Mostra a cura di Marco Minuz
Domenica 26 agosto è
la Giornata Mondiale del Cane
La mostra della Casa dei Carraresi dalla parte dei quadrupedi

Dal 22 settembre, Casa dei Carraresi a Treviso, diventerà luogo perfetto per approfondire la conoscenza del mondo dei cani. Quelli che il grande fotografo Elliot Erwitt ha immortalato nelle sue celebri immagini.
Marco Minuz, curatore della grande rassegna fotografica trevigiana e appassionato cinofilo, annuncia l’importante esposizione cogliendo la ricorrenza, domenica 26 agosto, della Giornata Mondiale del Cane.
“Una Giornata che credo sia particolarmente gradita da Erwitt – afferma Minuz – lui che con i cani ha avuto un legame intensissimo e che li ha resi protagonisti di immagini di grande ironia e forza. Dove il quadrupede è spesso ritratto accanto al bipede con cui fa coppia. Talmente simili, cane e padrone, da far dire al fotografo che i cani sono come gli umani, solo con più capelli, come dichiara il sottotitolo della mostra”.
Quelle che avremo l’opportunità di ammirare a Casa dei Carraresi, appunto. In una selezione di immagini che viene, con tali dimensioni, per la prima volta esposta in Italia, raggruppando oltre ottanta fotografie accompagnate da video, documenti e altro materiale dedicato al tema.
“proprio in questi giorni stiamo mettendo a punto – prosegue Minuz – una serie di incontri e lezioni pratiche insieme alle realtà più titolate come l’Associazione Cinofila Trevigiana, Il Circolo Cinofilo di Pordenone e l’ENPA di Treviso che della mostra saranno partner. Tutte iniziative che consentiranno di sviluppare una maggior consapevolezza nei proprietari (o futuri proprietari) di cani.
Vorremmo, infatti, che la mostra fosse per tutti i visitatori oltre che un momento di approfondimento culturale anche l’occasione di conoscere meglio il cane, le varie razze e tutte le loro esigenze.
Erwitt universalmente è annoverato tra i grandi maestri della fotografia mondiale di tutti i tempi. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato dal bianco e nero e dal carattere ironico, è sempre mosso da un unico grande dogma: l’osservazione acuta della realtà circostante.
da Studio Esseci


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