grande importanza e suggestione storica, culturale ed economica. Gli organizzatori hanno anunciato un futuro ricco di iniziative in vista della prossima edizione, a partire da un Road Show che vedrà vini e aziende del Vesuvio in giro per l’Italia e all’estero.
credits: www.stradadelvinovesuvio.com – www.lucianopignataro.it

da:comunica@lafabbricadeisapori.it
e da: giuliacannada giulia_cannadabartoli@fastwebnet.it

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LA TRE GIORNI DEL VINO
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Segnalo questa interessante iniziativa prevista il 12,13 e 14 settembre p.v. presso il Palazzo Mediceo di ottaviano.
“Vesuvinum” ha lo scopo di presentare la neonata associazione “Strada del Vino e dei prodotti tipici vesuviani”, nata sotto l’impulso dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. l’associazione rappresenta uno strumento strategico di promozione integrata e valorizzazione del territorio vesuviano, sia per l’Ente Parco che per le istituzioni e le organizzazioni locali che a vario livello operano sul territorio, con l’obiettivo di garantire a tutti i visitatori un’offerta di produzioni tipiche collegate ad un alto livello di servizio nella ristorazione e nella ricettività turistica.
nella speranza che possa essere una ulteriore occasione di incontro, invio cordiali saluti
INFO
Dott.ssa Paola CONTI
Servizio Tecnico dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio
P.zza Municipio 8
80040 S. Sebastiano al Vesuvio (NA)
tel. 081- 7710930
fax. 081 – 7718215
e-mail pconti@parconazionaledelvesuvio.it

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“Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani”
con Luciano Pignataro wineblog
(www.lucianopignataro.it)

PRESENTANO
I giorni del Lacryma Christi

Premio “Amodio Pesce”
Palazzo Mediceo – Ottaviano (NA)
12 – 13 – 14 settembre 2008

In collaborazione con:

REGIONE CAMPANIA
PROVINCIA DI NAPOLI
COMUNE DI OTTAVIANO
CAMERA DI COMMERCIO DI NAPOLI
ISTITUTO COMMERCIO ESTERO
PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
ISTITUTO ALBERGHIERO “LUIGI DE’ MEDICI”

Programma di massima

I) – Venerdì 12 settembre
Istituto Alberghiero “L. De’ Medici” – Via Zabatta, 19 – Ottaviano

Ore 9,00 – Insediamento della giuria Premio “Amodio Pesce Lacryma Christi
del Vesuvio doc – Bianco, Rosso e Rosato” .

Presidente: Roberto Di Meo (Presidente Assoenologi Campania)
e composta da:
Ugo Baldassarre (Tigullio Vino)
Maurizio Paolillo (Agronomo)
Michela Guadagno (Sommelier)
Franco Onesto (Enologo)
Alvaro Di Cosimo (Imprenditore)
Monica Piscitelli (Giornalista)
Giuseppe Aliberti (Delegato AIS Comuni Vesuviani)
Alberto Capasso (Slow Food)
Pasquale Carlo (Giornalista)
Segretaria: Giulia Cannada Bartoli

La giuria valuterà i vini iscritti al concorso delle rispettive categorie Rosso, Rosato e Bianco.

La valutazione prevede due sedute di consultazione:
9,30-13,00 prima seduta;
13,00 – 15,00 pausa pranzo;
15,00-18,00 seconda seduta.

