Il settore primario in forte considerazione alla “campionaria” alto-irpina perché sempre trainante per il sistema produttivo italiano e meridionale

Calitri, “vetrina” agricola di lusso
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CALITRI – Il settore primario resta importante per il complessivo sistema economico-produttivo del Sud. E’ pertanto abbastanza logico che la Fiera interregionale in svolgimento a Calitri (28 agosto-5 settembre), gli riservi spazi espositivi di rilievo. Non a caso l’obiettivo più interessante e immediato è quello di rendersi “supporto” ben finalizzato ai momenti salienti della valorizzazione e della commercializzazione dei prodotti di settore, molti dei quali – come nel caso specifico di vini e formaggi – sono in possesso già della denominazione d’origine protetta.

A “Calitri Fiera” 2004, tra l’altro, si presentano le novità più interessanti nel campo della meccanica agricola, dei sistemi di irrigazione, dei materiali e delle attrezzature per la lavorazione della terra, degli impianti e dei sistemi, molti dei quali di assoluta innovazione sul piano tecnologico, per la trasformazione e la conservazione dei prodotti agro-alimentari e eno-gastronomici.

Una scelta precisa, in quanto si tratta di settori diffusi e di qualità all’interno dell’apparato produttivo in tutte le regioni del Sud e in particolare in molte province di Campania, Puglia e Basilicata che, com’è noto, continuano ad essere le aree di maggiore riferimento per la “kermesse” interregionale organizzata dall’Eapsaim, ente autonomo per la promozione e lo sviluppo delle zone interne del Sud.

Partendo dal convincimento secondo cui l’agricoltura, quella realizzata ormai con sistemi innovativi, possa e debba continuare a svolgere un ruolo produttivo di primo piano in tutto il Sud, la stessa Fiera campana è come sempre in grado di offrire alle migliaia di visitatori, e agli espositori di settore un “quadro” articolato e qualificato di proposte del tutto moderne e capaci di garantire nel contempo la possibilità di approfondire l’analisi dei problemi riguardanti due questioni a ragioni ritenute “strategiche” sul versante dei processi di sviluppo agricolo meridionale e soprattutto nelle sue aree più interne, quelle a più ridotta capacità economica: la produzione da far “crescere” in termini di qualità e quantità, e il marketing da potenziare attraverso una maggiore managerialità.

“Nel corso della nostra manifestazione fieristica – dice il rag. Luigi Salvante, il coordinatore dello staff organizzativo e vice presidente dell’Eapsaim – è nostra cura riservare al settore agricoltura tutte le attenzioni possibili. E questo perché rappresenta il punto forte del sistema economico. Al Sud è sempre più diffusa e condivisibile la propensione degli addetti a dare impulso alla valorizzazione e ottimizzazione delle risorse endogene, partendo in primo luogo da quelle legate all’enologia e alla gastronomia”.

“Così si sviluppa pure il comparto turistico – conclude Salvante -. In tal senso, si nota con piacere che siano proprio Campania e Basilicata a credere di più in questo discorso. In questa direzione, inoltre, si va avanti con decisione anche e soprattutto in Alta Irpinia che ha avviato iniziative di grande interesse nel settore agro-alimentare. Una logica propensione a creare nuova produttività e occupazione sulla strada della complessiva ripresa socio-economica”.


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