La Campania è ricca di castelli, per lo più situati nelle zone interne, perché non farne dei luoghi ricettivi per il tempo libero, magari come si fa per l’agriturismo? Se lo sono chiesti gli addetti ai lavori, in un dibattito alla Borsa italiana del Turismo svoltasi a Milano, nello scorso mese di febbraio. L’idea è di quelle buone, che vanno colte a volo e senza pensarci nemmeno tanto su ma non basta solo la volontà, ci vogliono risorse e disponibilità. Senza le quali non si va da nessuna parte. Lo hanno fatto presente all’assessore al turismo della Regione Campania, Teresa Armato, i vari amministratori interessati. Con i fondi europei, 400 milioni di euro, infatti, c’è la possibilità di fronteggiare le richieste che dovrebbero riguardare i vari comparti dei trasporti, cultura, sapori, enogastronomia, eventi musicali e spettacoli per diversificare l’offerta che di solito viene dalle zone costiere. Comuni come Faicchio, Montella, Giffoni Sei Casali, San Gregorio Matese, Sessa Aurunca, Pietra Vairano, tra i primi a leggere e sostenere l’offerta dei castelli, hanno dalla loro anche l’enogastronomia. Armato è convinta che gli antichi castelli, in buona parte da ristrutturare, diventeranno dimore del gusto e sedi per grandi eventi e intorno cresceranno strutture con nuove formule di accoglienza. Per questo 31 milioni di euro saranno destinati sulla ricettività diffusa e sulle countrhry house. Si aspettano i nomi dei privilegiati. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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