1° CONCORSO ENOLOGICO “I VINI ROSSI DEL SUD”.
Nella sede ERSAC di Parco Maria Cristina di Savoia, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione del 1° Concorso Enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” che si svolgerà a Villa Campolieto a Ercolano dal 5 al 7 dicembre e ammette alla partecipazione i vini Rossi DOCG, DOC e ad indicazione geografica tipica (IGT) ottenuti con almeno l’85% di uve autoctone e prodotti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, da viticoltori, vinificatori in proprio, cantine sociali e aziende commerciali e industriali aventi sede in una delle regioni sopra indicate.
La partecipazione è gratuita ma non sono ammessi i vini presentati da produttori singoli o associati che abbiano avuto a loro carico, con sentenza passata in giudicato, procedimenti giudiziari dovuti a frodi e/o sofisticazioni.
I vini partecipanti alla selezione sono suddivisi nelle seguenti categorie:
vini Rossi D.O.C. prodotti nelle ultime due vendemmie (2004 – 2003)
Vini Rossi D.O.C.G. e DOC dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) delle ultime due vendemmie (2004 – 2003);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Ai fini della classificazione e della verifica delle denominazioni di cui sopra saranno adottate le denominazioni previste dall’Unione Europea e, in mancanza di queste, le definizioni vigenti stabilite dalla legislazione italiana.
Non sono ammessi al Concorso tutti quei prodotti non ascrivibili ad una delle categoria sopra indicate.
I campioni devono riferirsi a partite di vino imbottigliato la cui consistenza, all’atto del prelievo, sia di almeno:
15 hl per aziende agricole (produttori singoli);
30 hl per i produttori associati e le aziende commerciali e industriali.
Il direttore generale dell’ERSAC Raffaele Beato e il Commissario Straordinario Gennaro Limone hanno risposto alle domande dei giornalisti, spiegando le motivazioni del Concorso che vuol essere un’occasione per dare visibilità alla migliore produzione enologica dei vini rossi da uve autoctone del Sud – e in particolare della Campania che assume un ruolo guida – e premiare lo sforzo delle aziende vinicole per migliorare costantemente il loro prodotto; i premi attribuiti saranno il diploma di “Gran Rosso del Sud” per i vini che raggiungono il punteggio di 80 centesimi secondo il metodo di valutazione “Union Internazionale des Oenologues”, il “DiVino Sud” al miglior vino in assoluto a prescindere dalla categoria di presentazione, il “Vinum Rubrum -Nunc est bibendum”al vino di ogni regione che consegue il punteggio più alto, il premio speciale Enos all’azienda di ogni regione che ottenga il massimo punteggio nei tre vini presentati.
INTERVISTA AI DIRIGENTI ERSAC
E’ i nastri di partenza il 1° Concorso Enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” che si svolge a Villa Campolieto a Ercolano dal 5 al 7 dicembre: organizzato dall’E.R.S.A.C. (Ente Regionale per lo sviluppo dell’Agroalimentare Campania), il Concorso mira a dare maggiore visibilità alle aziende vinicole del Sud, mettendo in luce l’impegno e lo slancio produttivo degli imprenditori del settore. Con la Regione Campania – leader dell’iniziativa- partecipano alle selezioni 104 aziende vinicole selezionate in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna: intervistati dai media, il Direttore Generale dell’ERSAC Raffaele Beato e il Commissario Straordinario Gennaro Limone hanno illustrato le motivazioni dell’interessante iniziativa.
“Per la partecipazione al 1° Concorso Enologico sono stati prescelti i vigneti rossi autoctoni del Sud, giacchè riteniamo che i vini del Sud siano i padri dei vini nazionali, discendenti dai vitigni piantati anticamente da greci, latini e fenici: i vini rossi autoctoni, poi, assumono un’importanza particolare perché provengono da vigne presenti sul nostro territorio e irripetibili altrove, quantunque trapiantate” – ha affermato Beato che ha anche sottolineato le caratteristiche dei terreni del Sud che contengono sostanze come fosforo e potassio che contribuiscono a dare vigore alle viti e sapore alle uve.