Ore 16,00 – Palazzo Mediceo, Via Salita del Principe, 1 – Ottaviano

– Apertura degli stand e degli spazi espositivi
– Coffee break con Caffè Lavazza
– Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia
– Preparazione e degustazione di un piatto tipico della tradizione vesuviana a cura dei maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

Il Vesuvio va forte.
– Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
– Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
– Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 18,00 – CONVEGNO “STRADA DEL VINO NEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO”
– Moderatore Luciano Pignataro

Interventi:
– Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano)
– Michele Romano (Presidente della Strada del Vino)
– Giuseppe Allocca (Coordinatore Area AGC 11 Assessorato Agricoltura Regione Campania)
– Francesco Del Vecchio (Dirigente STAPA CePICA di Napoli)
– Gaetano Cola (Presidente Camera Commercio di Napoli)
– Ugo Leone (Presidente del Parco Vesuvio)
– Giuseppe Capasso (Presidente della Comunità del Parco
Nazionale del Vesuvio)
– Virginio Ferrara (Preside Istituto “L. De’ Medici”)
– Carmine Cimmino (Storico della cultura vesuviana)

Conclusioni: Andrea Cozzolino,
Assessore all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania

Il Convegno, che vedrà anche la partecipazione dei referenti istituzionali dei Comuni del Parco e delle Aziende associate, ha lo scopo di fare il punto sullo stato dell’arte e dei risultati raggiunti, rendere noti gli obiettivi fissati e attivare dinamiche sinergiche atte alla riscoperta, valorizzazione e riqualificazione delle risorse territoriali.

II) – Sabato 13 settembre
Palazzo Mediceo – Via Salita del Principe, 1 – Ottaviano

Ore 16,00
– Apertura degli stand e degli spazi espositivi
– Coffee break con Caffè Lavazza
– Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia
– Preparazione e degustazione di un piatto tipico della tradizione vesuviana a cura dei maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

Il Vesuvio va forte.
– Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
– Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
– Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 18,00 – “CONSORZIO TUTELA VINI VESUVIO”
Convegno: “I vini della sabbia nera: le prospettive enologiche
del Lacryma Christi”
Moderatore: Luciano Pignataro
Interventi di:
– Luigi Moio (Professore ordinario di Scienze e tecnologie alimentari)
– Luciano D’Aponte (Funzionario STAPA CePICA di Napoli)
– Piervincenzo Tione (Presidente Consorzio di Tutela Vini Vesuvio)
– Lucio Mastroberardino
(Vicepresidente Consorzio di Tutela Vini Vesuvio)
– Vito Amendolara (Direttore Coldiretti Campania)
– Roberto Cipresso (Enologo)

Il convegno ha lo scopo di analizzare i punti di forza e di debolezza della filiera del Lacryma Christi attraverso il confronto con rappresentanti di affermate realtà viti-vinicole nazionali ed esperti del settore.

III) – Domenica 14 settembre
Palazzo Mediceo – Via Salita del Principe, 1 – Ottaviano

Ore 10,00
– Apertura degli stand e degli spazi espositivi
– Coffee break con Caffè Lavazza
– Spazio pasticceria a cura dei Fratelli Raia

Il Vesuvio va forte.
– Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani.
– Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP.
– Degustazione della bruschetta con pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP.

Ore 11,00 – Consegna targa di riconoscimento ai partecipanti al primo concorso “Amodio Pesce Lacryma Christi del Vesuvio doc”, intitolato alla memoria del fondatore della Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani.

Coordinatore: Luciano Pignataro

Interventi di:
– Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano)
– dr. Pasquale Ciccarelli (Assessore Comune di Ottaviano)
– Matteo Rinaldi (Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio)
– Amilcare Troiano (già Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio)
– Francesco Del Vecchio
(Dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania)
– Virginio Ferrara (Preside IIS “L. De’ Medici” di Ottaviano)
– Tommaso Luongo (Delegato AIS – Napoli)
– Gabriele De Falco (Imprenditore vitivinicolo)
– Vincenzo Ambrosio (Imprenditore vitivinicolo)

La premiazione, aperta al grande pubblico, avverrà alla presenza di giornalisti, di autorità istituzionali e dei rappresentanti delle aziende sostenitrici del progetto.
Il premio sarà consegnato da una personalità di rilievo legato al territorio e alla storia stessa dell’Associazione.

A seguire, sarà servito un piatto tipico della tradizione vesuviana preparato dai maestri chef dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”.

