Al Congresso Europeo degli Ordini Forensi a Napoli gli avvocati reclamano l’indipendenza professionale

Unitario il giudizio dei duecento avvocati europei, riuniti in assise nella nostra città, contro i poteri fori della politica e dell’economia che minano l’autonomia professionale della categoria
Un coro unanime sull’indipendenza professionale degli avvocati giunge dall’assise delle 200 toghe riunite a Napoli per la seconda giornata del Congresso Europeo degli Ordini Forensi durante il convegno sul tema: “La difesa dell’indipendenza professionale degli avvocati contro i poteri forti”. L’assemblea continentale della F.B.E. (fédération des barreaux d’Europe), presieduta dall’avvocato napoletano Maurizio de Tilla, che si è svolta questa mattina al Grand Hotel Vesuvio, ha evidenziato la necessità dell’autonomia professionale degli avvocati in contrapposizione alle regole limitative imposte dal ddl Bersani.

Lo stesso presidente Maurizio de Tilla, nel suo intervento ha sottolineato che “Gli avvocati Europei sono accomunati nei principi di libertà e di indipendenza che sono oggi messi in pericolo dai “Poteri forti” che, intrecciando economia e politica, finiscono per prevalere ed invadere l’ambito di azione della professione di avvocato. Diventa, quindi, obiettivo prioritario la difesa dell’indipendenza dell’avvocatura”.
Un lungo applauso ha sottolineato poi anche un altro passaggio dell’intervento del civilista napoletano che conduce una dichiara lotta ai Poteri Forti: “Quello di oggi non è solo un momento di confronto tra i diversi ordini forensi rappresentati ad un appuntamento congressuale, ma l’inizio di una lunga lotta per far valere la nostra linea e rendere autonoma, qualificata ed indipendente la nostra categoria, e quella di ogni ordine professionale, nell’interesse soprattutto della libertà di ogni singolo cittadino europeo”.

Tra gli interventi dei diversi relatori, tutti sulla stessa linea, si è evidenziato quello del presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, Michelina Grillo, che ha dichiarato: “La legge Bersani ha creato non pochi dissensi tra i professionisti, ed in particolare nell’avvocatura nazionale, ma l’apertura al dialogo ed a trovare soluzioni valide, di queste ultime ore, da parte di alcune figure di Governo come Rutelli e Mastella ci lasciano sperare in dialogo costruttivo che salvaguardia l’indipendenza e l’autonomia professionale”.

La situazione non è però solo negativa in Italia, anche all’estero la linea assunta dal parlamento europeo di paragonare gli avvocati ad imprenditori ed intermediatori non piace. Il vice presidente della F.B.E., lo spagnolo Jaume Alonso Cuevillas, già presidente degli avvocati di Barcellona, sottolinea: “Non siamo degli imprenditori e non possiamo attenerci a regole del commercio che non hanno nulla a che vedere con il nostro ordine professionale. Dobbiamo prevedere un sistema diverso che consenta agli ordini forensi di partecipare alle indicazioni dettate dal parlamento europeo in merito”.

Anche per i francesi, il presidente del Consiglio Nazionale Forense francese Michel Benichou, ha sostenuto la linea del presidente Maurizio de Tilla, mentre l’ordine forense russo ha rivendicato l’autonomia dell’avvocatura soprattutto in nome della difesa della libertà e dell’espansione civile del vecchio continente.

Domani 26 maggio giornata conclusiva del Congresso Europeo degli Ordini Forensi per gli oltre duecento avvocati in rappresentanza di circa 20 Paesi.

Napoli, 25 maggio 2007

U F F I C I O S T A M P A
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