A sua volta, il Commissario Limone ha evidenziato il rigore del Concorso in cui è garantita l’anonimizzazione delle case vinicole, attraverso la “vestizione” delle bottiglie, per coprire le etichette e consentire ai doppi turni delle due Commissioni di valutazione (composte da 40 membri scelti tra enologi, sommelier, giornalisti enogastronomici ed esperti del settore) di svolgere un esame assolutamente scevro da influenze esterne.
Il Direttore Generale Beato ha poi precisato che – relativamente alla produzione vinicola del territorio campano – su 2000 ettolitri di vino prodotto, circa il 60% è costituito da vino rosso e che fra i 208 campioni ammessi alle selezioni si annoverano molti gloriosi vitigni del Mezzogiorno da cui si ricavano vini forse poco noti al grande pubblico ma ben conosciuti dagli esperti: tra le varietà tipiche delle regioni in gara, l’Aglianico, il Piedirosso, il Taurasi, il Gaglioppo calabrese, il Greco Nero, il Canino di Puglia, il Primitivo con uve di Troia, il Rosso di Manduria, la Malvasia nera di Brindisi e Lecce, il Bombino Nero di Castel del Monte, il Susumaniello di Puglia (antenato del Sommerello del Beneventano), il Rosso di Cerignola, la Malvasia di Basilicata, le Terre dell’Alta Val d’Agri, il Cannonau sardo, il Carignano della zona di Sulsic, il Bovale di Cagliari, il Farnasco, il Monica di Sardegna, il Cagnulari di Sassari e Alghero, il Nero d’Avola siciliano, il Nerello Mascalese, l’Etna Rosso, il Nerello Cappuccio del Messinese, il Rosso d’Alcamo, il Perricone d’Agrigento, Trapani e Palermo.
I° CONCORSO ENOLOGICO:I VINI ROSSI DA UVE AUTOCTONE DEL SUD
REGOLAMENTO ENTE ORGANIZZATORE: ERSAC – ENTE REGIONALE DI SVILUPPO AGRICOLO IN CAMPANIA –
ART.1 – l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania, con la collaborazione dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, indice ed organizza il concorso enologico:”I Vini rossi da uve Autoctone del Sud”. Il Comitato organizzatore responsabile del Concorso è composto da:
Legale rappresentante dell’ERSAC;
n. 1 rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali;
n. 1 rappresentante dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani
il Direttore Generale dell’ERSAC
un Dirigente ERSAC
n. 1 funzionario nominato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.
ART. 2 – SCOPI. Il Concorso si propone di evidenziare la migliore produzione enologica dei vini rossi da uve autoctone del Sud ed in particolare della Campania, anche attraverso il confronto tra le diverse tipologie prodotte nelle regioni meridionali, nonché di premiare e di stimolare lo sforzo delle aziende vinicole al continuo miglioramento del prodotto. Gli esiti saranno tenuti nella debita considerazione ai fini delle azioni di valorizzazione dell’Ente per il comparto.
ART. 3 – AMMISSIONE AL CONCORSO. Sono ammessi al Concorso i vini Rossi DOCG, DOC e ad indicazione geografica tipica (IGT) ottenuti con almeno l’85% di uve autoctone e prodotti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, da viticoltori, vinificatori in proprio, cantine sociali e aziende commerciali e industriali aventi sede in una delle regioni sopra indicate.
La partecipazione è gratuita.
Non sono ammessi i vini presentati da produttori singoli o associati che abbiano avuto a loro carico, con sentenza passata in giudicato, procedimenti giudiziari dovuti a frodi e/o sofisticazioni.
ART. 4 – CATEGORIE. I vini partecipanti alla selezione sono suddivisi nelle seguenti categorie:
vini Rossi D.O.C. prodotti nelle ultime due vendemmie (2004 – 2003)
Vini Rossi D.O.C.G. e DOC dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) delle ultime due vendemmie (2004 – 2003);
Vini Rossi ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) dal terzo anno della vendemmia (2002 e precedenti);
Ai fini della classificazione e della verifica delle denominazioni di cui sopra saranno adottate le denominazioni previste dall’Unione Europea e, in mancanza di queste, le definizioni vigenti stabilite dalla legislazione italiana.
