RIFORME: CAMPANIA APPROVA DELIBERA REFERENDUM DEVOLUTION
ANSA – NAPOLI, 29 NOV – Il consiglio regionale della Campania ha approvato con 35 voti a favore la delibera proposta dalla giunta regionale per la richiesta di indizione di referendum sulla devolution. I voti contrari sono stati nove.
(ANSA).
CAMPANIA: CONSIGLIO, AL VIA DIBATTITO SU DELIBERA REFERENDUM – ANSA – NAPOLI, 29 NOV – Ha preso via al Consiglio regionale il dibattito sull’approvazione della delibera della Giunta regionale per la richiesta di indizione di referendum sulla devolution. In apertura dei lavori il consigliere regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha sostenuto che l’ approvazione del consiglio sarebbe irregolare perchè la delibera della giunta regionale è stata approvata ancora prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana della legge sulla devolution. “Ci troveremmo ad approvare un atto – ha detto il consigliere Martusciello – che contiene una irregolarità a monte”. E’ stato il consigliere dei Ds, Pietro Ciarlo, a replicare a Martusciello ricordando che ” E’regola generale del diritto amministrativo correggere in qualsiasi momento gli atti” e che l’ atto della giunta è passato al vaglio della I Commissione consigliare e che “pertanto l’atto deliberativo della Commissione supera nettamente ogni dubbio legittimità “. Contro l’ approvazione della delibera si sono espressi il capogruppo dei An, Francesco D’ Ercole e Pasquale Marrazzo (Udc).
29-NOV-05 12:54 – Dichiarazione di Nicola Marrazzo, consigliere regionale della Lista dei valori.
“Oggi il Consiglio Regionale della Campania ha compiuto un atto di grande rilevanza, che avvierà la cancellazione di quel pessimo “pasticcio” chiamato, con un termine altrettanto pessimo “devolution”. La gran parte della pubblica opinione – partiti, associazioni, sindacati, mass media – ha condannato questo frettoloso e sconvolgente stravolgimento della Costituzione Repubblicana,negativo in particolare per il metodo che il Governo di Centro Destra ha voluto tenacemente osservare. Non possiamo però nascondere che, al termine della precedente legislatura, con la stessa pericolosa frettolosità, il Centro Sinistra ha anch’esso modificato, all’insegna del decentramento, la Carta Costituzionale dimenticando che, in una materia tanto complessa e delicata, non si può procedere a colpi di maggioranza, ignorando la regola principale del metodo democratico, che impone che non si usi solo la forza dei numeri (sia che si abbiano 5 o 100 voti di maggioranza), ma si ricerchi, con pazienza, il consenso. C’è un filo che congiunge queste due vicende, inutile nascondercelo: la Lega di Bossi. Sfruttando come e meglio del Psi craxiano il suo potere di interdizione, Bossi ha avuto in dono – nella speranza di ingraziarsi gli umori leghisti – la Riforma del Titolo V°, ha imposto alla Casa delle Libertà una devolution che i più moderati giustamente temevano, perseguendo un chiaro disegno, spezzare l’Italia in piccole realtà regionali, far vincere la logica dell’egoismo,dando alle Regioni che, non per merito loro, ma per antichi trascorsi, hanno le risorse finanziarie, la possibilità di crearsi una loro scuola, un loro sistema sanitario, una loro polizia,una loro assistenza sociale,fregandosene dei sacrosanti principi della solidarietà e della socialità. Noi, che siamo meridionali, che già stiamo pagando prezzi pesanti ai tagli dei trasferimenti imposti dal governo centrale e, in particolare, dall’ultima finanziaria, diciamo no a questa logica perversa, basata solo sull’egoismo e sul più sfrenato localismo. Estremamente censurabile la forma di governo, che fa del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Premier, arbitro assoluto dei destini e della stabilità del Governo, umiliando il Parlamento ed i cittadini che lo hanno eletto, prevaricandone le funzioni. Anche le funzioni e le prerogative del Presidente della Repubblica sono pesantemente messe in discussione:il Presidente, il cui ruolo di garante viene minato alla base, si troverà, infatti, obbligato a nominare Presidente del Consiglio il leader che vince le elezioni, in modo acritico ed automatico, essendo stata introdotta di fatto una elezione diretta che la Costituzione non contempla. Con il voto di oggi il Consiglio Regionale ha compiuto un atto significativo, dando la possibilità ai cittadini di seppellire con una valanga di NO la devolution bossiana. E sarà un punto di merito del Consiglio Regionale della Campania aver contribuito al ristabilimento del diritto e delle regole”.


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