Due buone nuove e una non tanto da Bruxelles. La Commissione europea, infatti, nel documento presentato all’incontro del Codes Alimentarius in Nuova Zelanda, ha scritto che la denominazione “parmigiano reggiano” è legalmente riservata ai prodotti che derivano da un’area geografica strettamente delimitata ed ottenuti con un processo di produzione e trasformazione già definito nel disciplinare comunitario. Un punto a favore dell’Italia e un problema in meno per i nostri produttori doc che producono un formaggio veramente unico al mondo. Altra nota lieta e confortante riguarda la “Specialità tradizionale garantita per la pizza napoletana. Il riconoscimento doc è dell’Unione Europea e viene dopo un’attesa di 4 anni e di numerosi intralci burocratici. Certo non sarà facile far mangiare una “pizza napoletana doc” a Milano o a Roma, perché molti pizzaioli anziani dicono che il segreto della nostra pizza sta nell’acqua, mozzarella, olio d’oliva, pomodoro e il forno a legno ben stagionato. Cioè quello che ci mettono tutti: dalle Alpi alla Sicilia. Con la differenza che i nostri ingredienti sono stati riconosciuti “unici”e questo ci ha fatto ottenere il doc. europeo. Dato per scontato che un tempo l’acqua di Napoli era quella che veniva da Serino, che poi è andata sostituita con altre fonti e che tutta l’acqua italica ormai è piena di cloro, dov’è più l’originalità di questa pizza napoletana? Semplice: perché è nata a Napoli. Una curiosità: a Potenza sono stati sequestrati 32 kg. di funghi sottolio, provenienti dall’Asia ma venduti con indicazioni che richiamano un noto prodotto italiano, con marchio italiano e la scritta made in Italy! Si tratta, invece, di funghi di origine giapponese della specie Lentinula edodes (Shitake) confezionati ed etichettati con la più comune ed apprezzata denominazione di vendita di funghi carboncelli (Pleurotus Eryngil) di origine italiana ed in particolare della Puglia e della Basilicata. Il sequestro è stato esteso a tutta la penisola per evitare che sotto il made in Italy si vendano prodotti magari pure buoni, ma non italiani. (Nota di Francesco Landolfo, presidente Arga della Campania, inviata alle Arga)


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