Mostra fotografica
Nel corso delle tre giornate sarà possibile visitare, nelle stanze a piano terra del Palazzo, una mostra fotografica dedicata ai vitigni autoctoni dell’area vesuviana del vino Lacryma Christi del Vesuvio.
La mostra prevede, inoltre, di recuperare e dare risalto a immagini degli antichi mestieri della civiltà contadina, delle produzioni tipiche e delle tradizioni storiche e culturali dei paesi dell’area vesuviana che ricadono nell’area del Parco Vesuvio.
Finalità della mostra è proporre ai visitatori immagini che esaltino le origini di queste terre, attraverso la coltivazione dei vitigni del Vesuvio del Lacryma Christi e dei prodotti tipi provenienti dall’agricoltura e dall’artigianato.

Proposta eno-gastronomica
Sfondo e forte motivo di partecipazione per il più vasto pubblico e richiamo attrattivo della manifestazione, è la proposta eno-gastronomica curata, per la parte culinaria e ricettiva, dall’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici” e dall’Associazione Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici per quanto attiene alla selezione dei vini da degustare in abbinamento ai piatti preparati.
L’Istituto de’ Medici, infatti, preparerà tre diversi primi da servire nelle rispettive tre giornate dell’evento.

Per quanto riguarda il vino, l’Associazione stapperà le confezioni premium del vino DOC Lacryma Christi del Vesuvio appositamente preparate.

Strategia promozionale e divulgativa.
Per l’ottimale riuscita dell’evento si prevedono le seguenti azioni promozionali:
– Conferenza stampa ed invio di comunicati stampa alle principali testate locali e nazionali.
– Realizzazione di 30 manifesti formato 6 x 3 da affiggere in postazioni strategiche.
– Realizzazione di 100 banner formato 1.20/1.40 m da posizionare in postazioni strategiche.
– Realizzazione di 1.000 locandine da affiggere nelle sedi dei comuni che aderiscono all’iniziativa, nelle principali piazze e nei luoghi d’incontro.
– Realizzazione di 5.000 brochure di presentazione delle aziende e del iniziative in programma: mostre, convegni, proposte gastronomiche, degustazioni, etc.

Benefit
La visibilità degli Enti patrocinanti e delle Aziende Sponsorizzatrici sarà garantita attraverso l’apposizione del logo su tutto il materiale promozionale dell’iniziativa (brochures, opuscoli, volantini, locandine, manifesti, banner, ecc.), prevedendo, inoltre, la presenza e la partecipare di propri rappresentanti alla conferenza stampa di presentazione dell’Evento nonché ad ogni singola attività, tavole rotonde e conferenze, previste nel corso della manifestazione.

INFO
Addetta pubbliche relazioni e rapporti con la stampa:
Novella Talamo, Cell.: +39 347 4689312 Fax: +39 0828 630942
Email: comunica@lafabbricadeisapori.it

