CALABRIA: ENERGIA DA NUOVE FONTI IL RUOLO DELLE IMPRESE AGRICOLE
Troppi i “palazzinari” delle fonti di energia rinnovabile che non hanno coscienza e cultura del territorio

4.10.2010. Energie da nuove fonti: favorire micro-impianti diffusi e integrati col territorio

Molinaro: favorire micro-impianti diffusi e integrati con il territorio. Il ruolo della Nuova Programmazione Comunitaria.

Per evitare danni paesaggistici, infiltrazioni mafiose e speculazioni sui terreni una politica energetica più realistica

“Non è sostenibile nella nostra regione, l’attuale modello di sviluppo sulle energie rinnovabili, chi fa solo affari limita le aziende agricole nel produrre energia proveniente da nuove fonti quali eolico, fotovoltaico e biomasse prodotta deriva da impianti di aziende agricole, – osserva Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – la strategia della Coldiretti riguardo all’importante tematica dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili parte dalla considerazione che l’agricoltura moderna può fornire alla società un importante contributo, attraverso la realizzazione di microimpianti di generazione distribuiti sul territorio, con una energia a “chilometri zero” che utilizzi prodotti derivati dall’agricoltura del luogo”.

L’obiettivo, – commenta Molinaro – è di rafforzare invece un modello di sviluppo sostenibile del nostro territorio, che favorisca la crescita di una agricoltura multifunzionale, in grado di assicurare anche servizi a favore della collettività”

“Ad oggi i “mega impianti” svincolati dalle aziende agricole – continua Molinaro – sono il frutto in genere, di elevati investimenti finanziari che hanno, tra l’altro, attirato l’appetito delle organizzazioni criminali, come dimostrato dalle innumerevoli inchieste in corso, e sono il prodotto di elevati investimenti finanziari, con il contributo pubblico, da parte di enti o società che non hanno nessun legame con il territorio e che comportano, interventi ad elevato impatto ambientale compiendo autentiche rapine. In questa regione non possiamo essere smemorati: nel passato abbiamo assistito a grandi insediamenti che hanno deturpato il territorio creando illusioni e sacche cospicue di assistenzialismo per le quali “le ferite ancora non sono rimarginate”.

Oggi gli impianti ad esempio quelli delle biomasse sono in mano a noti industriali nazionali che in pompa magna, con conferenze stampa e relativa “posa della prima pietra”, sono apparsi ai più i salvatori della patria.

“La constatazione è che non bastano tutte le biomasse che si producono in Calabria moltiplicate per dieci per sostenere le attività delle centrali e quindi evidentemente, nonostante studi e “business plann”, il contributo all’economia e all’occupazione è pari a zero, anche perché chi investe è lontano dagli interessi economici ma ancor di più dalla coscienza e dalla cultura del territorio e tutela della biodiversità. La Nuova programmazione – conclude Molinaro – è nuova e quindi non può prescindere da sistemi tecnologici a basso impatto che possono essere inseriti nel contesto dell’azienda agricola senza difficoltà evitando iniziative sconnesse ed anche poco trasparenti”.

da: Coldiretti Calabria – Ufficio Stampa [ufficiostampa.calabria@coldiretti.it]


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