FUNGHI
Intossicazione e avvelenamento
da Funghi
Gli avvelenamenti da funghi possono essere divisi in due grandi categorie: intossicazione a lunga incubazione ed intossicazioni a breve incubazione.
Ciò che caratterizza le intossicazioni a lunga incubazione è la comparsa dei sintomi dopo otto-dieci ore dall’ingestione del fungo: cioè non dipende da un fatto digestivo ma dall’azione di alcuni veleni che giungendo alle cellule agiscono in senso negativo sui processi vitali.
Le intossicazioni a lunga incubazione possono essere suddivise in quattro gruppi, legati ai funghi responsabili:
1. Sindrome falloidea: l’intossicazione è conseguente all’ingestione di uno dei funghi della triade mortale: amanita phalloides, amanita verna, amanita virosa. I veleni responsabili dell’intossicazione sono le amanitine e le falloidine; queste sostanze agiscono bloccando la sintesi delle proteine all’interno delle cellule e da ciò deriva l’impossibilità della cellula di svolgere le sue funzioni. Il danno cellulare man mano diventa più imponente e dopo 6-48 ore dall’ingestione del fungo compaiono i primi disturbi. Inizialmente a carico dell’apparato gastrointestinale si hanno vomito irrefrenabile, dolori addominali violenti e diarrea. Compaiono poi crampi addominali violenti accompagnati da abbondanti sudorazioni. A breve distanza compare ittero come primo indice di danno epatico che si evidenzia anche alla palpazione dolorosa del fegato e dall’aumento delle transaminasi. Anche la funzionalità renale risulta alterata. Caratteristica di questa sindrome è l’alternarsi di fasi di esasperazione della sintomatologia a fasi di abbattimento. La morte è tanto più probabile quanto è maggiore la dose di fungo ingerita e minore è l’età della persona infortunata.
2. Sindrome parafalloidea: a seguito dell’ingestione di Lepiota helveola dopo un periodo di incubazione di cinque-quindici giorni compaiono i primi sintomi che sono caratterizzati da intensi disturbi gastrointestinali, crampi muscolari e sudorazioni. Anche fegato e reni sono compromessi. L’esito è in genere favorevole e i decessi sono rari.
3. Sindrome orellanica: è provocata dall’ingestione di Cortinarius orellanus è ciò che la caratterizza è la comparsa dopo 3-14 giorni di sete ardente, senso di secchezza e bruciore delle labbra, disturbi gastro-intestinali. Gravemente compromessi sono fegato, reni, milza e organi della riproduzione.
4. Sindrome giromitrica: l’ingestione di funghi della specie Gyromitra in due pasti poco distanziati nel tempo o l’assunzione da parte di bambini o persone non in perfette condizioni fisiche può causare intossicazioni. Inoltre l’intossicazione è molto più grave quanto più è grande la quantità di prodotto ingerito in rapporto al peso del consumatore. L’avvelenamento si manifesta con vomito e talvolta diarrea con lesioni epatiche e renali. Possibile il decesso del paziente specie se l’intossicazione si evidenzia in modo tardivo.
Nelle intossicazioni a breve incubazione si distingue:
1. Sindrome sudorifera: è provocata dall’ingestione di Clitocybe conteneti muscarina, una sostanza ad azione tossica che, dopo 1-4 ore dall’ingestione provoca vomito, diarrea, secrezioni nasali e sudorali, lacrimazione, abbondante salivazione. L’esito è generalmente benigno.
2. Sindrome panterinana e muscarinana: l’intossicazione conseguente all’ingestione di Amanita pantherina e Amanita muscaria è caratterizzata da vertigini, incapacità di far movimenti, delirio e sonnolenza.
3. Sindrome gastrointestinale: di norma a decorso benigno, la rapida insorgenza dei sintomi (1-6 ore) permette un’immediata terapia. I sintomi sono costituiti da dolori gastrici e addominali, nausea, vomito, diarrea. Diversi sono i tipi di funghi che possono causare tale sindrome.
4. Sindrome coprinica: quando durante o subito dopo l’ingestione di Coprinus atrasmentarius si fa uso di bevande alcoliche immediatamente compaiono: cianosi del viso, polso frequente, stato di prostrazione, ronzio d’orecchie. La sintomatologia può durare anche solo pochi minuti ma bisogna sospendere il consumo di bevande alcoliche per almeno cinque giorni dall’ingestione.

A MEDICINA ECOLOGICA
Associazione Medicina Ecologica Italiana
www.medicinaecologica.it

da: dr.Matonti Catello -medicina ecologica [matonti6@hotmail.com]

Categorie: Il Contadino

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