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IL LACRYMA CHRISTI
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Il Lacryma Christi
di Luciano Pignataro
Signore e signori benvenuti nel regno del Lacryma Christi.
Gli scavi di Pompei, quelli di Ercolano, e ancora Oplonti, le terme di Stabia, il Museo Ferroviario di Pietrarsa a Portici, lì dove terminava la prima linea italiana costruita dai Borbone per far star comodi i nobili quando si trasferivano in villa, quello del Corallo a Torre del Greco, due grandi santuari dedicati alla Madonna: l’autostrada Napoli-Salerno, ricavata tra la lava raffreddata dal mare dell’eruzione del 1631, è l’unica che porta al Paradiso. Le splendide ville, le masserie immerse nel verde con vista su Capri e Sorrento, gli scavi archeologici e il golfo di Napoli riescono a far dimenticare il caotico puzzle urbanistico più a rischio del mondo: qui in questo suolo fertile l’agricoltura di qualità rialza la testa e si propone all’interesse degli appassionati e dei gourmet.
Qui più che altrove si avverte l’esigenza di tutelare il territorio e la tradizione della più fertile e grande dispensa che per secoli ha sfamato la capitale del Regno con i prodotti facilmente coltivati sul suolo lavico ricco di minerali, naturalmente già ben drenato e baciato dal clima mediterraneo. Meraviglie e vantaggi del vulcano bicipide come appare dal mare: più in basso il monte Somma, cioè il cratere antico, a quota 1.279 invece il Vesuvio nato per distruggere le antiche città romane.
Da sempre l’aspetto più importante del lavoro nei campi della terra nera è costituito dalla viticoltura. Certo gli ortaggi, tra cui spiccano i friarielli (broccoli), i carciofi di Acerra o di Stabia, le albicocche dalle cento varietà (Pellecchiella, Boccuccia liscia, Boccuccia spinosa, Cafona, Carpone, Baracca, Vitillo, Monaco, Prete, Palummelle,…), celebrate nelle sagre estive, i pomodorini da serbo di piccole dimensioni, le ciliegie, gli agrumi, le noci, le olive, sono tutti prodotti inimitabili, veri cru della biodiversità, ricchi di sali e zuccheri, dal sapore marcato, tipico.
Sin dai tempi dei primi coloni Greci venuti dalla Tessaglia è l’uva la vera protagonista delle masserie e degli orti: la falanghina, la coda di volpe qui confusa con l’uva caprettone, la verdesca (per i bianchi), il piedirosso noto anche come Per’’e Palummo, ossia piede di colombo per via del graspo caratteristico, lo sciascinoso e naturalmente l’aglianico (per i rossi) sono i vitigni tipici più diffusi e conosciuti. E ancora la catalanesca, ottima uva bianca da tavola portata dagli spagnoli e ancora coltivata soprattutto alle falde del monte Somma adesso vinificata in purezza dopo le prove svolte all’Università di Portici. Dal mix delle varietà su elencate, dove alcune uve rendono morbida l’acidità di altre, nasce il Lacryma Christi, tra i vini italiani più conosciuti all’estero, doc Vesuvio riconosciuta ufficialmente nel 1983. Più precisamente nel rosso in genere si compensano il difficile aglianico e il beverino piedirosso mentre nel bianco è la falanghina a conferire freschezza al caprettone o alla coda di volpe, in genere usata nell’Irpinia per abbassare l’acidità quasi sempre eccessiva del fiano di Avellino e del greco di Tufo.
Parliamo anzitutto di leggende di cui bisogna dare conto: Lucifero rubò un pezzo di Paradiso e lo usò per costruire il golfo di Napoli. Addolorato per il furto e la perdita, Gesù Cristo avrebbe pianto a dirotto e dalle sue lacrime nacque l’uva per il vino Lacryma Christi. Un’altra versione narra invece di Cristo in visita ad un eremita redento che prima del commiato gli trasforma la sua bevanda poco potabile in vino eccellente. Versioni cristiane ereditate dalla mitologia pagana ben radicata sin dai primi insediamenti umani come dimostrano l’affresco di Bacco sul Vesuvio conservato nella Casa del Centenario a Pompei e le sue infinite presenze nei resti romani scampati all’eruzione del 79 dopo Cristo, la più famosa e terribile di cui si ha memoria umana.
