Dimissioni Fondazione Valenzi – Nota per le Redazioni.
Spettabili Redazioni,Gentili Direttori, giornalisti, operatori dell’informazione,
Vi scrivo, diramando questa breve nota, per prendere congedo da tutti voi e dunque dal complesso e variegato sistema dei media nel momento in cui, dopo oltre cinque anni, sto lasciando il mio incarico di Responsabile delle Relazioni Esterne e Cerimoniale in Fondazione Valenzi.
Pur se per ovvie ragioni lo faccio in maniera indiretta attraverso il mezzo telematico, mi è parso da subito opportuno e sinceramente sentito, indirizzare a voi, prima che ad altri interlocutori che mi hanno accompagnato in questa importante e lunga esperienza professionale, un messaggio di saluto e ringraziamento per il supporto, la collaborazione e non da ultimo per l’attenzione dedicata alle tante attività istituzionali dell’Ente che mi ha visto protagonista in questi anni, che è stata quindi in ultima analisi anche un’attenzione che avete riservato a me, agli sforzi nel lavoro di provare a raccontarvi in termini di comunicazione tanti progetti, eventi e iniziative.
Sono arrivato in Fondazione Valenzi giovanissimo e con la Fondazione e le persone che mi hanno dato fiducia sono cresciuto umanamente e professionalmente, anche negli ultimi anni e tempi quando le responsabilità della funzione si erano ampliate e riorganizzate non ho mai lasciato la supervisione sul fronte delle relazioni con voi giornalisti e questa, stando su parti diverse del grande gioco della comunicazione, è stata senz’altro una palestra difficile, ma altamente formativa e foriera di spunti nella mia parte di lavoro più prettamente legata a stakeholder e rapporti istituzionali. Ho dato e mi avete dato.
Onestamente non credevo di lasciare l’Ente, ancor di più di lasciarlo in questo momento della sua storia, ma i cicli si susseguono, stagioni si aprono e si chiudono anche senza la nostra piena consapevolezza o capacità di cambiare gli eventi. Mi permetterete se a voi seri cronisti e notisti culturali “confido” di essere in ogni caso sereno, pur nel normale momento di malinconia. Sereno di lasciare in ordine i procedimenti e le questioni che erano sotto la mia più diretta responsabilità, sereno più in generale di lasciare, grazie al mio piccolo contributo e molto umilmente, un Ente più maturo rispetto a cinque anni fa, un’organizzazione che nonostante l’atavica ristrettezza di fondi e la mancanza di un diretto supporto dei diversi attori pubblico-istituzionali è riuscita e riesce ad esprimere diverse progettualità e idee di progresso culturale e civile a favore di Napoli, dell’Italia e dell’Europa. Ho contribuito specialmente negli ultimi due anni, anche nel mio interim come segretario generale, a sistematizzare l’impianto della struttura organizzativo-amministrativa della Fondazione delineando funzioni e responsabilità, costruendo mansionari e procedure, condividendo un cammino di grande entusiasmo con le poche risorse umane che a vario titolo hanno animato e animano l’istituzione.
Pochi certamente, ma come ho sempre detto: agguerriti; capaci di spostare il mondo e metter su cose eccezionali, talvolta inimmaginabili, vincendo lo sconforto, che talvolta montava, rimboccandosi le maniche. Ho il piacere dunque di lasciare un Ente sano per quanto mi riguarda, oltretutto in una sede, come quella del Maschio Angioino oltre che spettacolare, rifunzionalizzata nei suoi spazi proprio nel corso dell’ultimo anno sociale.
Una Fondazione Valenzi che spero possa cogliere e navigare serenamente le sfide del suo futuro.
Dopo queste esternazioni che consentitemi dovevo in qualche modo a voi che mi e ci siete stati vicino, ma anche a me stesso, un’ultima informazione di servizio per agevolare il vostro lavoro fino alla fine. Vi comunico cioè che al momento non è stato individuato un sostituto anche solo per quanto concerne la parte di attività di relazioni con i media e non so dirvi se si addiverrà nel futuro a ciò, non rientrando la decisione nel mio campo. Posso però senz’altro consigliarvi, per le vostre informazioni future, di scrivere a segreteria@fondazionevalenzi.it, account istituzionale dal quale plausibilmente, provo ad immaginare, proverranno almeno per un primo momento anche i nuovi comunicati a voi dedicati. Il mio account ufficiale invece, dal quale vi scrivo ancora oggi e vi ho scritto sfinendovi in questi anni, resterà attivo per alcune settimane per consentire i doverosi passaggi di consegna. Il mio numero di cellulare mi seguirà e resterà lo stesso di sempre.
Non posso far altro in chiusura di questa ultima mia, per la quale mi scuso fin d’ora per avervi sottratto tempo a ben più urgenti questioni della vita in redazione, di lasciarvi con un arrivederci. Forse ci “rincontreremo” in altri contesti, su altri fronti. Intanto vi tributo, una volta in più, il mio grazie.
Vi saluto, a margine di questo mio percorso donandovi due citazioni a me molto care: una alta, antica che è stata per me, per noi stella polare in questi anni di lavoro e un’altra pop, moderna, che facilmente pùo tratteggiare per me e mi auguro anche per voi questo momento di passaggio e il futuro che verrà.
La prima è di Sallustio che dice “concordia parva res crescunt, discordia maximae dilabuntur”, la seconda tratta da una nota canzone recita: “hai davanti un altro viaggio e una città per cantare”.
Arrivederci Gianluigi Cioffi
Da:Responsabile Relazioni Esterne – Fondazione ValenziA:
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