Caserta – Il presidente del gruppo consiliare dello Sdi in regione Campania, Gennaro Oliviero, particolarmente attento ai problemi generati dal sistema sanitario; è intervenuto sull’incresciosa situazione verificatasi all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove ottanta pazienti, attendono per giorni in barella, di ricevere assistenza medica, per un’insufficienza di posti letto. In un’interrogazione indirizzata al presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino ed all’assessore alla Sanità Angelo Montemarano il capogruppo dello Sdi ha chiesto spiegazioni sulle carenze delle strutture di degenza dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.”Dalla recente Audizione sul Bilancio Preventivo 2006, – ha esordito nel suo intervento il Capogruppo dello Sdi Oliviero- è emersa la necessità di provvedere con urgenza alle carenze delle strutture di degenza dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, poiché, il dott. Enrico Iovino, Direttore Generale della sopraccitata Azienda Ospedaliera, ha messo in risalto l’emergenza imbarazzante per la quale circa ottanta pazienti attendono per giorni di ricevere assistenza medica in barella, non essendovi mai sufficiente disponibilità di posti letto nel complesso ospedaliero. A fronte di tale inaccettabile ed intollerabile situazione, il sottoscritto chiede di convocare al più presto un’audizione, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Angelo Montemarano e dello stesso Direttore Generale, Enrico Iovino, affinché, si ponga un sollecito rimedio a tale inammissibile condizione. Sono certo – conclude Il Capogruppo dello Sdi – che un vostro diretto e rapido intervento metterà fine a tale insostenibile situazione.
L’addetto Stampa Raffaele Balletta telefax 081/7783379- 0823/758906 – 339/5938642
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NAPOLI, 26 NOV – Si riporta di seguito la dichiarazione del Consigliere regionale Angelo Brancaccio (DS), Segretario della Presidenza del Consiglio Regionale, sul provvedimento di “rotazione dei dirigenti” che sarà portato in discussione nella prossima seduta dell’Ufficio di Presidenza.

“Le dichiarazioni del capogruppo dei Ds, sul provvedimento di “rotazione dei dirigenti” che sarà portato in discussione nella prossima seduta dell’Ufficio di Presidenza, mi stupiscono molto per non dire che mi sconcertano. Dichiarazioni, a mio parere, inopportune e che in qualche modo delegittimano il mio ruolo di membro dell’Ufficio di Presidenza su di un atto squisitamente amministrativo qual è appunto quello della rotazione dei dirigenti. Affermazioni che oltre ad essere inopportune, le ritengo anche ingerenti nella vita di una articolazione istituzionale, nella fattispecie l’Ufficio di Presidenza, che ha e deve avere una propria autonomia specialmente quando si discute e si delibera su questioni squisitamente amministrative. Prendo atto, tra l’altro, che l’unico capogruppo ad intervenire sia stato Amato e che, se ricordo bene, mai il gruppo ha discusso dell’argomento in questione a meno che ciò non sia avvenuto in mia assenza. Ipotesi, quest’ultima, che riterrei di basso profilo politico perché un gruppo regionale, segnatamente quello dei Ds, deve volare alto nei ragionamenti e discutere di ben altre emergenze, come ad esempio eventuali questioni morali e politiche di sviluppo occupazionale che investono le competenze dell’amministrazione regionale. Ritengo di avere la necessaria esperienza politica e amministrativa per capire quale provvedimento dell’ Ufficio di Presidenza possa essere più utile per garantire maggiore efficienza, razionalità e modernità della macchina burocratica regionale. Se il capogruppo e l’intero gruppo dei Ds dovessero leggere la scelta che prenderò nella prossima riunione dell’Ufficio di Presidenza sulla delibera di rotazione dei dirigenti come irrispettosa di una consegna “militare”, un minuto dopo sono pronto a trarne le dovute conseguenze. Non sarò mai un soggetto funzionale a disegni di resa dei conti fondati su vecchie ruggini. Per essere più chiaro non sarò mai colui al quale il capogruppo o chicchessia affida in mano un elenco di delibere da votare o da non votare. Peraltro penso che il provvedimento in oggetto, che comunque lo ritengo necessario e utile, non può essere stralciato dall’intero contesto delle politiche del personale regionale. Per fare degli esempi al riguardo, sono in atto le procedure per concorsi relativi alla mobilità di personale esterno, alla progressione verticale di personale interno, all’assunzioni di nuove professionalità e, per finire, è all’attenzione delle commissioni consiliari il nuovo ordinamento sul personale. Mi auguro, in conclusione, che l’ennesimo comportamento di delegittimazione da parte del capogruppo Ds non sia di natura “dolosa” altrimenti dovrò rivedere il mio atteggiamento, da sempre corretto e disciplinato, nei confronti degli equilibri del gruppo”.
Angelo Brancaccio


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