DIGA MELITO.

18 gennaio 2018 – Diga sul Melito: l’agronomo Giovanna Greco, Responsabile Nazionale di Agri-Cicas, chiede l’intervento urgente dello Stato…
Roma, 17/01/2018 – È l’agronomo Giovanna Greco, Responsabile Nazionale di Agri-Cicas, la struttura emanazione della Cicas che rappresenta e tutela i piccoli e medi imprenditori agricoli, ad esprimersi sull’annosa questione della Diga sul Melito. L’opera idraulica, in corso dal lontanissimo 1982, ad oggi, non ha purtroppo visto la luce, divenendo al contrario oggetto sia di una ingente somma di denaro pubblico sperperato e sia di una serie di contenziosi giudiziari. L’edificazione di un’infrastruttura capace di lenire di molto i problemi legati alla sempre crescente siccità, in una Calabria comunque ancora ricca d’acqua, è di primaria importanza, soprattutto per lo sviluppo di un’importante zona della regione, quale quella centrale in cui ricade il capoluogo. La Greco sostiene che «per la diga del Melito, serve un intervento urgente da parte dello Stato». Ed ancora, «dalla Regione Calabria e dal Ministero delle Infrastrutture devono pervenire risposte concrete in merito, a strettissimo giro». Per la ripresa occupazionale sarebbe un segnale forte e darebbe slancio alla ripresa di buona parte dell’economia del territorio, il finanziamento dell’opera; opera, tra l’altro, indispensabile per l’approvvigionamento idrico di tutto il territorio Catanzarese. Inutile ricordare che sono fondamentali, per contrastare lo spopolamento delle aree interne, le azioni rivolte al controllo del dissesto idrogeologico, al mantenimento del comparto agro-alimentare e al rifornimento di acqua potabile per la popolazione. Il finanziamento della diga rappresenta la vittoria di una battaglia dell’intera collettività, in quanto la realizzazione di questa opera è un fatto di giustizia oltre che di ricadute economiche e sociali per il territorio. Il consorzio di bonifica Jonio-Catanzarese ha rifatto il progetto definitivo, sulla scorta di quanto previsto nella legge di stabilità circa il finanziamento degli invasi; urge che il Ministro Del Rio faccia il decreto prima possibile. La manifestazione prevista a Roma per il 25 gennaio sarà decisiva e Cicas è pronta a scendere sul campo di battaglia a difesa di tutti quei cittadini calabresi che attendono da oltre 30 anni.
da: Segreteria CICAS

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17 gennaio 2018 – Trent’anni di ritardi ma il problema è sempre attuale. La diga sul Melito ha tutti i requisiti per il suo finanziamento.
Nella legge di stabilità è stato previsto il finanziamento degli invasi. Il consorzio di bonifica Jonio Catanzarese ha rifatto il progetto definitivo aggiornando tutto alla luce di quanto successo dall’inizio di questa vicenda. Ora bisogna sostenere la battaglia del presidente Grazioso Manno( ma con lui ci sono centinaia di sindaci) affinchè il ministro Del Rio faccia il decreto prima possibile.L’azione di sollecito ( chiamata ad effetto “seconda presa di porta Pia”) prevista a Roma per il 25 gennaio sarà decisiva, Ma altrettanto decisiva sarebbe la presa in carico da parte della regione Calabria che finora è stata disattenta e non è andata oltre le dichiarazioni e gli appuntamenti disattesi.Inutile ricordare che fondamentali ,per contrastare lo spopolamento delle aree interne, sono le azioni rivolte al controllo del dissesto idrogeologico,al mantenimento dell’agricoltura e della pastorizia, al rifornimento di acqua potabile per le popolazioni.
