“Micosat F” i microrganismi a servizio dell’ambiente: decontaminano i terreni e prevengono i tumori.

Migliora la qualità dei terreni e dei prodotti coltivati, eliminando residui tossici come la diossina, aumentando la presenza di antiossidanti il tutto abbattendo fortemente i costi di produzione e bonifica. E’ Micosat F un “consorzio” di microrganismi, batteri e funghi a servizio dell’ambiente. L’esperimento a Napoli coordinato da Luciano Mayol, ordinario di Metodi Fisici in Chimica organica alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II, per verificare la qualità della bonifica mediante l’utilizzo di questo fertilizzante. Scelta Bagnoli, zona della città colpita da un elevato inquinamento dei terreni per il test del Micosat. Nell’area del vecchio campo americano sono state impiantate venti palme trattate con questo prodotto, i risultati: miglioramento della fertilità del suolo e decontaminazione del terreno.
Un “consorzio” di microrganismi, batteri e funghi, che dopo essere stato brevettato a livello internazionale e iscritto nel registro dei fertilizzati, come concime biologico unico in tutta Europa, il Micosat F viene prodotto dal Centro colture sperimentali (Ccs) di Aosta. E’ stato messo a punto dal ricercatore Giusto Giovanetti, che da anni è impegnato nella valorizzazione dei prodotti naturali per sviluppare le produzioni agro e ortofrutticole.
“Il consorzio microbiologico – spiega Mayol – è una sintesi che in natura esiste da sempre. Utilizza organismi della rizosfera, cioè che vivono in simbiosi con le radici, per produrre un miglioramento sia nei contenuti chimici degli alimenti, quindi un più basso contenuto di nitrati e nitriti, nel terreno, agendo come filtro ed eliminando gran parte degli inquinanti del suolo”.
L’esperimento a Napoli, in collaborazione con Giancarlo Moschetti docente di microbiologia alla Facoltà di Agraria, per verificare la qualità della bonifica possibile utilizzando il Micosat F, è stato effettuato a Bagnoli, zona della città colpita da un elevato inquinamento dei terreni causato dall’attività industriale. Nell’area del vecchio campo americano sono state impiantate venti palme trattate con il fertilizzante, verificando che riescono a migliorare la biodiversità e la fertilità del suolo decontaminando il terreno.
Una decontaminazione ad opera di piante, un modo ecocompatibile per ripulire i suoli dall’inquinamento, industriale.
“Per la bonifica meccanica – ha evidenziato Giovanni Capasso, ingegnere di Bagnoli Futura – che è quella autorizzata dal ministero dell’Ambiente, bisogna abbattere tutto il soprasuolo. Con questo prodotto possiamo spostare le piante che andrebbero uccise e trapiantarle in un sito definitivo. Le venti palme, sono state spostate nell’area sotto il costone di Posillipo, dove rimarranno”.
Ma le qualità del Micosat F si manifestano anche sulla salubrità degli alimenti. Il consorzio, aiutando le piante a vivere meglio, aumenta il contenuto di antiossidanti nei cibi si tratta di un vero e proprio processo biotecnologico naturale. Aumenta la capacità delle piante di assorbire i sali minerali dal terreno. Rende più efficienti le concimazioni effettuate nel rispetto del regolamento dell’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale, permettendo di ottenere le stesse produzioni dell’agricoltura tradizionale. I microrganismi utili di Micosat F creano una filiera assimilativa capace di estrarre i nutrienti naturalmente presenti nel suolo spesso in forme non disponibili per i vegetali, per poi fornirli alla pianta soddisfacendone i bisogni nutrizionali.
Serve, ad aumentare la gradazione alcolica e zuccherina delle viti e a migliorare la qualità organolettica dei pomodori, capace di smaltire anche la diossina.
”I risvolti della scoperta per la salubrità dei prodotti e per la salute sono notevoli – spiega il Giusto Giovannetti – perché il consorzio microbico svolge infatti un importante ruolo di filtro biologico delle sostanze potenzialmente cancerogene provenienti dalla polluzione, sostanze in grado di attraversare senza ostacoli la filiera produttiva agricola e giungere alla nostra tavola senza trovare alcun ostacolo “.Micosat F rappresenta, quindi, una nuova frontiera della biologia che permette di guardare ad orizzonti come il controllo della salubrità della filiera alimentare.
“Da un pò di anni – dice Lucio Longo ricercatore del Cnr di Pisa – facciamo esperimenti in laboratorio sul Micosat F. Abbiamo indagato la presenza di alcuni enzimi capaci di biotrasformare le sostanze chimiche: gli inquinanti presenti nel terreno vengono metabolizzati e trasformati in modo da impedire il loro passaggio nella catena alimentare”.
Un prodotto “rivoluzionario”, secondo Vito Amendolara. “Dapprima – dice il vice presidente della camera di Commercio – si era un pò scettici, ma poi i risultati sono stati strabilianti. Per il nostro territorio, per la provincia di Napoli e per la Regione Campania, avere un prodotto che ci dia anche garanzie per quanto riguarda l’utilizzo al meglio della risorsa suolo è un fatto di grande rilevanza”.
Nando Cirella

MA I FUNGHI SI MANGIANO ANCHE…NOTA AGGIUNTIVA
Nona edizione della Sagra dei funghi-Virno – Cerreto S. – L’amministrazione comunale di Cerreto Sannita ha riproposto dal 25 al 28 maggio scorso la IX edizione della Sagra del Virno, il principe dei funghi primaverili del Parco del Matese. Anche per questa edizione è stata allestita una Mostra mercato con i genuini prodotti tipici della zona che sono stati gustati presso gli stand gastronomici che hanno funzionato nel corso delle tre serate. Molti i visitatori che hanno approfittato delle visite guidate alle chiese ed ai musei di Cerreto che custodiscono apprezzabili testimonianze artistiche incastonate in scenografiche strutture architettoniche, senza dimenticare che camminare per questa cittadina significa innanzitutto godersi con calma la sua innovativa urbanistica. La musica etnica e popolare di qualità ha allietato le tre serate dei numerosi visitatori provenienti da ogni parte della Campania.


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