Se la produttività del riso è alla base dello sviluppo demografico dei cinesi, la fertilità del suolo vulcanico di quasi tutta la Campania con l’eccezione del Cilento, ha consentito a Napoli, nel Settecento, di essere la città europea più popolosa dopo Parigi, e di sopravvivere sia pur sempre affamata: verdure, legumi, ancora verdure e solo più tardi la pasta. A lungo i napoletani sono stati soprannominati magnafoglie, e questa necessità è diventata quella virtù gastronomica che ancora oggi caratterizza la tradizione partenopea: le migliaia di ricette vegetariane, arricchite dalla carne del maiale dell’orto o, nei giorni di festa, dai capretti di Sant’Anastasia, erano innaffiate dai vini del Vesuvio, in genere squilibrati, spiccatamente acidi che compensavano le fritture della tradizione araba o piatti saporiti come la parmigiana di melanzane, il ragù, broccoli e peperoni saltati o ripieni, i legumi e i semi in generale il cui commercio è una delle attività principali alle falde del vulcano.
Ma il Lacryma ha una marcia in più: dal 1996 è stato infatti istituito l’Ente Parco del Vesuvio, l’area protetta più piccola d’Italia, appena 8.440 ettari. La Doc si incrocia con i perimetri del Parco perché la superficie del disciplinare è di 8.000 ettari circa, di cui 1.100 di vigneti di cui circa 400 iscritti a doc. L’intera area è divisa in due zone: quella che comprende l’alto colle oltre i 200 metri, caratterizzata da terreni in pendio e l’altra sul versante sud orientale del vulcano i cui terreni oltre ad essere di formazione più recente e quindi più fertili, sono anche meglio esposti. Il territorio, infatti, non è omogeneo: quello vesuviano è più arido e assolato, esposto a sud, caratterizzato dalla tipica vegetazione mediterranea con pinete e lecci in grande recupero mentre il versante sommano già annuncia l’Appennino con i castagni, le querce, gli ontani, gli aceri, ancora i lecci e addirittura qualche betulla. La vite, ovviamente, alligna in entrambi.
La doc interessa Boscotrecase, Trecase, San Sebastiano al Vesuvio e parte dei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano, Portici, Cercola, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, in pratica tutti i paesi costruiti alle falde del vulcano. Il disciplinare precisa che il bianco può essere fatto con coda di volpe o caprettone che dir si voglia, da sola o con verdeca a costituire almeno l’ottanta per cento, il resto può essere falanghina e greco. Quanto al rosso (ed al rosato) si usa il piedirosso da solo o con lo sciascinoso (qui chiamati rispettivamente palombina e olivella) con aggiunta di aglianico mai superiore al 20 per cento. Quando si raggiungono i 12 gradi allora i vini possono assumere la qualificazione Lacryma Christi che, a sua volta, prevede anche i tipi spumante e liquoroso. La Doc è affiancata dal 1996 dalla Igt Pompeiano, estesa a tutti i comuni della provincia di Napoli meno quelli dell’isola d’Ischia. Le sue specificazioni possono riguardare aglianico, coda di volpe, falanghina, piedirosso e sciascinoso realizzati con almeno l’85% del vitigno dichiarato.
Oggi la qualità dei vini del Vesuvio non teme confronti con gli altri territori potendo anzi giocare un asso in più, quello della mineralità che regala l’impronta di una tipicità inconfondibile, capace di sposare sia la cucina classica partenopea con il rosso, sia quella, più moderna, dell’alta ristorazione o della Costa con il rosato e con il bianco. Non mancano ottimi esempi di appassimento che aprono nuovi orizzonti. Un grande vino, dunque, figlio di uno dei territori più affascinanti e ricchi di storia del mondo.
(dal sito www.lucianopignataro.it)