La diga sul Melito avrebbe anche l’obiettivo di evitare gli sprechi nella fornitura di acqua potabile alle città. Non si risolverà tutto con la diga , perchè molto importante saranno i comportamenti consapevoli dei cittadini nell’utilizzo dell’ acqua e dei coltivatori per un agricoltura sostenibile e meno industrializzata. Ma un’opera come quella della diga sul Melito risulta fondamentale e strategica; e comunque chiuderebbe un percorso avviato da decenni ed ora più che attuale alla luce anche degli effetti dei cambiamenti climatici che ci fanno riflettere sul valore della risorsa acqua. Marisa Gigliotti
referente slow food Calabria del progetto Stati generali delle comunità dell’Appennino
da: marisa gigliotti

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15 gennaio 2018 – Sono una delle centinaia di persone che ha dato in queste ore il proprio sostegno alla nuova fase di lotta intrapresa da Grazioso Manno sintetizzata nella proposta di una nuova breccia di Porta Pia ..La sede del confronto( che sarà uno scontro se non si ottengono le giuste risposte )è rappresentata dalla sede del ministero delle infrastrutture proprio vicino a porta Pia.. La battaglia di civiltà e legalità per la realizzazione dell’invaso, che da anni ormai vede impegnato il presidente del consorzio di bonifica Jonio Catanzarese, ha trovato una grande condivisione nei sindaci dei comuni interessati all’opera, nelle forze sindacali, associative, ordini professionali, forze politiche e tantissimi cittadini. La sede del consorzio di bonifica diventa il luogo in cui ritrovarsi per scambiare esperienze e strategie. Ed intanto il prossimo appuntamento è quello di lunedì 15 alle ore 12 alla cittadella della regione Calabria che servirà per capire per l ‘ultima volta se le promesse del presidente Oliverio sono fumo o realtà. ( MARISA GIGLIOTTI) .
12 gennaio 2018 da: marisa gigliotti
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MANNO DIGA MELITO: ADESSO VERAMENTE BASTA. PROTESTA ALLA CITTADELLA E “PRESA DI PORTA PIA” A ROMA MINISTERO INFRASTRUTTURE Mollare? Mai! Desistere? Mai pensato! Grazioso Manno Presidente del
Consorzio di Bonifica sulla Diga sul Fiume Melito, consapevole del
momento storico, alza il tiro e annuncia ulteriori iniziative. Lunedì
prossimo 15 gennaio dalle ore 12 sarà alla Cittadella Regionale.
L’intendimento è chiaro: avere confermato il pieno appoggio al
finanziamento dell’importante opera da parte della Regione attraverso
una interlocuzione diretta con il Ministro alle Infrastrutture Graziano
Del Rio. Insomma il Presidente Oliverio deve spendere tutta la sua
autorevolezza per non vedere svanire la possibilità di finanziare la
Diga. “Non rinuncio – insiste Manno – a questa battaglia di civiltà e
legalità per la realizzazione dell’invaso che da anni mi vede impegnato
e trova larghissima condivisione nei sindaci dei 55 comuni interessati
all’opera, nelle forze sindacali, associative, ordini professionali,
forze politiche e tantissimi cittadini che in questi giorni non hanno
fatto mancare il loro sostegno. Sarebbe un delitto – prosegue Manno –
non mettere a regime i notevoli ed evidenti punti di forza che oggi ha
il finanziamento della Diga. L’art. 49 della Legge di Stabilità, che
prevede il finanziamento pluriennale del Piano Invasi, delinea, oltre
ogni ragionevole dubbio, in modo perfetto e lineare le caratteristiche
che un’opera deve avere per essere finanziata: a) La Diga è in stato di
progettazione; b) il Consorzio ha la concessione di derivazione
dell’acqua; c) l’iscrizione dell’opera nella Banca dati della Pubblica
Amministrazione. Inoltre atti di indirizzo in sedi istituzionali, per
tutti la Conferenza Stato/Regioni del 27 luglio 2017, convocata dal
Ministro all’Ambiente Galletti, dove il Presidente Oliverio si è
chiaramente espresso per la realizzazione dell’opera che porta acqua
alla Calabria centrale e a offre possibilità di occupazione. Ottenere il
Decreto di un primo finanziamento da parte del Ministero alle
Infrastrutture, significa attivare, come già abbiamo comunicato alla
Regione, le possibilità di finanziamento con il Piano Juncker che vede
il diretto coinvolgimento della BEI (Banca Europea per gli Investimenti)
e della Regione che può “marchiare a fuoco” un investimento essenziale
nelle risorse idriche. “Questo un primo step, precisa Manno, proprio
perché ritengo che il Presidente Oliverio deve svolgere un ruolo da
protagonista. Se questo però non bastasse – rilancia Manno – siamo
pronti a fare di più. Di cosa si tratta? Una protesta eclatante a Roma
a Porta Pia, davanti al Ministero delle Infrastrutture. Insomma appare
legittima, una “seconda Presa di Porta Pia” annuncia Manno, una
manifestazione di protesta e proposta a difesa di un’opera che vuole
assicurare sviluppo e lavoro alla Calabria e ai calabresi.
