Goletta Verderiscopre i soliti mostri di cemento lungo le coste campane: riusciranno le autorità preposte a fare qualcosa?
Anche quest’anno Goletta Verde ha proseguito a vele spiegate contro gli ecomostri su tutta la costa campana, assaltando simbolicamente i luoghi dell’abusivismo. Ed ecco cosa è riuscita a catalogare di irregolare nel suo giro per le località costiere. A Furore, ha messo nel mirino il «Furore Inn Resort», di Punta Sant’Elia, costruito con fondi pubblici senza autorizzazioni in un territorio classificato dall’Unesco «Patrimonio dell’umanità». A postano la Villa Zeffirelli: 1.400 metri quadrati di cemento mai autorizzati, una dimora da sogno a picco sul mare in piena costiera amalfitana, di fronte all’isola Li Galli. A Paestum sulla spiaggia della città dei templi, patrimonio dell’umanità dall’Unesco, tra aprile e maggio, a pochi metri dalla spiaggia, è sorta l’armatura di un nuovo residence. A Torre del Greco il gigante di cemento di Bassano realizzato più di trent’anni fa continua a fare (brutta) mostra di sé, oscurando la torre saracena. A Vico Equense gli scheletri dell’ecomostro di Alimuri, uno schiaffo all’immagine e al paesaggio naturalistico della penisola sorrentina, dal 1971 presidia maestoso una delle conche più belle del golfo di Napoli. A Castellabate l’Hotel Castelsandra nel Parco nazionale del Cilento, un vasto complesso alberghiero costruito su di una collina. Infine a Napoli l’ecomostro di Villa Tozzoli alla Gaiola, in uno dei posti più suggestivi e affascinanti della costa napoletana impreziosito dai resti della città di Velio Pollione. Insomma le solite case e assurdi abusivi fatte da personaggi più o meno noti, i soliti furbi che Goletta ha stanato. Ora, però, bisogna andare avanti, e vedere come si attiveranno i preposti su questi siti oggetto di aperta violazione alle leggi dello Stato


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