El Cid, il toreador spagnolo incornato dal toro Abbasso la corrida. Evviva il toro.
di Oscar Grazioli

10 Luglio 2009 – Proprio non ce la faccio a rattristarmi quando leggo di toreri incornati e feriti, anzi, senza usare eufemismi di sorta, la prendo come una pallida vendetta di tutti i tori massacrati nelle arene di Spagna, di Francia e alle altre (poche per fortuna) nazioni che ancora ammettono o si fanno vanto delle loro corride.

Pochi giorni fa, El Cid, famoso toreador spagnolo, durante una corrida a Pamplona, nel nord della penisola iberica, è stato incornato nelle parti intime. Il corno del toro, una volta stracciati i pantaloni, è penetrato a contatto con i genitali del matador che è stato portato all’ospedale e operato. Già nella corrida precedente El Cid aveva riportato una seria ferita al ginocchio che non gli ha impedito di farsi incornare i genitali e di affermare che sono incidenti del mestiere e che, appena guarito, sarà di nuovo nell’arena.
Sarò cinico ma dovessero incornarlo definitivamente non verserei molte lacrime.

Nel frattempo, durante il quarto giorno della festa di S. Firmino, sempre a Pamplona, un giovane è morto, dopo essere stato incornato a livello del collo durante la tradizionale corsa tra le strade del centro cittadino. Altri tre giovani, uno dei quali incornato all’addome, sono stati ricoverati e operati mentre il “corredor”, colpito dal toro al collo, nonostante l’intervento urgente è defunto all’ospedale di Navarra.
Il toro “Capuchino”, il numero 106 dell’allevamento di Jandilla, una volta distanziati gli altri animali impegnati nella folle corsa, ha iniziato a menar cornate tra la folla dove c’era il gruppo di giovani scatenati al suo inseguimento, finito, questa volta, in tragedia.

Il bilancio di questa quarta corsa è al momento di un morto e nove feriti e per quanto riguarda il giovane morto si tratta della quindicesima vittima dal 1911. Confesso che, anche in questo caso, non mi attanaglia la tristezza, ma solo il compatimento per migliaia di debosciati che corrono all’inseguimento di tori terrorizzati, e spesso drogati, che nulla possono fare, per difendersi, se non menare qualche fendente a casaccio, sperando di allontanare quei disgraziati che gli corrono dietro, spesso ubriachi, urlando e tempestandoli di pugni ovunque.

La corrida e queste corse saranno anche state esaltate dal genio di Ernest Hemingway, sarà anche vero che “la corrida la possono capire solo gli spagnoli”, ma questo non toglie che quando sento di un torero incornato non riesca a pensare che finalmente un filo di giustizia si è interposta fra la tracotanza dell’uomo (e della donna) e un animale di indole mite che è stato allevato in condizioni tali da renderlo furioso.
Lascio volentieri la corrida agli spagnoli che, oltre tutto, negli ultimi sondaggi rifiutano a grande maggioranza questo barbaro spettacolo. Evviva il toro.

Il Veterinario. Oscar Grazioli Da oltre 20 anni si occupa di anestesia, terapia intensiva e medicina interna ma è anche giornalista e scrittore.

da: Tiscali/animali


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