11.01.2018 Ufficio Comunicazione Consorzio Ionio Catanzarese
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9 novembre 2017 Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese
CONFERENZA STAMPA DIGA MELITO
La “Verità” di Grazioso Manno giovedì 9 novembre 2017, ore 11,00
Consorzio di Bonifica Via Veraldi 12, Catanzaro.
con CORTESE INVITO A PARTECIPARE Cordiali, affettuosi saluti e…… Vi aspetto.
Il Presidente Grazioso Manno
Via G. Veraldi, 12 – 88100 Catanzaro Tel. 0961 – 5075228- Fax 0961 – 723026
email: presidenzaioniocz@libero.it Catanzaro 8 novembre 2017
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3 novembre 2017 – L’ANBI CON MANNO: LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE VINCENZI E DEL DIRETTORE GARGANO. “UN PAESE CIVILE NON DEVE COSTRINGERE ALLE POSITIVE FORZATURE DI GESTI ESEMPLARI NELL’INTERESSE DEL TERRITORIO”
DIGA DEL MELITO IN CALABRIA: BISOGNA CHE ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI
L’Anbi, Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue, attraverso il Presidente Francesco Vincenzi e il Direttore Massimo Gargano, che costantemente seguono la vicenda della Diga Melito, hanno rilasciato la seguente dichiarazione che per l’autorevolezza della fonte, contribuisce moltissimo a rafforzare la realizzazione dell’opera.
“La diga sul Melito è un patrimonio calabrese e serve a dare risposte concrete ad eventi estremi quali la siccità, che ancora persiste: è quanto si legge nei comunicati diffusi in questi giorni, cui è seguito il ribadito impegno del Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel perseguire il rifinanziamento della realizzazione dell’importante opera. Lunedì prossimo si terrà a Catanzaro un tavolo tecnico operativo, cui vogliamo credere seguiranno i necessari passi verso il Governo, che ha già inserito il nuovo bacino nel piano infrastrutturale. Ora, però, è necessario dare seguito concreto alle tante affermazioni di principio, succedutesi negli anni. Per arrivare a questo, il Presidente del Consorzio di bonifica, Grazioso Manno, ha dovuto iniziare uno sciopero della fame, ora sospeso a fronte delle assicurazioni avute, ma che ha rischiato di minare definitivamente la sua salute, già pregiudicata da un’importante operazione cardiaca. La domanda per quanto retorica è sempre la stessa: perché in Italia sono necessari eventi estremi, dall’alluvione al sacrifico personale, per ottenere i finanziamenti necessari a preservare il territorio dai rischi di una risorsa come l’acqua, che l’uomo sta trasformando da madre a matrigna delle nostre vite?”
La riflessione è di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), a fronte degli eventi, che stanno seguendo la clamorosa protesta di Grazioso Manno, Presidente del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese.
