CONDANNATI I CONIUGI GIULIANO PER MINACCE E VIOLENZA PRIVATA AL GIORNALISTA ARNALDO CAPEZZUTO.

L’undicesima sezione penale del tribunale di Napoli, giudice Carlo Spagna, ha condannato Luigi Giuliano e sua moglie Carmela De Rosa (genitori di
Salvatore Giuliano, condannato come l’autore dell’omicidio di Annalisa Durante), rispettivamente a 2 anni e 6 mesi di reclusione e 2 anni e 2 mesi, e al risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo
Capezzuto e l’Ordine dei giornalisti della Campania, rappresentato in
aula dal presidente Ottavio Lucarelli, alle somme rispettivamente di 10mila euro e di 25mila euro.
Condanna che supera le richieste del pm Giulio de Simone.
Giuliano e De Rosa sono stati condannati per il reato di violenza privata esercitata nei confronti del giornalista Capezzuto e consistito nell’
averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul
quotidiano Napolipiù relativi al processo per l’omicidio di Annalisa
Durante, tra maggio e novembre 2005.
Il tribunale ha inoltre condannato Guglielmo Giuliano a 1 anno e 6 mesi , Salvatore Turino e Gilda D’Angelo
rispettivamente a 1 anno di reclusione per minacce aggravate nei confronti di don Luigi Merola, all’epoca dei fatti parroco di San Giorgio Maggiore a Forcella.
Capezzuto era assistito dall’avvocato Cesare Amodio e l’Ordine dei giornalisti della Campania dagli avvocati Francesco Caia e Giuseppe Vitiello rispettivamente presidente
e consigliere delegato per il settore penale dell’ordine degli avvocati di
Napoli.
“Questa sentenza dimostra che le minacce, chiunque le riceva,
vanno sempre denunciate, anche in questa città e soprattutto per chi esercita questa professione di giornalista nell’area napoletana” ha detto il cronista Capezzuto. Soddisfatto anche il presidente Lucarelli che ha aggiunto:
“ La sentenza va a tutela dell’intera categoria, soprattutto in un’area di
frontiera per l’informazione come la Campania. Ringrazio gli avvocati Caia e
Vitiello e l’ordine forense che ci ha affiancato”.
“La presenza e l’impegno dell’Ordine dei giornalisti, anche attraverso il presidente, ha visto nella sentenza la riconferma che la libera informazione
non può e non deve essere in alcun modo condizionata e che ogni tentativo di
reprimerla viene inevitabilmente sanzionato dalla giustizia” ha
sottolineato l’avvocato Vitiello.
“Il coraggio civile dimostrato dal giornalista Capezzuto ha trovato il giusto riconoscimento nella pronuncia del giudice – ha detto l’avvocato Amodio – ed è significativa la pena accessoria che il giudice
Spagna ha voluto comminare con la pubblicazione della sentenza per estratto sui principali quotidiani cittadini (Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno) e in maniera integrale sul sito on line Iustitia.it”.
Le parti civili, attraverso i loro difensori, hanno anticipato che proporranno la devoluzione delle somme liquidate a titolo di risarcimento anche a favore del rione Forcella.
da: luisamaradei@libero.it
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LA NOTA A MARGINE
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di Gianpaolo Necco
Cara Luisa e caro Arnaldo, la notizia mi da’ serenita’ e felicita’ perche’ era da un po’ di tempo che si aspettavano novita’ in controtendenza a fatti che per lo piu’ restavano nascosti e quindi impuniti.
Il coraggio di Arnaldo, al di la’ delle cose lette nel comunicato, senz’altro apprezzabili e condivisibili, ha pagato: quando uno ama il lavoro che fa , alla fine e’ premiato anche se ha corso senz’altro una buone dose di rischio.
Che sia la svolta contro la
prepotenza e l’onnipotenza della malavita organizzata? Lo spero.
Intanto godetevi questo importante riconoscimento e fate come sempre
avete fatto: guardate avanti.
Ciaoooooooooooooooooooooo!


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