Fiera di Calitri, (Av) 28/8-5/9: nuovi “itinerari turistici” per l’Alta Irpinia
Con un progetto dell’omonima Comunità montana, cofinanziato dall’Ue, si valorizza il ricco patrimonio storico, artistico e monumentale dell’area. La loro validità osservabile anche nella 23^ edizione di Calitri Fiera, dove lo stesso Ente montano ha allestito un attrezzato e frequentato stand
CALITRI – Il vasto territorio dell’Alta Irpinia, e soprattutto quello che ricade nella sfera di competenza giurisdizionale dell’omonima Comunità montana, ha tutte le carte in regola per svilupparsi sul piano delle attività turistiche. Il ricco patrimonio storico, artistico e monumentale che la stessa area si ritrova a piene mani è tale da consentire la concreta realizzazione di una “politica” di promozione dei diversi centri della zona che, con una più incisiva e diffusa organizzazione turistica, soprattutto sul piano della dotazione di strutture e di infrastrutture, possono trovare straordinarie opportunità di incentivazione in tema produttivo e occupazionale. Elementi, quest’ultimi, che non sono affatto sfuggiti agli amministratori e alla giunta della Comunità montana dell’Alta Irpinia che, attraverso il competente lavoro dell’Ufficio di pianificazione socio-economica, diretto dall’arch. Rocco Perna, hanno definito un interessante “quadro” di interventi mirati alla piena valorizzazione del settore “turismo”, con lo scopo precipuo di convogliare in zona, con il sistema dell’itinerarietà, più consistenti flussi di vacanzieri italiani e stranieri. Tutto, in particolare, è compreso in un progetto di sviluppo denominato “Alta Irpinia, Altra Irpinia”, cofinanziato dall’Unione europea con i fondi Feoga e Por della Campania, quelli del 2000-2006.
Per sostanziare il discorso di promozione e sviluppo nel settore dell’industria del forestiero, sono state prioritariamente individuate tre “vie” di grande suggestione in tema di validità storica, artistica e monumentale: quelle della fede, della natura e dei castelli. E che ciò abbia tutte le prerogative per funzionare nel migliore dei modi è direttamente testimoniato dai consensi che lo stesso progetto sta riscuotendo non solo a livello politico-amministrativo e istituzionale, ma anche nell’ambito della pubblica opinione. Anche di quella che è possibile incontrare, in gran numero, proprio in questi giorni negli stand (la Comunità montana “Alta Irpinia”) della Fiera Interregionale in svolgimento a Calitri. “La nostra è terra ospitale e laboriosa dove il carattere fiero degli abitanti – dice con comprensibile orgoglio il dott. Gaetano Sicuranza, presidente dell’ente montano alto-irpino e dell’Eapsaim che promuove Calitri Fiera – ha permesso di conservare tanti usi e tante tradizioni che spaziano in un ricco corredo etnografico, arricchito da magnifici prodotti della gastronomia tipica del territorio”. E non solo. “Di tutto ciò – aggiunge il dott. Sicuranza – la nostra Comunità montana si fa custode, avvertendo come un dovere la promozione e la valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale, oltre che quello di cultura, lingua e tradizioni, di usi e consuetudini locali, confidando che ciò che è stato tramandato possa essere volano per nuove risorse economiche, in grado di favorire altre opportunità imprenditoriali e occupazionali”. I Comuni interessati all’attuazione del progetto sono 15, più altri dello stesso territorio. Si tratta di Andretta (Chiesa dell’Annunziata, Santuario della Stella Mattutina, Chiesa Madre, Belvedere monte Aiola, Fontana Pisciolo, Fontana Cupone Grande e Fontana Pietà), Aquilonia (Parco Archeologico Carbonara, Chiesa di S. Vito, Chiesa dell’Immacolata, Fontana monumentale, Museo etnografico, Bosco di Pietrapalomba e Chiesa rupestre della Maddalena), Bisaccia (Castello Ducale, Cattedrale, Chiesa di S. Antonio-Convento, Chiesa del Carmine, Bosco Cuccari, Masserie di Sabato, Palazzo Capaldo, Palazzo Cappa e Chiesa del S. Cuore), Cairano (Chiesa di San Leone, Ruderi del Castello, Area archeologica, Chiesa dell’Immacolata, Borgo antico e Chiesa Madre con il Campanile), Conza della Campania (Parco archeologico di Compsa Antica, Oasi naturalistica, Cattedrale dell’Assunta e Foro Romano), Guardia dei Lombardi (Abbazia di San Guglielmo al Goleto, Castello degli Imperiale, Cattedrale, Chiesa di S. Marco, Centro storico e Casale Martinelli). E ancora, Teora (Fontana del Monte, Chiesa di S. Nicola, Mulino Corona, Fontana-lavatoio del Piano e Pietra dei matrimoni civili), Torella dei Lombardi (Castello Candriano, Sorgenti fiume Ofanto, Fontana monumentale, Chiesa Madre S. Maria del Popolo, Torre normanna e Bosco di Girifalco), Villamaina (Terme di San Teodoro, Chiesa Madre, Antica Taverna e Fonte Formulano). A tutti questi interventi, infine, vanno aggiunti anche quelli programmati per i boschi di Guardia dei Lombardi e di Castiglione, per i laghi di San Pietro Aquilaverde e di Conza della Campania, per la Querceta dell’Incoronata e per l’Alta Valle del fiume Ofanto. Nel complesso, novanta interventi già finanziati. Tantissimi per davvero, visto che ne erano stati inizialmente proposti cento.


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