Ridurre la Burocrazia per Competere
L’Italia necessita di ridurre il peso della propria burocrazia se vuole tornare a crescere. Come? Riprendendo il modello di digitalizzazione della PA implementato in Estonia e adattandolo alle proprie caratteristiche economiche e sociali.
La burocrazia è uno dei principali problemi del paese. L’inefficienza della pubblica amministrazione causa danni più severi dell’evasione fiscale frenando fortemente la ripresa economica. La giungla di leggi comunali, provinciali, regionali e statali e così aggrovigliata da non avere paragoni in Europa. Un potere smisurato nascosto in remote stanze di uffici provinciali e ministeri che immobilizza la crescita del paese. Mentre aziende e corporazioni stanno dando prova di sapersi, più o meno, adattare ai cambiamenti globali e alle sfide del futuro, l’Italia e tutto il suo apparato istituzionale, stenta ad introdurre una radicale trasformazione digitale.
PERCHÈ È IMPORTANTE?
Secondo i dati del World Economic Forum, l’Italia si posiziona al 135° posto in classifica Su 137 (peggio di noi solo Brasile e Venezuela) nella classifica sugli oneri della regolamentazione. Di conseguenza, questo problema rallenta fortemente gli investimenti (locali e stranieri). Secondo diversi studi, i conti annuali per gli adempimenti delle micro e piccole imprese in Italia si assommano tra I 30 e 40 miliardi di Euro. Appare dunque necessario superare questo sistema e muoversi verso una concreta digitalizzazione della pubblica amministrazione e di tutto l’apparato burocratico italiano.
I NOSTRI VICINI EUROPEI
L’Estonia, indipendente da poco più di 25 anni è riuscita a trasformarsi da periferia di un’Unione prossima al collasso, quella Sovietica, a paese leader in Europa (e nel mondo) a livello di innovazione nella pubblica amministrazione. La creazione di una cultura digitale trova radici in un forte sistema d’istruzione che ha introdotto l’utilizzo dei computer e della tecnologia a partire dagli anni 90, attribuendogli la stessa importanza della letteratura o della matematica. Allo stesso tempo il governo di Tallinn ha spinto fortemente sulla rivoluzione digitale. In questi anni l’Estonia ha introdotto ‘un’identità digitale’ per ogni cittadino permettendogli di eleggere il proprio parlamento online, accedere al sistema bancario, firmare e condividere documenti legali, acquistare licenze e allo stesso tempo snellire il processo burocratico.
SGUARDO AL FUTURO Paesi avanti a noi a livello di trasformazione digitale non smettono di guardare in avanti per continuare a snellire e migliorare il sistema burocratico del paese. Da qualche mese il governo estone ha lanciato il progetto ‘Estonia 2035’ per ridurre ulteriormente il fardello burocratico. E in Italia? In Italia, spesso e volentieri, esistono troppi enti con potere decisionale sulla stessa tematica. Si ha quasi l’impressione che regole siano introdotte con il solo scopo di consentire ad un burocrate di crearsi un’attività (monitorare l’implementazione di tale regola). La trasformazione parte dunque da tre step imprescindibili:
Iniziare da una visione politica condivisa dalla quasi totalità dei legislatori;
Eliminare le regolamentazioni (e i regolatori) più superflui e digitalizzare quelle necessarie;
Informare e guidare il cittadino nella transizione alla cittadinanza digitale in modo che possa essere introdotto a tutte le possibilità e i benefici che ne derivano.
Solo così l’Italia potrà compiere i primi passi significativi verso la creazione di un’architettura in grado di fornire servizi di alta qualità ai cittadini.
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Categorie: Attualità

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