Latte alla diossina, è allarme fra Castel S.Giorgio e Sarno – Continuano i sequestri di allevamenti da parte dei veterinari – A Castel S.Giorgio e Nocera S. doppio allarme: dopo il caso della diossina scoperto un focolaio di brucellosi . Non si arresta l’emergenza diossina nell’Agro. Altri quattro sequestri sono stati effettuati, nella giornata di ieri, dai medici veterinari della Asl Sa1, tra i comuni di Sarno e Castel San Giorgio. I prelievi e i controlli si susseguono a ritmo serrato, mentre si paventa l’ipotesi di risarcimento per gli allevatori colpiti dall’emergenza. L’attenzione resta concentrata sulle cave utilizzate come pascolo, soprattutto nel comune di Castel San Giorgio. Il sospetto è che sia stato depositato abusivamente materiale di risulta nel sottosuolo, contaminando, di conseguenza, la vegetazione e le acque. A questo comportamento inqualificabile ripetuto da anni, va ad aggiungersi l’emergenza rifiuti di questi giorni, con i suoi depositi improvvisati. Se queste ipotesi venissero confermate dalle analisi disposte sui campioni prelevati in questi giorni dagli animali e dal terreno, il quadro del disastro ambientale sarebbe completo, dando ragione ai medici veterinari che per primi avevano richiesto i controlli sul latte e sulle carni degli ovini poi risultati contaminati. Ma torniamo alla cronaca dei sequestri. Il 28 giugno, il primo cittadino di Castel San Giorgio, Andrea Donato, ha firmato le ordinanze di sequestro per tre allevamenti a conduzione familiare, con prevalente presenza di bovini. Contemporaneamente, a Sarno, un quarto allevamento di ovini è stato messo sotto sequestro cautelativo, in attesa dei risultati degli esami disposti per individuare tracce di diossina nel latte, che anche ieri è andato distrutto. Sotto la lente di ingrandimento, questa volta, anche i mangimi utilizzati per alimentare gli animali nelle stalle. La gravità della faccenda è tale, che ne è stata investita anche la Regione Campania. I vertici della Asl, infatti, hanno chiesto di avere disposizioni precise, in attesa di un incontro che potrebbe essere fissato per oggi. Dalla fase di monitoraggio del livello di inquinamento, infatti, si dovrà necessariamente passare a quella delle soluzioni. In attesa di indicazioni dalla Regione, sono i comuni i diretti interessati dell’emergenza. L’amministrazione comunale di Castel San Giorgio è scesa in campo, per garantire l’osservanza delle disposizioni impartite dai medici veterinari del dipartimento di prevenzione che ha sede a Materdomini di Nocera Superiore. È di ieri 28, infatti, l’ordinanza sindacale che vieta la movimentazione e il pascolo di qualunque specie animale nel territorio di Castel San Giorgio. Mentre l’emergenza diossina finisce sul tavolo dell’unità di crisi della Regione Campania, a Nocera Superiore è stato individuato un focolaio di brucellosi. Da un’emergenza all’altra, il servizio veterinario della Asl ha messo in campo i suoi uomini migliori per fronteggiare la situazione. Sul fronte diossina, il dottore Nicola Siano, responsabile dei servizi di Igiene degli allevamenti e delle produzioni Zootecniche dell’Asl Sa1, ha incontrato uno dei responsabili dell’Unità di Crisi per la diossina della Regione Campania, il dottore Gianpaolo Parente, per fare il punto della situazione nell’Agro e avere ulteriori indicazioni. Gli allevatori vengono puntualmente indennizzati per il costo del latte che deve essere quotidianamente raccolto e distrutto, ma potrebbero essere indennizzati anche nel caso decidessero di far sopprimere gli animali contaminati. Stando a un decreto della Regione Campania, infatti, agli allevatori spettano circa 95 euro per ogni capo contaminato da diossina che viene abbattuto. La scelta, chiaramente, è rimessa agli allevatori, che, intanto, sono costretti a tenere gli animali lontano dai pascoli finiti sotto l’esame degli esperti. Solo a Castel San Giorgio sono 1150 gli ovini già risultati positivi alla contaminazione da diossina. Altri 242 ovini, 70 bufali e 15 vacche sono tenuti in quarantena in attesa dei risultati delle analisi, che l’Istituto di Zooprofilassi di Teramo effettuerà in tempi record. Normalmente, infatti, sono necessari anche due mesi per completarli, ma, data la gravità della situazione, è stata data la priorità assoluta. In attesa di saperne di più, nove veterinari della ASL si alternano, giorno per giorno, per assistere alla mungitura e apporre i sigilli ai contenitori del latte. Si tratta dei medici veterinari Alfonso Citarella, Gaetano Milone, Giuseppe Velluto, Goffredo Fiorentino, Sergio Gallo, Giuseppe Veneziano, Venanzio Casaburi, Giuseppe Senatore e Tiziana Grimaldi. Intanto, è di ieri mattina la notizia della scoperta di un focolaio di brucellosi in un allevamento di località Taverne, a Nocera Superiore. Con una ordinanza del sindaco di Nocera Superiore, Gaetano Montalbano, è stato disposto il sequestro cautelativo di un allevamento di ovini. Si tratta delle 140 pecore di proprietà di Raffaele Angrisani, di cui una è risultata affetta da brucellosi e immediatamente abbattuta. (Giovanna Fasanino, Il Mattino)


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