Fondazione Modigliani e Fondazione Nenni per la Campania
Lunedì 20 febbraio 2006, ore 16,30, a Napoli, Maschio Angioino, sala della Loggia
presentano il libro:
“ Pietro Nenni, Caro Compagno, lettere a Franco Iacono” edito da Marsilio.
Ne parlano Gaetano Arfè, Pierre Carniti, Luigi Covatta, Biagio De Giovanni, Guido De Martino, Franco Iacono.
Introduce Giovanna dalla Chiesa, presidente della Fondazione Modigliani.

L’incontro tra un giovane compagno di Ischia, Franco Iacono – poi presidente della Provincia di Napoli, assessore della Regione Campania ed europarlamentare – ed il vecchio leader socialista, uno dei padri della patria repubblicana, dà vita ad un insolito scambio epistolare durato oltre 10 anni, tra la metà degli anni sessanta e la morte di Nenni avvenuta nel 1980.
Un piccolo ma significativo episodio che illumina la statura umana e morale di un personaggio troppo frettolosamente dimenticato, mentre, come spiega Antonio Girelli nel libro: “oggi più che mai fa bene leggere e parlare di Pietro Nenni ”.

Nel corso della presentazione del libro sarà ricordato Silvano Labriola, già presidente della Fondazione Modiglioni, curatore della Collana di Studio di Storia e di politica Repubblicana: “Le due libertà”.

Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani
E.S.S.M.O.I. Ente per la Storia del Socialismo e del Movimento Operaio Italiano
(Riconoscimento giuridico con D.P.R. del 21 novembre 1987)
Sede Sociale: via Salaria, 44 – 00198 ROMA – Tel. e Fax 06.855.57.32
E-mail: fondazionemodigliani@libero.it

NOTA DI G.NECCO
Un invito, questo di lunedì, che dovrebbe e potrebbe essere accolto da tutti coloro che si sono riconosciuti nella repubblica italiana nata sulle macerie di una guerra devastante ed inutile.
Un riscatto dal totalitarismo venuto grazie all’impegno di tanti italiani, i partigiani, tra cui, oltre a Nenni, c’erano anche i vari Pertini, De Gasperi, Saragat, Parri, Togliatti, Amendola, Valenzi.
Uomini che in nome di un ideale, la patria libera, e di valori irrinunciabili come la democrazia per il popolo italiano, affinchè ogni cittadino potesse esprimere in tutta libertà la propria opinione, hanno patito persecuzioni, carcere e confino.
Raggiunto l’obiettivo, non hanno chiesto alcun indennizzo, nessun riconoscimento materiale, ma solo offerto e indicato al popolo un esempio di come si dovesse essere italiani liberi dal dopoguerra in poi.
Il tributo degli italiani a questi padri della repubblica,non poteva mancare.Invece si è preferito procedere sempre per improvvisazioni, e sempre in occasioni sparute e ben distanti tra loro.
Iacono, l’isolano di Ischia,con la pubblicazione delle epistole con Nenni, offre un esempio di come si debba ricordare, parlare e meditare sul pensiero e sulle scelte politiche di quegli uomini, dimostrando come siano ancora più vivi e validi che mai, anche se sottaciuti e minimizzati, quasi obliati dai “nuovi politici che propongono nuova politica”.
Se è vero che la politica è divenire, ebbene bisognerà crederci davvero.
Tutto, infatti, può ancora ricominciare come un tempo, partendo proprio dall’incontro con Franco Iacono, un socialista che Nenni aiutò a crescere ed a formarsi.
Altri tempi? No, altre teste.


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