Non sono ammessi al Concorso tutti quei prodotti non ascrivibili ad una delle categoria sopra indicate.
ART. 5 – QUANTITA’. I campioni devono riferirsi a partite di vino imbottigliato la cui consistenza, all’atto del prelievo, sia di almeno:
15 hl per aziende agricole (produttori singoli);
30 hl per i produttori associati e le aziende commerciali e industriali.
ART. 6 – MODALITA’ DI ISCRIZIONE. Le aziende delle regioni di cui all’art. 3 che intendono partecipare al Concorso devono far pervenire all’ERSAC – parco Maria Cristina di Savoia, is. C – 80122 Napoli – entro il 07.11.05, per ogni campione che intendono presentare, domanda di iscrizione secondo modulo allegato, completa in ogni sua parte e firmata dal responsabile dell’azienda.
ART. 7 – PRELIEVO DEI CAMPIONI:
Ogni Azienda può presentare fino a 5 campioni per ogni categoria di cui all’art. 4. I campioni delle Aziende che non si atterranno a tale prescrizione saranno esclusi tutti dal Concorso e tali campioni inviati e non ammessi non saranno restituiti all’Azienda. Tale sanzione sarà adottata anche nei confronti delle Aziende che avranno presentato campioni non conformi alle categorie di cui all’art. 4.Il prelievo dei campioni dei vini corrispondenti alle domande di iscrizione dovrà essere effettuato da un pubblico ufficiale, per la regione Campania l’ERSAC provvederà a nominare dei prelevatori ufficiali.
I campioni prelevati dovranno essere consegnati anche a mezzo corriere e/o posta, all’indirizzo che sarà comunicato alle aziende in tempo utile, entro 15 giorni prima dell’inizio della manifestazione, secondo le seguenti modalità:
le campionature devono essere formate da n. 6 bottiglie di capacità di litri 0,750 completamente confezionate ed etichettate in conformità alle norme legislative vigenti . Sul cartone di vino deve essere scritto “Campione non commerciale inviato per il Concorso enologico “I Vini Rossi da Uve Autoctone del Sud” ;
il prelevatore redige, per ogni vino, in n. 4 copie, il verbale di prelievo, sottoscritto dallo stesso e dal titolare dell’azienda o da suo delegato, di cui una copia viene rilasciata all’azienda, una copia nella confezione del campione, una copia da inviare all’ERSAC – Servizio Produzione Agricola, una copia per il prelevatore;
il prelevatore provvede a sigillare n. 1 contenitore da 6 bottiglie contenente la campionatura ed il verbale.
L’azienda si impegna a consentire l’accesso nei propri locali al personale preposto ad effettuare il prelievo dei campioni.
ART. 8 – CERTIFICAZIONI. La validità del Concorso è subordinata alla presentazione della seguente documentazione unitamente ad ogni campione prelevato secondo le modalità di cui al precedente articolo:
domanda di partecipazione al Concorso secondo il modello allegato, firmata dal responsabile dell’azienda o suo delegato;
n. 4 etichette e controetichette del vino presentato;
certificato di analisi, rilasciato anche dal laboratorio della cantina, riportante:
titolo alcolometrico a 20°C;
zuccheri riduttori g/l,
acidità totale g/l, espressa in acido tartarico o in acido solforico;
acidità volatile per mille;
anidride solforosa totale;
anidride solforosa libera.
Il certificato deve riportare il nome dell’azienda presentatrice e del vino partecipante con tutte le indicazioni utili all’identificazione del campione.
Inoltre le aziende devono presentare, per i vini appartenenti alle categorie 1) e 2), certificazione di idoneità della CCIAA competente per territorio.
ART. 9 – ANONIMIZZAZIONE CAMPIONI.
Dal momento della ricezione tutti i campioni partecipanti al Concorso sono conservati secondo le norme di buona tecnica enologica.