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CANTINE PODERE DEL TIRONE
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Cantina del Tirone, dal 25 aprile al 28 settembre. Primavera dei vini in sei ristoranti.
Dal 25 aprile la manifestazione
“Primavera dei Vini”, indetta da Cantine Podere del Tirone con sei ristoranti del Golfo di Napoli, per rilanciare sul territorio campano e sul mercato europeo il Lacryma Christi doc del Vesuvio. Iniziativa che parte dal Comune di Trecase, piccolo borgo del parco nazionale del Vesuvio, con tappe in sei ristoranti da Sorrento a Napoli. Dove turisti, visitatori, curiosi e soprattutto amanti del buon cibo potranno assaggiare le ricette create da chef di fama nazionale appositamente per il vino doc del Vesuvio. La kermesse è stata presentata ieri sera al ristorante “La Vela Bianca” di Sorrento, dove per l’occasione è intervenuto anche Vincenzo Tione, presidente del consorzio di tutela del Lacryma Christi.
“Ci rendiamo conto che è una grande impresa – dice Sandro Acunzo, responsabile marketing di Cantine Podere del Tirone – ecco perché abbiamo selezionato con attenzione la squadra con cui lavorare. Ristoranti rinomati per una cucina di qualità, fedele alla tradizione e ai sapori della Campania. I fine settimana dureranno per l’intera estate e punteranno a coinvolgere giovani e anziani, curiosi e amanti del buon cibo e del buon vino. Il tutto perseguendo la mission della nostra azienda: Coltiviamo la passione per la qualità”.
Passione che vedrà entro l’estate la nascita di un nuovo consorzio della Lacryma Christi, finalizzato appunto alla promozione del territorio. “I Tre Casati”, che vedrà uniti produttori di vini unici e di nicchia, come appunto Cantine Podere del Tirone, promotore dell’iniziativa.
“Un consorzio – commenta Vincenzo Tione, presidente del Consorzio di tutela del vino doc del Vesuvio – che si abbina bene a quello già esistente. Quello di tutela è richiesto per legge ed è finalizzato soprattutto al rispetto della normativa vigente sulla doc. Auguri dunque a questa squadra di giovani, che stanno investendo grande entusiasmo per creare prodotti di nicchia attraverso i quali garantire lo sviluppo del territorio”.
Ma torniamo alla parte gustosa di questa squadra, con le ricette dei sei ristoranti selezionati per “Primavera dei Vini”.
Questi i ristoranti in campo:
A’ Taverna do Re (Napoli),
La Torre del Saracino (Vico Equense),
Palazzo Vialdo (Torre del Greco),
La Vela Bianca (Sorrento),
Il Borgo (Sorrento),
Villa Vittoria, locale per ricevimenti situato a Boscotrecase.
“Ogni fine settimana, dal 25 aprile al 28 settembre – spiega Gianni Lotti, responsabile del ristorante A’ Taverna do Re di Napoli – i nostri clienti troveranno nel menù piatti realizzati con prodotti tipici campani abbinati al Lacryma Christi doc. Ad esempio il primo piatto Vesuvio di linguine con cenere di melanzane, lava di pomodoro e lapilli di buccia essiccata di pomodoro del piennolo”.
E tra le ricette ecco due piatti per il “Mastro Vinaio”, il doc bianco di Cantine Podere del Tirone: un antipasto di seppie, sedano e noci di Sorrento, presentato ieri sera dallo chef Michele Russo, del ristorante La Vela Bianca, e la Crème chibouste con mele annurca e cannella creata dallo chef Vincenzo Cioffi, del ristorante Palazzo Vialdo di Torre del Greco.
“Noi abbiamo puntato molto sul Santolo, il Lacryma Christi rosso doc di Cantine Podere del Tirone – dice Giacomo Ciampa, responsabile del ristorante Il Borgo di Sorrento – il preferito di turisti americani e tedeschi. E abbiamo creato il filetto al Santolo, guarnito di verdure grigliate”.
L’appuntamento è dunque da venerdì 25 aprile al 28 settembre, ogni fine settimana per gustare le ricette da Lacryma Christi doc del Vesuvio.
23/04/2008
CANTINE PODERE DEL TIRONE PRODUCE:
Lacryma Christi doc, rosso e bianco, Vesuvio doc, Aglianico Campania igt, Taurasi docg
Per contatti:
Luisa Del Sorbo – 30NODI editoria e Comunicazione
3289145106 – tel/fax 0818631416
luisadelsorbo@libero.it – info@30nodi.com

(dal sito www.lucianopignataro.it)


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