IL ROTARY CLUB DI SALERNO DONA 300 LIBRI AI DETENUTI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI FUORNI (SA)

Dall’Enciclopedia ai fumetti di Tex Willer

SALERNO – Una serata tra i detenuti per capire cosa significa vivere dietro le sbarre, faccia a faccia con chi, per qualche o per troppi istanti di folle impulsività, si è trovato a cambiare rotta e ad essere così costretto a rinunciare alla libertà, per una quotidianità scandita dalla noia e dalla disperazione di un futuro difficile.

Il Rotary Club di Salerno, presieduto da Giuseppe Blasi, alla presenza di Tommaso Contestabile, Provveditore Istituti Penitenziari Regione Campania, ha donato oltre trecento volumi agli ospiti della Casa Circondariale di Fuorni, affinché, grazie alla lettura, possano ricercare momenti di riflessione ed anche autocritica.

“Credo sia la prima volta – ha sottolineato il direttore Alfredo Stendardo – che un Club come il Rotary visiti la nostra struttura. L’iniziativa, di grande sensibilità, ha un valore molto profondo per queste persone, poiché hanno la possibilità di impegnare il proprio tempo e magari confrontarsi insieme sui romanzi letti. Sarebbe un modo per condividere un percorso costruttivo ed intenso”.

Dopo la consegna dei volumi, è seguito un ricco buffet.
In questa occasione, la delegazione rotariana si è intrattenuta con i detenuti, scoprendo così realtà a volte neanche troppo lontane dalle proprie.
C’è chi ha ritrovato un compagno di classe, chi un proprio compaesano, chi il padre di un proprio alunno.
Per una sera quei nomi hanno avuto anche un volto, si sono riappropriati della dignità di essere considerati parte di una società civile, scrollandosi di dosso solo l’essere un titolo di giornale o l’oggetto di un articolo di cronaca nera.

In occasione di questa visita, dopo il saluti dei rotariani Giuseppe Blasi ed Enrico Coscione, il direttore Stendardo ha rimarcato l’attenzione sul problema del sovraffollamento in questi istituti di pena che, tra l’altro, “non sono più idonei alle attuali esigenze, visto che, la maggior parte di essi, o sono strutture del Trecento o sono edifici costruiti nell’Ottocento. A questo – prosegue – si deve aggiungere che, nel nostro, come in altre case circondariali, assistiamo ad un sovraffollamento eccessivo. Per venti ore al giorno i detenuti sono costretti a stare in una piccola stanza in otto, nove di loro. Manifestazioni come questa del Rotary, almeno in parte, servono a dare un filo di speranza a questi detenuti, molti dei quali giovanissimi”.

INFO
Ufficio Stampa
Francesca Blasi – 334 30 86 919
da: [bla.fra@katamail.com]


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