GIOVANI IMPRESA COLDIRETTI: PECORARO NUOVO LEADER GIOVANI AGRICOLTORI

Ventisei anni, di Pontecagnano (SA) Giuseppe Pecoraro è il nuovo leader dei giovani agricoltori campani.
Conduce un’azienda ad indirizzo cerealicolo e ortofrutticolo e di servizi con una fattoria didattica e una pensione per cavalli.
Il neo delegato regionale di Giovani Impresa Coldiretti della Campania, che succede nella carica a Vittorio Sangiorgio eletto delegato nazionale, è stato votato all’unanimità nel corso dell’assemblea campana degli under 30 della prima organizzazione d’Italia per numero d’imprese associate, a cui hanno partecipato, oltre a Sangiorgio, il presidente, Gennarino Masiello e il direttore, Vito Amendolara di Coldiretti Campania.
In linea con gli indirizzi organizzativi nazionali volti a sostenere la piena affermazione del valore economico, ambientale e sociale delle imprese agricole e dell’agricoltura, insieme alla migliore utilizzazione delle opportunità collegate, l’impegno di Giovani impresa Coldiretti Campania mira a rafforzare la rappresentanza ponendo al centro l’impegno per l’affermazione di un modello d’impresa vicino al territorio, identitario, di qualità, sicuro, innovativo con le opportunità che offre la multifunzionale valenza dell’attività agricola, attenta all’origine dei prodotti agricoli, nel rispetto dei consumatori – afferma il neo delegato Giuseppe Pecoraro.
Per crescere ci avvarremo degli strumenti e delle idee per fare impresa insieme ai valori della trasparenza, del rifiuto dello sfruttamento del lavoro, della sicurezza e della sostenibilità ambientale per un’agricoltura del futuro dinamica ed innovativa capace allo stesso tempo di coniugare gli interessi economici degli imprenditori e le aspettative della società civile – spiega Pecoraro.
Per questo sono già pronte, fra l’altro, ai nastri di partenza numerose iniziative formative promosse da Coldiretti nel quadro della programmazione prevista dall’Ossevatorio per l’Imprenditoria Giovanile in Agricoltura patrocinato dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
“Creeremo occasioni per relazionarci in maniera aperta con tutti i giovani per confrontarci con chi intende condividere la nostra idea di crescita e di sviluppo economico del Paese basato sulla realizzazione di una filiera agricola tutta italiana e nel creare le migliori condizioni per cogliere tutte le opportunità che l’agricoltura nella sua moltplice valenza ambientale e sociale,oltre che economica può offrire – ha spiegato il neo delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa – Vittorio Sangiorgio. Crediamo come giovani, che l’agricoltura campana come quella italiana abbia molto da poter esprimere con l’individuazione di reali soluzioni innovative che esaltino l’originalità e la distintività del Made in Italy.
I giovani sono la forza del futuro perché sono capaci di raccogliere la sfida del cambiamento e dibattendo sul territorio è possibile socializzare i cardini su cui fondare le nuove progettualità di rilancio dell’agricoltura e della crescita del territorio. La crisi attuale ha dimostrato il fallimento dell’economia virtuale fatto di giochi di borsa e speculazioni. E’ necessario ora ripartire da un’economia reale che vede l’agricoltura e l’agroalimentare come elementi di sicuro riferimento – ha ricordato il presidente di Coldiretti Campania, Gennarino Masiello.
I dati di un’indagine Coldiretti-Swg presentati all’Assemblea Giovani Impresa della Coldiretti sulla situazione congiunturale e sulle prospettive dell’imprenditoria giovanile in agricoltura evidenziano da parte delle giovani generazioni un sano realismo, ottimismo per il futuro e tanta convinzione nella scelta di innovare. Per sei giovani imprenditori agricoli su dieci migliorerà nei prossimi dodici mesi. Solo uno su dieci prevede un peggioramento. Sono fortemente motivati dalla scelta di fare dell’agricoltura la professione della loro vita. Uno su tre – informa la Coldiretti – ha dichiarato di farlo per passione al di là delle circostanze che lo hanno spinto a dedicarsi alle coltivazioni o allevamento (due su tre hanno ereditato l’azienda di famiglia). E per essere nelle migliori condizioni di riuscire hanno studiato per ottenere una laurea (31%) che risulta utile per gli adempimenti aziendali.
Interrogati sui principali problemi del settore agricolo, per i giovani agricoltori lo scarso peso nella filiera dove prevalgono industria e distribuzione commerciale è sicuramente l’aspetto preminente (49%), subito seguito, tuttavia, dalla burocrazia (41%) e, più alla distanza, dalla difficoltà di accesso al credito (10%). Per due giovani su tre, per crescere e svilupparsi le imprese agricole dovranno puntare soprattutto – rileva l’indagine Coldiretti-Swg – sulla trasformazione aziendale e sulla vendita diretta dei propri (67%) ma anche guardare ai servizi ricettivi e turistici (19%) e, solo al terzo posto, concentrarsi sulla produzione (14%). Una valutazione, quella giovanile, decisamente orientata verso l’accorciamento della filiera ed il rapporto diretto con i consumatori.
Gli investimenti – prosegue la Coldiretti – rivestono un ruolo di primo piano per i giovani imprenditori agricoli. Ben il 78% di essi ne ha realizzati nel 2009 contro il 36% del campione nazionale delle aziende agricole. Quanto il futuro gestionale dell’impresa agricola stia a cuore ai giovani viene messo bene in evidenza se si fa una previsione, nell’arco dei prossimi tre anni, riguardo all’attività. Solo il 9% degli intervistati – rileva la Coldiretti – prevede infatti un mantenimento dell’attività così com’è mentre ben il 35% intravede un’espansione con contratti d’affitto, il 31% punta direttamente sull’innovazione e il 14% auspica una espansione con acquisizioni.
L’indagine Coldiretti-Swg ha anche riscontrato una valutazione convintamente favorevole del progetto Coldiretti per “una filiera tutta agricola e tutta italiana” con una percentuale che, unendo i “molto significativo” (60%) agli “abbastanza significativo” (24%) fornisce un risultato decisamente rilevante.
In Italia sono quasi centomila i giovani under 35 che hanno scelto di porsi alla guida di aziende agricole che rappresentano la componente più dinamica dell’agricoltura italiana. Nonostante il trend negativo le imprese condotte da giovani hanno una tenuta nettamente superiore a quella della media del settore. Rispetto al passato si segnala l’ingresso di giovani provenienti da famiglie, attività e studi extragricole in percentuale maggiore rispetto al passato.
Secondo una indagine della Coldiretti le aziende agricole dei giovani under 35 possiedono, infatti, una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media ( 9,4 ettari rispetto alla media nazionale di 6,1), un fatturato più elevato del 75 per cento della media (18.720 Euro rispetto alla media nazionale di 10.680) e il 50 per cento di occupati per azienda in più; Inoltre – continua la Coldiretti – le giovani leve della campagna hanno una maggiore propensione al biologico (3,7 per cento delle aziende rispetto alla media nazionale di 2,1 per cento), ma incontrano qualche difficoltà nell’acquisto del capitale terra che solo nel 54 per cento dei casi è in proprietà rispetto al 74 per cento della media nazionale.
Nicola Rivieccio

da: [nicola.rivieccio@coldiretti.it]


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