Incendi in tutta Italia già al primo caldo, con fiamme nelle pinete e giornate affannose sul fronte degli incendi in diverse regioni. I mezzi aerei della Protezione civile sono intervenuti in Sardegna, in Calabria e Toscana, dove sono stati impegnati vigili del fuoco e volontari. In Campania, c’è chi ha preparato un piano antincendi in vista del solito attacco dei piromani. La Comunità Montana Alta Irpinia, di cui è presidente Giuseppe Solimene, infatti, già da un anno sta adoperando un Sistema di rilevazione di fumi a raggi infrarossi e comunicazione dei dati via etere grazie all’uso di alcune parabole: è il nuovo sistema di prevenzione e raccordo degli interventi di spegnimento degli incendi boschivi. Le quattro le centraline di rilevamento a raggi infrarossi installate dalla Comunità Montana, sono state collocate zone strategiche e riescono a coprire una zona molto ampia del patrimonio boschivo con lo scopo di rilevare i principi di incendi. I dati ricavati vengono trasferiti via etere, grazie alle parabole, appunto, alle sale operative della guardia forestale e dei vigili del fuoco in maniera tale da indirizzare con tempestività l’intervento sul primo fronte dell’incendio. L’altra novità della lotta agli incendi è rappresentata dalle squadre della Sma: una società per azioni che ha come dipendenti i lavoratori socialmente utili, stabilizzati dalla Regione Campania attraverso il finanziamento di progetti di manutenzione boschiva, prevenzione e spegnimento incendi. In Irpinia sono 45 gli uomini dislocati sul territorio dalla Sma. Dipendono da tre sedi; due principali, una a Sperone e l’altra a Conza della Campania ed una periferica e dipendenti a Rotondi. Sul versante delle operazioni di spegnimento, il personale viene adoperato a seconda delle esigenze e delle richieste che vengono dalle due sale operative provinciali. Per quanto riguarda invece gli altri compiti, è la stessa società per azioni a stipulare convenzioni con gli enti locali. Sono 207 gli incendi boschivi censiti nell’arco del 2003 in provincia di Avellino, sulla base delle segnalazioni giunte. Il servizio, che nel 2003 ha dato buoni risultati, dal 1°luglio è ripreso l’esperimento operativo che, come s’è detto, è ulteriormente migliorato. A tal proposito il vice questore Angelo Marciano, responsabile del servizio antincendio del Corpo Forestale dello Stato di Avellino, in una intervista ha detto che: ”Centinaia di ettari di macchia mediterranea e di aree protette, ad alto valore paesaggistico e naturalistico, vanno in fumo ogni anno. Quasi 450, gli ettari distrutti da incendi nel 2003: un dato inferiore alla media degli ultimi anni, ma pur sempre preoccupante.Tra le principali cause degli incendi boschivi, la maggior parte sono di natura dolosa. E questa volta possiamo affermarlo con dati alla mano e riscontri oggettivi. Rappresentano il 65% del numero complessivo di incendi. Il dato viene fuori da uno studio sulle cause che abbiamo condotto come Corpo Forestale dello Stato passando in rassegna, uno ad uno, tutti i rapporti sugli incendi boschivi censiti nel 2001. L’altro 35% è rappresentato da incendi colposi: vale a dire incauti atteggiamenti di contadini o anche semplici cittadini. Come si può capire, dunque, la mano dell’uomo è il fattore predominante. Praticamente inesistenti i fenomeni di combustione così come sono rari i casi, ne abbiamo contati uno, al massimo due, di cause dovute a calamità naturali, come ad esempio fulmini che si abbattono su alberi. Ai cittadini diciamo di fare attenzione quando si è in montagna ma anche di segnalare con tempestività al 1515 gli incendi boschivi. Agli enti locali, in particolare i comuni, rivolgiamo l’appello affinché predispongano, come prevede la legge in materia, il catasto delle aree boschive percorse da incendi. Molti comuni lo hanno già fatto: speriamo che tutti gli altri lo facciamo molto presto». L’appello è lanciato, speriamo che faccia meno caldo.


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