“La diga sul Melito – prosegue Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – è uno degli esempi, che avevamo scelto nel presentare il dossier su 35 grandi opere idrauliche incompiute, ma costate finora al Paese oltre 650 milioni di euro. I lavori per il nuovo invaso calabro, iniziati negli anni ’90, hanno già impegnato 90 milioni di euro, ma sono completati solo al 10%, perché sospesi a causa di un decennale contenzioso avviato dalla ditta aggiudicataria dell’appalto. Sarà una delle più grandi dighe d’Europa, interessante la realtà idrica di circa mezzo milione di persone in 55 comuni. Il cantiere abbandonato, oggi però è solo uno sfregio al territorio, occupando circa 400 ettari; inoltre sono stati già espropriati 112 ettari ad uso agricolo senza contare le migliaia di posti di lavoro, persi a causa del trascinarsi della vicenda. Ora però è il tempo delle scelte definitive per un’opera voluta dal territorio, come testimoniato dalle prese di posizione dei Sindaci della zona e dalla larga solidarietà raccolta dalla protesta nonviolenta, attuata da Grazioso Manno.”
03.11.2017 Ufficio Comunicazione Consorzio Ionio Catanzarese

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SOS DIPENDENTI DEL CONSORZIO: LE CONDIZIONI DI SALUTE DEL PRESIDENTE MANNO PEGGIORANO
Tutti i dipendenti del Consorzio con grande apprensione ed enorme preoccupazione stanno seguendo minuto per minuto l’evoluzione dello stato di salute del Presidente Grazioso Manno. Risulta evidente – comunicano – un forte e continuo stato debilitativo fortemente aggravato dalla mancata assunzione delle medicine salvavita. I dipendenti del Consorzio anche emotivamente coinvolti non possono essere lasciati soli poiché pur davanti a continue insistenze il presidente Manno rifiuta ogni tipo di cura e di intervento medico. Pur condividendo le ragioni profonde connesse al gesto estremo chiedono e fanno appello a chi di dovere di intervenire poiché la situazione potrebbe davvero degenerare con gravi conseguenze per la salute del Presidente Manno. Ogni altro minuto che passa – aggiungono – potrebbe essere pericoloso. I dipendenti del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese 31-10.2017
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STATI GENERALI DIGA MELITO: MANNO ANNUNCIA INIZIO SCIOPERO DELLA FAME E DELLA PAROLA
Al termine degli Stati Generali sulla Diga Melito che si sono tenuti a Catanzaro nella sede del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese il Presidente Grazioso Manno ha annunciato quanto segue:
“Da questo momento inizierò lo sciopero della fame e lo sciopero della parola. Non mangerò e non parlerò con nessuno fino a quando: 1) la Regione stanzierà € 4.500.000,00 occorrenti per riassumere gli operai stagionali sulla rete di colo in tutti gli 11 Consorzi di Bonifica; 2) il Ministero delle Infrastrutture inserirà nel suo programma la ripresa dei lavori della Diga sul Melito. Chiedo con forza che il Presidente Oliverio ed il Ministro Del Rio, per una volta, vengano al Consorzio (dopo tanti anni di battaglie, una loro visita crediamo di meritarla) portando una formale delibera che preveda lo stanziamento dei fondi per gli operai stagionali, e l’atto formale che consentirà la ripresa dei lavori della Diga sul Melito. Fino a quando ciò non accadrà, mi nutrirò solo di acqua, caffè, e fumerò “sigarette”; non parlerò più con nessuno, e soprattutto non assumerò più le tantissime medicine (8 al mattino, 4 al pomeriggio, 10 la sera) che ho dovuto prendere ogni santo giorno da quando sono stato operato al cuore, sei anno e mezzo fa, il 18 gennaio 2011. E’ un ricatto? Assolutamente no. E’ unicamente la strenua difesa di ciò che consideriamo diritti.
Grazioso Manno 30 ottobre 2017 da: Consorzio Bonifica CZ


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