Un notaio, un pubblico ufficiale o un esperto formalmente incaricato dall’ERSAC assiste a tutte le operazioni inerenti lo svolgimento del Concorso e cura, sotto la propria responsabilità, che i vini sottoposti alla valutazione delle commissioni vengano presentati all’assaggio selettivo in forma rigorosamente anonima. Pertanto i campioni di vino, prima di essere sottoposti all’esame delle commissioni di valutazione, vengono anonimizzati attraverso l’utilizzo di due appositi codici:
il primo attribuito al campione dall’ERSAC, al momento della consegna del medesimo;
il secondo attribuito dal notaio, dal pubblico ufficiale o da un esperto formalmente incaricato dall’ERSAC.
Il notaio o il pubblico ufficiale o l’esperto formalmente incaricato dall’ERSAC, conserva inoltre sotto la sua personale responsabilità, i campioni dei vini dal momento della anonimizzazione alla stesura delle graduatorie e, per l’adempimento delle sue funzioni, può giovarsi della collaborazione di personale di sua fiducia.
A salvaguardia del prestigio delle aziende partecipanti non viene reso noto l’elenco delle medesime, né il punteggio assegnato ai singoli campioni.
ART. 10 – COMMISSIONI DI VALUTAZIONE. Le valutazioni dei campioni vengono effettuate da apposite commissioni nominate dall’ERSAC.
Ogni commissione è composta per pubblico sorteggio ed è costituita da n. 4 enologi, segnalati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, e n. 1 giornalista della stampa specializzata.
La giuria opera pubblicamente ed emette giudizi inappellabili
ART. 11 – METODO DI VALUTAZIONE. Le commissioni valutano i campioni in base al metodo “Union Internationale des Oenologues”. Le valutazioni vengono espresse autonomamente da ogni componente. Ogni vino viene valutato da almeno due commissioni diverse. Il punteggio finale di ogni campione è ottenuto dalla media aritmetica dei singoli giudizi numerici, eliminando il punteggio più alto e più basso.
Il notaio o il pubblico ufficiale o l’esperto formalmente incaricato dall’ERSAC, garantisce gli aspetti formali e le modalità operative e al termine dei lavori redige per ogni categoria di vino una graduatoria di merito.
Ciascuna azienda può, per propria documentazione, richiedere e ritirare presso l’Ente, copia dei documenti di valutazione riferiti ai propri vini in Concorso.
ART. 12 – PREMI. I vini di ogni categoria di cui all’art. 4 che ottengono almeno il punteggio di 80 centesimi, secondo il metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues” vengono premiati ex-aequo con “Diploma di Gran Rosso del Sud”. Al vino che in assoluto ottiene il miglior punteggio, purchè raggiunto il minimo di 80/100, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, viene attribuito il premio speciale di “DiVino Sud”; l’assegnazione di tale premio esclude automaticamente la possibilità al vino vincitore di concorrere anche per l’attribuzione di altri premi.
Per ciascuna delle 4 categorie previste dall’art. 4, viene assegnato il premio speciale “ Vinum Rubrum di ……….. (Regione di riferimento) – Nunc est bibendum” al vino di ogni regione che consegue il miglior punteggio purchè raggiunto il minimo di 80/100.
Per ogni regione, all’Azienda che ottiene il miglior risultato, calcolato dalla somma dei punteggi più elevati riferiti ai tre migliori vini che abbiano ottenuto almeno il punteggio di 80/100, presentati dalla stessa Azienda, sarà assegnato il premio Speciale “Enos” Detto premio viene attribuito solo a condizione che la regione di appartenenza dell’Azienda abbia partecipato con non meno di 5 aziende.
Le aziende produttrici possono utilizzare quanto risultato dal concorso anche per fini pubblicitari.
I vini selezionati possono essere sottoposti ad esame enochimico e a controlli di verifica in cantina della corrispondenza del tipo e della qualità dichiarata.
Qualora durante questi controlli si verificassero delle anomalie, il vino sarà declassato dandone comunicazione alle competenti autorità.
ART. 13 – PROCLAMAZIONE La proclamazione dei vini selezionati si svolgerà nel corso di una manifestazione appositamente organizzata.
