Con.Flo.Mer:la Regione Campania taglia i fondi ai produttori di rose biologiche

Otto licenziamenti in arrivo per fine anno

Otto lettere di licenziamento per affossare il Consorzio per lo sviluppo della Floricoltura nel Meridione (Con.Flo.Mer) e vanificare otto anni di ricerca e formazione nel settore: dalla coltivazione delle rose biologiche con insetti mangiaparassiti che hanno consentito di mettere al bando i pesticidi e ridurre del 90 per cento l’inquinamento dei terreni, vero vanto del territorio e modello di sviluppo per altri distretti produttivi tra cui quello ligure, alla formazione qualificata negli istituti professionali che hanno ottenuto uno specifico indirizzo in Florovivaismo come il “De Cillis” di Ponticelli e il “Fortunato” di Eboli.

“Una scelta scellerata della Regione Campania – commenta il presidente Con.Flo.Mer. Salvatore Colonna – che risponde a un bieco disegno politico teso a favorire una sola organizzazione di categoria: la Coldiretti”.

L’attacco diretto è rivolto all’ex assessore Vito Amendolara che, nella scorsa primavera, ha contribuito a costituire il Consorzio “Fiori d’Italia” sotto l’egida della Coldiretti con l’intento di svuotare di fatto il Con.Flo.Mer e dirottare le risorse ad esso attualmente destinate su una struttura amica.

“Il nostro Consorzio – continua Colonna – non si è mai schierato politicamente, ha pensato solo a lavorare per il bene dei floricoltori ottenendo ampi riconoscimenti nazionali e internazionali e vivi apprezzamenti nelle stesse stanze di Palazzo Santa Lucia che oggi, inspiegabilmente, decidono di affossarci per una pura politica partitica”.

Il Con.Flo.Mer. costituito nel 1994 con il 51% di capitale pubblico (Regione Campania) è tra i pochi, se non l’unico, a conservare intatto ancora l’80 per cento del capitale sociale.

“Ci tagliano inspiegabilmente le gambe nonostante una gestione corretta, trasparente ed esemplare – continua Colonna – ci basterebbero solo 200mila euro per sopravvivere e continuare a lavorare per il bene di uno tra i settori più produttivi dell’agricoltura regionale con un’alta presenza di personale giovane”.
“Le serre che attualmente gestiamo negli istituti superiori (agrario “De Cillis” di Ponticelli, agrario “Fortunato” di Eboli e professionale di Pontecagnano) verrebbero abbandonate con una perdita enorme e ingiustificata di investimenti e di know-how e la conseguente impossibilità di far conseguire agli studenti la specializzazione in floroviaismo” continua Colonna che ricorda: “In quelle serre abbiamo, tra l’altro, ridotto di 7 volte l’uso dei pesticidi per ettaro producento rose biologiche di altissima qualità anche grazie alla fattiva collaborazione tra i produttori e la struttura tecnica dell’assessorato all’Agricoltura (Sirca) e anticipando di gran lunga la direttiva dell’Unione europea n. 128 del 2009 che ci impone di mettere al bando i pesticidi entro il 2014”.
Poi Colonna lancia un ultimo appello al governatore Caldoro, dopo varie richieste di incontro cadute nel vuoto:
“Spero che il presidente, persona seria e lungimirante, si discosti dalle scelte operate dal suo ex assessore e voglia revocare una decisione incomprensibile dal punto di vista strategico per lo sviluppo del settore florovivaistico”.
Napoli, 28 novembre 2011

ufficio stampa
Luisa Maradei, giornalista associata all’Arga Campania
333.5903471
luisamaradei@libero.it


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