Confagricoltura Campania: “Ok ai controlli per la tutela delle produzioni tipiche nell’interesse dei produttori e dei consumatori”
La nota di Pietro Micillo in seguito al sequestro di 900 kg di bucce di limone usate impropriamente per produrre “Limoncello di Sorrento IGP”
Napoli, 10 maggio 2006 – Confagricoltura Campania interviene sul sequestro di novecento chili di bucce di limone usate fraudolentemente per produrre “Limoncello di Sorrento IGP” nonostante le stesse bucce provenissero da zone geografiche diverse da quelle indicate dalla normativa vigente per poter dare al limoncello la “Indicazione Geografica Protetta”.
“Mentre i produttori – afferma il presidente regionale di Confagricoltura Pietro Micillo – vedono marcire sugli alberi i prodotti di alta qualità che non riescono a piazzare sul mercato, speculatori senza scrupoli utilizzano per la produzione di un prodotto simbolo del nostro territorio come il limoncello, agrumi di scarsa qualità e di incerta provenienza, creando un gravissimo danno economico e di immagine alla nostra economia.”
“Simili comportamenti penalizzano quei produttori onesti che, sottoponendosi a severi controlli, garantiscono l’ottenimento di produzioni che qualitativamente si pongono ad un livello nettamente superiore a quelle che si spacciano per produzioni tipiche DOP/IGP e che non rispondono agli standard indicati nei disciplinari.”
“Confagricoltura Campania, pertanto, plaude all’attività svolta dagli organismi preposti ai controlli sulle produzioni DOP e IGP affinché si possa tutelare il settore produttivo al quale, anche alla luce delle recenti direttive comunitarie, va sempre di più riconosciuto il ruolo di garante dei consumatori e di presidio e salvaguardia del territorio.”
“E’ una sfida di serietà e di impegno morale delle imprese che, solo dalla autenticità e dalla “unicità” certificate dei prodotti “del territorio”, possono trarre meritato valore aggiunto al proprio lavoro. Ma è anche una sfida di credibilità per la Pubblica Amministrazione, sul terreno della vigilanza e della repressione; e di maturità dei consumatori nel riconoscere la qualità e nel rifiutare prodotti che, a volte anche con grossolani artifici, provano ad occupare spazi di mercato ai quali non hanno diritto.”
“Chiamiamo altresì – conclude Micillo – il consumatore ad una nuova e più solida consapevolezza circa l’importanza del sistema di protezione dei riconoscimenti comunitari ai prodotti agroalimentari del territorio. Chiediamo con forza che si affronti con decisione e coerenza il problema della difesa delle produzioni tipiche, che è patrimonio autentico e originale della campagna e dell’agricoltura, sempre più esposto, ad imitazioni e contraffazioni, materiali e culturali.”
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (3403008340)
michele.ippolito@fastwebnet.it


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