I rifiuti ormai assillano anche Napoli e si è deciso di portarli anche nell’area della dimessa Italsider, dove dovrebbe sorgere la cittadella del mare. L’ordinanza comunale però non solo crea malcontento nelle forze politiche ma anche nei sindacati e in serata per bloccare i grossi automezzi colmi di rifiuti la gente di Bagnoli è scesa nelle strade, per evitare che il luogo diventi il sito di trasferenza. Le barricate non hanno intimorito più di tanto il prefetto di Napoli che ha già pronto un piano per fronteggiare eventuali scontri tra cittadini e forze di polizia, che potranno essere, così, evitati. Ma i rifiuti devono raggiungere il luogo deciso dal Consiglio comunale. Intanto l’Abruzzo si è defilato, mentre la Lombardia, nonostante i rumori della Lega, ha aperto uno spiraglio per i rifiuti della Campania. Ma è ancora tutto in alto mare, mentre nei paesi a nord di Napoli si continua ad accumulare rifiuti per le strade, perché i cassonetti sono stracolmi. Buone nuove da Aversa dove è stato recuperato un sito aperto subito; il sindaco ha deciso di offrire una tregua al commissario visto che la raccolta è ripresa regolarmente in concomitanza con la riapertura degli impianti tritatutto di Casalduni, Caivano e Tufino. Ma risultano ancora chiusi 4 dei 7 Cdr e la provincia più a rischio è quella napoletana, tant’è che alcuni sindacoi del nolano sono andati a protestare sotto i palazzi del ministero per l’ambiente, a Roma. Intanto la procura napoletana vuol vederci un po’ più a fondo sulla questione dell’affidamento della gara alla Fibe per il ritiro e trattamento dei rifiuti e ha aperto un fascicolo per parlare con gli interessati e cercare di vedere se per caso non ci sono state irregolarità durante le procedure di affidamento. In una situazione così critica come quella dei rifiuti in Campania, una emergenza che dura da lustri, sia chiaro, era quanto meno doveroso. Un altra buona nuova arriva dal ministro della salute pubblica, Gerolamo Sirchia, dice che gli inceneritori “sono” innocui. Non si usa più il condizionale, dunque, al quale ci eravamo abituati, verbo che lasciava irrisolti tutti i dubbi al riguardo. Ora c’è un indicativo presente, terza persona plurale, e viene dalla persona più qualificata che ha detto:”I bruciatori di rifiuti sono assolutamente innocui, non inquinano, producono energia e rappresentano l’unica vera soluzione al problema dei rifiuti, che costituiscono davvero un grande incalcolabile pericolo. I rifiuti che vengono bruciati dalla popolazione generano diossina che va poi a finire nelle falde acquifere, nei foraggi e che ritroviamo negli allevamenti e, infine, negli alimenti. Il problema si risolve solamente mettendo in atto e facendo funzionare gli inceneritori; ma questi non li vuole nessuno, perché c’è la favola che inquinino”. Fin qui il Ministro. Ma c’è la replica di Greenpeace, che è di parere opposto: gli inceneritori inquinano. E precisano con la portavoce Vittoria Polidori: ”Molti dei composti rilasciati sono Pop, inquinanti organici persistenti, fra cui le diossine, banditi dalla convenzione di Stoccolma”. Punto e a capo.


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