ART. 14 – CONTROVERSIE. Per qualsiasi controversia, il Foro competente è quello di Napoli.
ART. 15 – MODIFICHE DEL REGOLAMENTO. L’ERSAC si riserva il diritto di modificare il presente regolamento, previa autorizzazione del competente Ministero, e le data delle operazioni in qualsiasi momento ciò si rendesse necessario.
LE REGOLE D’ORO PER ACCOSTARE I VINI AI CIBI
Assaporare senza fretta. Fondamentale, per chi conosce i vini, poter disporre di tempo e cognizioni tecniche per degustare varie qualità di vino, cogliendone sfumature di sapore, retrogusto e sentore di aromi: vi sono con delle regole precise da rispettare per pasteggiare i vini, accostandoli ai cibi e creando una sinergia che ne ottimizza le qualità e che vanno tenute ben presenti al momento di organizzare pranzi, cene, ricevimenti, incontri gastronomici.
CRITERI CODIFICATI :
Per valorizzare i due elementi – cibo e bevande – esaltandone vicendevolmente i pregi, esistono delle indicazioni da seguire attentamente. Il primo criterio rispetta la tradizione e abbina i cibi del territorio ai vini locali per sottolineare 1)l’affinità dei profumi e dei sapori; 2) per “contrasto” avviene, invece, l’accostamento di pietanze elaborate a vini frizzanti che ne alleggeriscono il carico di grassi. 3) la“similitudine” prevede che il corpo del vino non sovrasti le strutture della pietanza, per cui un piatto complesso dev’essere accompagnato da un vino ben invecchiato per non diminuirne l’impatto organolettico sul palato: altro sistema, piuttosto diffuso, segue 4) la “concordanza” dei sapori, per cui ad alimenti di impronta dolce non vanno avvicinati vini secchi e aciduli, pena una disarmonia insanabile.
ACCOSTAMENTI CLASSICI:
Gli antipasti vanno serviti con vini bianchi, freschi e secchi, in modo da sfruttare l’acidità del vino per preparare i succhi gastrici e lo stomaco all’arrivo del cibo, minestre e zuppe richiedono vini bianchi amabili per esaltare la propria fluidità, risotti e pastasciutte pretendono vini rossi corposi con sughi a base di carne e funghi, mentre vini rosati o bianchi secchi sono più indicati per sughi a base di pesce e verdure; alla voce “secondi”, gli arrosti esigono vini rossi morbidi di medio corpo per le carni bianche o piuttosto corposi per le carni rosse, i lessi preferiscono l’accostamento con vini rossi leggeri se si tratta di pollame o con vini rossi corposi se si tratta di bovini, mentre umidi e brasati costituiti da selvaggina e cacciagione si abbinano a vini rossi ben invecchiati. Il pesce merita un capitolo a parte, poiché spazia dai vini bianchi e secchi che si accordano con le fritture e le grigliate, ai bianchi molto secchi per i crostacei e i molluschi, per finire ai bianchi più morbidi da sorseggiare con il pesce bollito.
I formaggi vanno assaggiati con vini bianchi leggeri se freschi e cremosi, con vini rossi maturi se stagionati; i dessert vanno esaltati da vini liquorosi se contengono cioccolato, o da spumanti dolci e amabili se costituiti da masse cremose e impasti soffici.
ABBINAMENTI VIETATI:
E’ consuetudine accreditata non servire vini in presenza di pietanze costituite da alimenti acidi (sottaceti, agrumi, piatti in carpione), amari ( ortaggi come i carciofi e verdure come la catalogna); anche ai gelati non va unito alcun tipo di vino a causa del grado di temperatura che rende il palato insensibile, né ai dolci al liquore che vogliono solo superalcolici per accompagnarne la degustazione.
UFFICIO STAMPA ERSAC :LAURA CAICO – CELL: 338/7589944
Come and Taste – Campania’s quality products”. Progetto.
