EMERGENZA PREZZI, CRISI CONSUMI E SANA ALIMENTAZIONE : A QUARTO (NA), MERCATINO DEI PRODUTTORI AGRICOLI PER L’ACQUISTO SENZA PASSAGGI INTERMEDI DI PRIMIZIE ORTOFRUTTICOLE ED ALTRE TIPICITA’ DEL TERRITORIO NAPOLETANO
Appuntamento con il benessere, la convenienza e il sapore, domenica 8 giugno al Piazzale Europa, nei pressi della sede del Comune.
La incalzante emergenza del caro-prezzi dei prodotti alimentari, motivata da sempre meno controllabili dinamiche di mercato, mentre ai produttori agricoli non garantisce neppure i costi di produzione, mette sempre di più in difficoltà i consumatori. La forte riduzione dei consumi e le negative ricadute sul corretto e gustoso regime alimentare che garantiscono la freschezza e alla pronta disponibilità dei prodotti tipici del territorio, sollecita in maniera crescente interventi di riequilibrio e razionalizzazione della filiera che va dal campo alla tavola.
Con questa motivazione domenica 8 giugno a Quarto le imprese agricole del territorio proporranno in vendita il loro prodotto, oltre che per rafforzare un rapporto di fiducia e più diretto tra produttori e consumatori, per rilanciare i consumi delle produzioni agroalimentari tipiche, garanti della sana alimentazione e della sicurezza ambientale, praticamente sempre più emarginate dai circuiti commerciali a favore di prodotti di incerta provenienza, scadenti per sapore e qualità e inquinanti per le emissioni di anidride carbonica necessarie a trasportarli da lunghe distanze.
L’iniziativa avviata a tutela delle produzioni autoctone e della trasparenza nel rapporto con i consumatori, attua un protocollo d’intesa tra Coldiretti Napoli in Comune di Quarto nell’ambito di un’ attività progettuale volta, con il finanziamento dell’Ente Camerale napoletano, a rafforzare il rapporto tra produzione e consumo e a consentire di acquistare direttamente dai produttori con maggiori garanzie di genuinità, economicità e trasparenza.
“Il rilancio e la valorizzazione del significativo e insidiato legame tra i prodotti del nostro territorio e l’alimentazione di qualità con l’attivazione di adeguati strumenti per un acquisto conveniente e consapevole – spiega il direttore della Coldiretti Campana, Vito Amendolara – costituisce un passaggio determinante per continuare a garantire ai cittadini e ai produttori una sana cultura alimentare insieme alle opportunità economiche e nutrizionali offerte dalla ricchezza che esprimono in termini di salubrità, sapore e sostenibilità ambientale per la loro tipicità, varietà e pronta e naturale disponibilità, le produzioni agroalimentari del territorio provinciale napoletano.”
«L’iniziativa che presentiamo oggi insieme alla Coldiretti rappresenta – rileva il Sindaco di Quarto, Sauro Secone – un importante progetto di promozione delle produzioni locali, partendo dalla necessità della valorizzazione dei prodotti agricoli coniugata con il risparmio economico che offriremo ai consumatori che si recheranno negli stand allestiti in occasione del “Mercatino dei produttori agricoli a chilometro zero”, grazie alla partnership con la Coldiretti. Uno degli obiettivi dell’Amministrazione comunale di Quarto è la valorizzazione della sana imprenditoria locale, garantendo qualità e risparmio per i nostri concittadini.
Presso gli stand allestiti a cura della Fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti, insieme alla rinnovata disponibilità delle produzioni ortofrutticole provinciali, che con l’inoltrarsi della stagione primaverile tornano con il loro contribuito di varietà e freschezza ad essere abbondanti, i cittadini consumatori, domenica a Quarto potranno cogliere l’opportunità di un appuntamento salutare, conveniente e rilassante, con l’acquisto diretto dai produttori di alimenti salutari di origine e qualità certa anche con prodotti come il miele, le conserve di ortaggi e frutta di vario genere, gli olii extravergini d’oliva, i vini, i formaggi, i dolci tipici, il cioccolato di puro cacaco.
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LE CIFRE DELLA COLDIRETTI
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In Italia – sottolinea la Coldiretti – sono 7,5 milioni gli italiani che vivono in situazione di povertà relativa sui quali pesano maggiormente gli effetti del caro prezzi. L’aumento – precisa la Coldiretti – incide sopratutto sugli anziani e sulle famiglie numerose con le coppie con tre o piu’ figli e le persone con piu’ di 64 anni da sole o in coppia che destinano ben il 21,9 per cento della spesa complessiva agli alimentari.
Si tratta di segmenti della popolazione – precisa la Coldiretti – particolarmente sensibili agli effetti dell’inflazione dalla quale ci si attende nel 2008 un forte aumento dei 467 euro al mese che mediamente ogni famiglia italiana destina alla spesa alimentare. Le principali voci di spesa alimentare – rileva la Coldiretti – sono nell’ordine la carne per 106 euro, la frutta e gli ortaggi per 84 euro, il pane e la pasta per 79 euro e il latte, le uova e i formaggi per 64 euro.
Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea.
Ma il crollo del 20 per cento nei consumi familiari di frutta e verdura avvenuto negli ultimi cinque anni, con una tendenza all’abbandono dei principi della dieta mediterranea, soprattutto nei giovani, stanno mettendo a rischio la salute. I ragazzi di questa generazione per la prima volta nella storia, secondo l’allarme lanciato dal Congresso Internazionale sull’Obesità di Sidney in Australia, potrebbero essere i primi ad avere una vita piu’ breve dei propri genitori proprio per colpa delle malattie causate dall’obesità e dal soprappeso che interessano in Italia – continua la Coldiretti – un terzo dei bambini.
da: Rivieccio Nicola [nicola.rivieccio@coldiretti.it]

