Emergenza rifiuti: a Napoli si cambia, più impulso alla differenziata mentre chi sporca paga verbali fino a 600 euro.
Per scoraggiare l’anarchia nella pulizia della città a Napoli, dal dicembre del 2002, è stata istituita una squadra di 12 agenti accertatori, i cosiddetti vigili ambientali. Indossano una divisa blu, con cravatta arancione con tanto di logo dell’azienda. Gli ispettori dell’Asia possono multare coloro che depositano sacchetti e cartoni fuori posto o fuori orario. Le multe variano da 25,82 a 619,75 euro, leggermente diverse per il condominio che non segue le regole della raccolta porta a porta, da 25,82 a 159,94 euro. E ce n’è anche per il cinofilo che non raccatta con la paletta gli escrementi degli amici dell’uomo: le multe variano da 19,68 a 78,82 euro. Il servizio, appena varato, fu accolto con favore e prometteva di mettere fine all’anarchia della spazzatura. Nei primi sei mesi di attività furono elevate 400 contravvenzioni. Un bilancio non esaltante rispetto agli impegni della vigilia, ma dal Comune si lanciavano segnali incoraggianti, data anche l’esiguità dell’organico che si prevedeva di potenziare anche se la cosa non è mai accaduta.
Intanto, mentre ancora si discute se pure Napoli avrà il suo termo valorizzatore, mandando tecnici a studiare a Vienna e Milano, si attendono le decisioni su chi dovrà gestire (Fibe o chi altri?), tutta la faccenda dei rifiuti, collaborando col commissariato per la costruzione dei termo valorizzatori che accoglieranno i rifiuti prodotti in città. Da parte del Comune si appronta il programma per la gestione dei rifiuti solidi urbani nei prossimi tre anni. Si parte dall’obiettivo dichiarato di portare finalmente la raccolta differenziata al 35 per cento per il 2006, obiettivo che la legge Ronchi fissava entro il 2001. Eppure un elenco importante, giacché propedeutico al contratto di servizio che il Comune entro l’anno dovrebbe sottoscrivere con l’Asia, l’azienda di igiene ambientale trasformata in spa meno di un anno fa e che è chiamata al ruolo di attuatore unico del programma approvato dalla giunta comunale, in attesa di far decollare anche il regolamento dell’igiene urbana che a breve approderà in aula. Il piano del Comune prevede una serie di iniziative per arrivare a ribaltare il dato attuale che vede Napoli inviare ai Cdr ben 500mila delle 550mila tonnellate prodotte. L’obiettivo è portare a da 50mila a 200mila tonnellate la differenziata, riducendo a 350mila tonnellate i rifiuti per cdr e termovalorizzatore. Tre gli obiettivi: la riduzione dei rifiuti, attraverso il riuso di alcuni prodotti; la raccolta differenziata calibrata su quattro livelli: quello condominiale, quello stradale di prossimità con la dotazione di contenitori adatti, quello di isolato che concentra in almeno 100 punti in città una mini-isola ecologica o eco piazzola e quello di quartiere con le isole ecologiche in linea di massima una per quartiere. Infine, la realizzazione dei necessari impianti, quali un impianto di compostaggio per la frazione organica, un impianto di selezione e trattamento di rifiuti ingombranti, un impianto per la selezione e valorizzazione di carta e cartoni, un impianto per la selezione degli inerti. Tutto ciò, ovviamente, per mettere anche Napoli tra le città che da tempo con la raccolta differenziata dei rifiuti non solo in regola, ma addirittura ci guadagnano!


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