Il progetto, ideato e realizzato dalla Break Point ADV, agenzia di comunicazione e marketing di Napoli e promosso esclusivamente dall’ERSAC – Ente Regionale di Sviluppo Agricolo Campano, si pone l’obiettivo di offrire al pubblico dei turisti stranieri e italiani presenti in alcuni dei più prestigiosi alberghi della regione, un incontro con i sapori tipici della Campania. In partnership con l’EBIT, l’Ente Bilaterale del Turismo, sono stati selezionati 30 alberghi nei quali sarà posizionato un promostand personalizzato con l’immagine dell’evento, presso il quale saranno offerti prodotti tipici e materiali informativi delle produzioni d’eccellenza regionali. Vini, oli, formaggi, salumi, conserve e liquori saranno offerti in degustazione da personale qualificato che si occuperà inoltre di fornire informazioni sulle provenienze e sulle peculiarità dei prodotti offerti. L’organizzazione si è avvalsa della Direzione Tecnica di Giulia Cannada Bartoli – Wine & Food Expert la quale si è occupata della selezione e del reperimento dei prodotti oltre che della formazione dei promoter coinvolti nell’operazione. L’ERSAC e la Break Point, responsabili del progetto, auspicano con gli stessi partner un espansione dello stesso su scala nazionale e internazionale con la convinzione di aver individuato un nuovo ed interessante canale per la promozione e la valorizzazione dei patrimoni enogastronomici della Campania. Il programma prevede 8 giorni di degustazioni, 10, 11, 17, 18, 30 e 31 dicembre 2005 e 7 e 8 gennaio 2006.

1. ELENCO AZIENDE VINICOLE PERTECIPANTI

2. CANTINE ANTONIO CAGGIANO 30
3. VILLA RAIANO 30
4. DOMENICO OCONE 36
5. CANTINE DI MEO 30
6. TORRE GAIA 36
7. DI SOMMA 36
8. TERREDORA 36
9. I VINI DELLA SIBILLA 30
10. DE CONCILIIS 36
11. SALVATORE MOLETTIERI 30
12. MUSTILLI 48
13. CANTINE SCALA 30
14. VINI TELARO 36
15. LA GUARDIENSE 180
16. MARISA CUOMO 36
17. DOLCI QUALITA’30
18. CANTINE LONARDO – CONTRADA TAURASI 48
19. MASSERIA VENDITTI 72
20. CANTINE NICOLA CAPUTO 60
21. VIGNA PARTHENOPE E CANTINE TERRANERA 78
22. I BORBONI 30
23. CLELIA ROMANO 30
24. CANTINE MONTE PUGLIANO 180
25. TORRE DEL PAGUS 42
26. VILLA MATILDE 30
27. CANTINE DEL TABURNO 180
28. CANTINE GROTTA DEL SOLE 30
29. VINI MAGLIULO 30
30. TERRE DEL PRINCIPE 30
31. FATTORIA LA RIVOLTA 36
32. CASA D’AMBRA 36
33. VINI DE FALCO 36
34. PIETRATORCIA – TERRA MIA SRL 36
35. TORRE DEI CHIUSI 36
36. CASTELMAGNO 30
37. FONTANAVECCHIA 36
38. CASTELLO DUCALE 48
39. AGNANUM 36
40. FATTORIA CIABRELLI 48
41. NIFO SARAPOCCHIELLO 72
42. CORTE NORMANNA 30
43. MASSERIA DEL BORRO 48
44. AZ. AGRIC. IL RAMO D’ORO 42
45. TENUTA MATILDE ZASSO 30
GLI ALBERGHI CAMPANI
Hotel Ariston Paestum
Hotel Savoy Beach Paestum
Hotel Margherita Praiano
Casa Angelina Praiano
Hotel Graal Ravello
Hotel La Bussola Amalfi
Polo Nautico Salerno
Hotel Tramonto d’Oro Praiano
Hotel Villa Romana Minori
Hotel Fiorenza Salerno
Osteria di Bacco Furore
Hotel Lombardi Pietrelcina Benevento
Grand Hotel Telese Telese Terme
Holiday Inn Pinetamare Castel Volturno
Hotel Serino Avellino
Hotel Galassia Osp.D’Alp.
