Coldiretti: qualità dell’olio tutela dell’ambiente. I nuovi fondi per rilanciare l’olio sannita
“La qualità dell’olio tra sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente” è stato il tema di un convegno svoltosi a fine ottobre presso la sala convegni della Coldiretti di Benevento. L’incontro è promosso dall’A.PR.OL. (Associazione produttori olivicoli) di Benevento. Sono intervenuti: Giuseppe Meola, presidente A.PR.OL. Benevento; Angelo Milo, direttore Coldiretti Benevento; Dorotea Della Medaglia, Marialuisa Ambrosino e Raffaele Sacchi dell’Università di Napoli; Vito Amendolara, presidente IS.ME.CERT.; Tobia Chiuchiolo, della Stapa Cepica. La conclusione dei lavori, moderati da Vincenzo Russo, è toccata a Gennaro Masiello, vice presidente nazionale della Coldiretti. Dal dibattito è emerso che è stato determinante l’impegno della Coldiretti per la conferma del budget comunitario e del periodo di erogabilità dei finanziamenti europei a beneficio delle produzioni olivicole ed olearie, in un contesto di crisi del settore agricolo. Lo ha ribadito neo intervento Angelo Milo, direttore provinciale della Coldiretti, parlando della qualità dell’olio tra sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente. L’incontro, promosso dall’Associazione produttori olivicoli di Benevento, ha messo in luce le prospettive di sviluppo del settore che almeno per la Campania non sono negative. Il direttore Milo, infatti, ha precisato il concetto di «aiuto dissociato», che concerne fino al 60% di fondi ottenibili dai produttori per attuare la tutela del patrimonio olivicolo, e fino al restante 40% per quanto riguarda la stretta connessione con la produzione. «E va chiarito – ha dichiarato Milo -, che sono assolutamente infondate le critiche di chi definisce quel 60% un regalo anche senza produzione; infatti, quella percentuale di finanziamento, è destinata per l’importantissima finalità di conservare in buono stato il patrimonio agronomico, con conseguenti vantaggi anche ambientali, oltre che le indispensabili premesse della qualità del prodotto».
Negli interventi è stato evidenziato che la competitività sul mercato, per la produzione olearia sannita, è conferita dalla qualità e tipicità del prodotto. Ed è questo il primo tassello per cercare mercati più ampi nella regione. D’altra parte non si capisce com’è che in Campania si parla sempre più di vino (destinatario di non poche risorse) e sempre meno dell’olio. Un settore, quello dell’olio che invece ha mille motivi per stare al centro dell’attenzione sia per quello che fanno i produttori sia per i consumatori , e non sono pochi, che continuano a preferire anonimi oli di altre regione, quando non stranieri . Meno male che un segnale di cambiamento c’è stato: col premio Sorrento d’oro la Regione ha di fatto rivolto la sua attenzione anche all’olio, peccato che l’assessore Vincenzo Aita, proprio nel momento della spinta maggiore, ha dovuto dimettersi per questioni politiche: la rottura tra il suo partito con il governo regionali per questioni legate all’impiego del termovalorizzatore di Acerra.


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