Crescono prezzi a origine e crollano redditi dei produttori

Non crescono in generale i prezzi all’origine dei prodotti agricoli. Lo sottolinea Confagricoltura, analizzando le rilevazioni Ismea da cui si evince che a maggio 2010, sia su base congiunturale che tendenziale, sono diminuiti dello 0,3%.

C’è stato – dice Confagricoltura – un recupero su base mensile per le coltivazioni nel loro complesso (+1,2%), ma nell’anno hanno perso il 2,4%. In difficoltà il comparto zootecnico a livello mensile (-1,8%), ma recupera qualcosa su base annuale (+2,2%), tenendo presente che quella precedente era stata un’annata particolarmente disastrosa per la zootecnia.

Dall’indice Ismea emerge la flessione, a maggio 2010 rispetto a maggio 2009, dei prezzi dei cereali (-12,3%), della frutta fresca e secca (-9,1%), delle colture industriali (-8,4%) e dei vini (-2%). Nel comparto zootecnico si segnalano diminuzioni delle quotazioni per conigli (-18,8%), volatili domestici (-14,6%), bovini e bufalini (-2,1%) e ovicaprini (-1,2%).
Alcuni comparti registrano incrementi, come l’olio di oliva (+12,3%), anche se, come ricorda Ismea, a maggio 2009 aveva toccato il livello più basso degli ultimi anni.

Confagricoltura sottolinea come il calo persistente delle quotazioni all’origine e l’aumento dei costi, che si mostrano stabili o con limitate flessioni, ponga le aziende agricole in grande difficoltà. Con una notevole decurtazione dei redditi dei produttori, che sono diminuiti del 36% rispetto a dieci anni fa.

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