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CROLLA CONSUMO DI PANE E PASTA
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Inflazione: crolla consumo pane (- 5,5%) e pasta (- 2,5%)
L’aumento dei prezzi favorisce il calo dei consumi a tavola con riduzioni record per il pane (- 5,5 per cento), la pasta (- 2,5 per cento) e in generale una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (- 0,4 per cento). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi tre mesi del 2008, in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione, che registra un aumento del 5,7 per cento per gli alimentari con punte del 20,4 per cento per la pasta e del 12,9 per cento per il pane.
In riduzione – continua la Coldiretti – risultano anche i consumi di ortaggi (- 5,5 per cento), di carne bovina (- 3,4 per cento) e di frutta (- 1,8 per cento) mentre una positiva inversione di tendenza si è verificata per il latte fresco i cui consumi sono aumentati dell’1,6 per cento.
L’andamento attuale del prezzo del grano non offre alibi – sottolinea la Coldiretti – per ulteriori aumenti del pane che dovrebbe al contrario diminuire tenuto conto che le quotazioni del grano sono le stesse di inizio anno. Peraltro – continua la Coldiretti – il prezzo del pane aumenta del 1066 per cento nel passaggio dal campo alla tavola, come si evidenzia dal Servizio Sms Consumatori dell’Ismea secondo il quale dal grano al pane il costo moltiplica per undici (da 0,24 euro al chilo a 2,80 euro al chilo). E anche il prezzo del latte aumenta di quasi quattro volte nel percorso dalla stalla alla tavola dove arriva con valori massimi raggiunti nella Città di Napoli dove anomalie sono state segnalate dal Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola al Presidente dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) Antonio Catricala’. Ancora piu’ grave è la situazione nel settore delle carni con gli allevatori che hanno proclamato lo sciopero del prosciutto di fronte all’impossibilità di far crescere maiali di qualità che vengono pagati appena 1,15 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre nel biennio 2005 – 2007, secondo il Consorzio, le vendite hanno registrato una crescita in volume pari al 5,1 per cento con il prezzo medio al consumo del Prosciutto di Parma che è stato pari a circa 24,34 euro/kg.
La moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola – secondo la Coldiretti – dimostra come nella forbice dei prezzi alla produzione e al consumo c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi.
Secondo l’analisi della Coldiretti infatti dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole.
da: Asterisco Informazioni [info@asterisconet.it]

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AUMENTANO LATTE E FORMAGGI
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Consumi: in controtendenza aumentano latte e formaggi
In controtendenza con il resto dei prodotti alimentari si sia verificato un aumento dei consumi in quantità e in valore dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in valore del 19,1 per cento per il grana padano e del 9,6 per cento per il latte fresco. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’analisi della Confcommercio nel sottolineare che a fronte di una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (- 0,4 per cento) si registra una inversione di tendenza per il latte fresco.
L’aumento dei prezzi favorisce – sottolinea la Coldiretti – il calo dei consumi a tavola con riduzioni record per il pane (- 5,5 per cento) e la pasta (- 2,5 per cento) ma in discesa – continua la Coldiretti – risultano anche i consumi di ortaggi (- 5,5 per cento), di carne bovina (- 3,4 per cento) e di frutta (- 1,8 per cento).
Nonostante l’andamento favorevole negli acquisti di latte e formaggi agli allevatori – denuncia la Coldiretti – viene proposta una inaccettabile riduzione dei compensi malgrado gli aumenti vertiginosi dei costi del mangime per l’alimentazone degli animali e dell’energia.
Una situazione inaccettabile contro la quale la Coldiretti ha annunciato la mobilitazione per scongiurare il rischio dell’estinzione del latte italiano che viene prodotto dagli allevatori ad un prezzo – in Lombardia dove si produce il 40 per cento – di 0,42 euro al litro che moltiplica di quasi quattro volte (+281 per cento) prima di arrivare sul banco del negozio a 1,6 euro al litro. Negli ultimi venti anni – conclude la Coldiretti – sono scomparsi i tre quarti degli allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila a poco piu’ dei 45mila attualmente in attività che con 1,8 milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi di chili ad alta qualità e costi competitivi.
da: Asterisco Informazioni [info@asterisconet.it]


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