Hotel Terminus Napoli
Hotel dei Congressi C.mare di Stabia
Hotel Crowne Plaza C.mare di Stabia
Cristina Park Hotel Montesarchio
Hotel President Benevento
Torre Gaia Resort Dugenta
Hotel Hermitage Capua
Hotel Quadrifoglio C.llo di C.rna
Palazzo Alabardieri Napoli
Hotel San Francesco al Monte Napoli
Hotel De la Ville Avellino
Hotel Mercure Napoli
Hotel Mercure Napoli
Grand Hotel Europa Napoli
Hotel Charming International Napoli
Novotel Caserta
Hotel Mediterraneo Napoli
Grand Hotel Parker’s Napoli
Hotel Costarama Benevento

COME SERVIRE I VINI A TAVOLA
Laura Caico
Quando si porta il vino a tavola, bisogna fare attenzione ad alcuni accorgimenti, essenziali per il perfetto svolgimento della cena: curare ogni dettaglio è importante per mettere a proprio agio gli ospiti ed essere all’altezza delle aspettative che una cena di riguardo comporta. Ad esempio, la bottiglia deve essere sempre servita mantenendo l’etichetta in modo che i convitati possano averla di fronte, come fanno i sommelier: l’apertura della bottiglia, per il bianco e lo spumante, deve essere fatta nel momento in cui il vino viene consumato, mentre per il rosso, soprattutto se invecchiato, bisogna ricorrere a una stappatura anticipata per allontanare l’odore di chiuso dal vino (imbottigliato da molto tempo) e per esaltarne le caratteristiche organolettiche. Se il vino è vecchio occorre un maggior quantitativo di tempo prima di poterlo servire ma per accelerare l’effetto dell’ossigenazione si può versare il vino rosso in una caraffa pochi minuti prima di servirlo, operazione da non fare mai con un vino bianco. Relativamente alla temperatura di servizio, bisogna tener conto che il vino, in un ambiente normale di 20°-22°, subisce un riscaldamento di 4°-5° gradi ogni ora: in generale, un vino freddo favorisce l’emissione di profumi fruttati e attenua il gusto dolce, che potrebbe risultare eccessivo.
I grandi vini rossi d’invecchiamento vengono serviti a temperature più elevate per attenuare la persistenza del tannino prodotto dalla fermentazione, che imbriglia il gusto nella bocca e per poter assaporare il profumo complesso del vino, risultato di anni di conservazione nelle botti prima e nelle bottiglie poi. I vini bianchi e i rossi giovani possono essere serviti freschi, senza timore di trasformazioni del gusto: ad ogni tipologia di vino corrisponde una temperatura ideale di servizio, per esaltarne al meglio il sapore.
TEMPERATURE IDEALI PER SERVIRE I VINI
Laura Caico.
Lo spumante va degustato ad 8° gradi (circa) ;un vino bianco giovane a 10°,un bianco dolce a 12° , da barrique a 14° ;un vino rosato a 11° ; un vino rosso giovane a 16°, un rosso robusto e di corpo 18°, lungamente invecchiato anche a 20°: i vini bianchi vanno abbinati a portate leggere e pesce, i rossi a portate a base di carne, i rossi invecchiati a portate impegnative e selvaggina.
Vino Temperatura
Bianchi giovani 10° – 12° C
Bianchi maturi 12° – 14° C
Rosati giovani e leggeri 10° – 12° C
Rosati maturi e corposi 12° – 14° C
Rossi novelli 10° – 14° C
Rossi giovani, poco tannici 14° – 16° C
Rossi maturi, tannici 16° – 18° C
Rossi molto maturi e affinati 18° C (20° C)
Spumanti dolci e aromatici 8° C
Spumanti rossi dolci e aromatici 10° – 12° C
Spumanti “metodo Charmat” 8° – 10° C
Spumanti “metodo Charmat lungo” 10° – 12° C
Spumanti “metodo classico senza anno” 8° – 10° C
Spumanti “metodo classico millesimati” 10° – 12° C
Passiti e Vini Dolci 10° – 18° C
Fortificati o Liquorosi 10° – 18° C


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